Madagascar 3 - Ricercati in Europa

Diretto da Conrad Vernon, Eric Darnell e Tom McGrath

Andria - venerdì 07 settembre 2012
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Madagascar 3 - Ricercati in Europa
Diretto da Conrad Vernon, Eric Darnell e Tom McGrath
Prod.: USA – 2012


Il leone Alex ed i suoi compagni d’avventura, Marty, Gloria e Melman, avvertono un profondo senso di nostalgia per lo zoo di New York in cui vivevano; per questo decidono di seguire i pinguini intrufolandosi nel casinò di Montecarlo. Subito dopo riescono ad entrare in un circo confidando in un impresario americano che vorrebbe comprare lo show e potrebbe riportarli a casa.

Giunta al terzo capitolo cinematografico la saga di “Madagascar” è ormai una delle più popolari del cinema d’animazione contemporaneo. La sua forza sta proprio nella riuscita caratterizzazione dei personaggi, nell’eccentricità dei “comprimari”, nell’umorismo sfrenato e nelle continue gag, nelle situazioni paradossali, spesso al limite del non-sense. E, se si va al cinema col pretesto di portarci i propri figli, ancora una volta non si potrà rimanere impassibili di fronte alle trovate, ai colori ed al ritmo della nuova pellicola targata Dreamworks.

La formula di “Madagascar 3 – Ricercati in Europa” appare subito ben orchestrata, riuscendo a far convivere due impianti narrativi diversi: uno più convenzionale, basato sui rapporti fra i quattro protagonisti, sui buoni sentimenti, l’amicizia, l’amore; l’altro dai toni più surreali, incentrato sulle dinamiche scatenate dagli irrefrenabili pinguini-agenti, dagli scimpanzé e l’irresistibile lemu(Re) Julien.

In “Madagascar 3 – Ricercati in Europa” anche la scelta di optare per un clichè abusato come quello circense - che avrebbe potuto “banalizzare” la trama - alla fine risulta vincente, per effetto di una brillante sceneggiatura, una fotografia a tratti psichedelica (che ben riproduce i toni del “Cirque du Soleil”) ed una sapiente animazione ben calibrata rispetto alle potenzialità offerte dal 3D, diventando addirittura uno dei punti di forza del film.

La staticità che aveva caratterizzato i due precedenti capitoli viene qui ampiamente superata già dalle prime sequenze, grazie ad un incipit degno dei miglior film d’azione, in stile spy-story. La “mission impossibile” in questo caso è il ritorno alla base, New York. Il cattivo di turno, l’ostinata, quasi diabolica poliziotta Dubois, farà di tutto per contrastare il disegno dei quattro protagonisti, ma fortunatamente fallirà nel suo intento.

Il film sembra chiudersi ad anello con il primo capitolo. Alex, Marty, Gloria e Melman riescono a coronare il loro sogno, ma una volta rientrati a New York vengono presi da un improvviso senso di nostalgia. Tutto sembra così diverso e triste: dopo aver scorazzato liberamente nelle sconfinate distese della savana e le foreste del Madagascar, che senso ha per loro ritornare dietro le sbarre di uno zoo? Difficile nutrire dubbi sul fatto che già in questo si possano nascondere le premesse per nuove avventure. E, naturalmente, un altro sequel.
 

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