Bed Time (Mientras duermes)

Diretto da Jaume Balagueró; con Luis Tosar, Marta Etura, Alberto San Juan

Andria - venerdì 17 agosto 2012
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Cesar fa il portiere in un condominio ed è un uomo molto infelice: il suo unico scopo è quello di provocare l’infelicità anche negli altri. Ciò che lo ossessiona in particolare è la bella inquilina di nome Clara, una ragazza estremamente gentile nei suoi confronti. Il suo “gioco” preferito è quello di starle accanto nel suo letto quando lei non è cosciente: un gioco pericoloso con conseguenze inevitabilmente drammatiche.

Con “Bed Time”, Jaume Balagueró, regista spagnolo noto per suoi horror ad alta “concentrazione sanguigna” (“Rec”, “Rec 2” e prossimamente, l’ultimo capitolo), riesce a confezionare un thriller decisamente controcorrente, lontano dagli abusati cliché che caratterizzano il genere contemporaneo e proiettato verso l’introspezione, la psicologia, la capacità di suscitare paura facendo unicamente leva sulla tensione e sull’imprevedibile follia che è in ognuno di noi.

Un percorso nella psiche malata di un uomo infelice che vive solo in funzione del dolore altrui. Un anonimo portiere dalla personalità perversa che solo un insopportabile e burbero vecchietto riuscirà a rivelare, provocando il suo definitivo licenziamento. Tuttavia gli effetti della sua follia si abbatteranno sugli inquilini del palazzo con conseguenze devastanti: la giovane ed attraente Clara non sorriderà più, la piccola ricattatrice perderà la sua iniziale spavalderia, l’anziana signora con i cani prenderà coscienza della sua vita immersa nella più triste solitudine.

Un film che, tra i suoi punti di forza, ha senz’altro la bella storia di un autore italiano, Alberto Marini, la sapiente e calibratissima regia di Balanguerò, nonché l’inappuntabile interpretazione di Luis Tosar, già protagonista del piccolo capolavoro dal titolo “Cella 211”.

Balanguerò mette a nudo l’uomo con le sue debolezze, osservandolo nel momento di maggiore vulnerabilità, quando dorme (non a caso il titolo originale in spagnolo è “Mientras duermes”), servendosi di un’ambientazione claustrofobica, di ritmi lenti e compassati, di un crescente dosaggio della tensione, con uno sguardo rivolto verso i grandi classici del passato ed il Polanski de “L’inquilino del terzo piano” da cui sembra mutuare quel “mal di vivere” che caratterizza l’intera pellicola sin dalle primissime sequenze. 

Un modo diverso di concepire il thriller, un film assolutamente da non perdere.
 

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