Movi...do un ceffone

Il senso civico è alla base della crescita di una comunità

Nico Lotito A Lume Spento
Andria - venerdì 18 settembre 2015
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È passato un po' di tempo dall'articolo, pubblicato nell'ambito della presente rubrica, in cui definivo Andria una città in movimento. L'evoluzione registrata dalla nostra città in termini di infrastrutture, dotazioni tecnologiche e servizi, nonché la programmazione di importanti opere che rivoluzioneranno la città, mi indussero e mi inducono tutt'ora, a definire la nostra come una città in movimento. Tuttavia, a quello che può registrarsi come un progresso di espansione, si registra una evidente regressione in termini sociali. La rinnovata movida, in modo particolare nel centro storico, è fenomeno pregevole ed indicatore di una ritrovata volontà degli esercenti di investire nella nostra città, invertendo quella fastidiosa tendenza che vedeva la città svuotarsi, quasi sotto l'effetto di un coprifuoco, con l'approssimarsi delle ore serali. Ben venga, quindi, la frequentazione dei giovani e meno giovani per le vie del centro storico e non; ben venga l'opera, seppur iniziale, di riqualificazione del centro storico e la riscoperta di vicoli e stradine, in taluni casi, sconosciuti alle fasce più giovani della cittadinanza.

Quello che, al contrario, non va bene è la tendenza, piuttosto incalzante, allo schiamazzo, allo scarso rispetto dell'ambiente e degli individui e alla dequalificazione sociale e comportamentale che si sta registrando. Non alludo ai casi limite dei ritrovamenti di deiezioni umane per le strade del centro storico o alla tanto pubblicizzata foto che ritraeva la ragazzina intenta ad urinare nei pressi del Duomo, giacché, in tali casi, non parliamo di comportamenti ascrivibili a chi ambisca a definirsi essere pensante; alludo, piuttosto, all'ormai diffusa ed imperante maleducazione che, quasi fosse un trend da seguire, sta facendo breccia in una larga fetta di adolescenti (anche quelli che, nelle mura domestiche, sono soliti avere comportamenti più consoni). È il trionfo dei bimbiminchia, utilizzando un termine in voga per descrivere tali "tipologie" di individui, ma la cosa più preoccupante, è la noncuranza di chi tali atteggiamenti dovrebbe stroncare sul nascere. Già, perché quello che più fa riflettere, è il venir meno del ruolo forte e fondamentale che le famiglie dovrebbero (e il condizionale è d'obbligo) svolgere: siamo passati da "ti do un ceffone se butti la carta a terra" a un più lassista "scit n’der".

Tuttavia, a quello che dovrebbe essere il ruolo svolto dalle famiglie in termini di educazione, va affiancato il ruolo delle istituzioni in termini di regolamentazione. Spesso gli esercizi commerciali eccedono con i decibel consentiti e/o disattendono l'ordinanza sindacale sulla somministrazione di alcolici; altrettanto spesso le zone pedonali sono ampiamente transitate non essendo debitamente presidiate; in alcuni casi la presenza di forze dell'ordine sarebbe un valido deterrente all'imperante maleducazione: rilevare una contravvenzione per schiamazzi potrebbe avere un valore educativo, sanzionare chi abbandona in strada bottiglie (e la multa andrebbe comminata anche all'eventuale esercente) dopo aver consumato, farebbe riflettere sulla reiterazione del gesto. Un diffuso senso civico, una maggior attenzione allo svolgimento dei ruoli ai quali si è preposti, un  polso più fermo da parte di chi amministra e la sensibilizzazione dei cittadini e delle famiglie, sono le uniche strade, a mio parere, percorribili perché si addivenga ad un comportamento civile e rispettoso. Bisogna far capire ai ragazzi che è più "figo" assumere comportamenti degni del viver civile, piuttosto che calarsi nel ruolo del bimbominchia con inclinazioni animalesche degne del migliore dei giardini zoologici.

La disciplina e l'educazione hanno la loro ragion d'essere in quanto tali, a prescindere dagli atti che si compiono o dai luoghi che si frequentano; citando George Bernard Shaw: un uomo è tanto più rispettabile quante più sono le cose di cui si vergogna.

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