La ‘’scalata’’ al potere

Tre piani sopra il cielo

Michele Di Corato RIS (patacche e cozze)
Andria - venerdì 20 novembre 2015
©

L’occasione era fin troppo ghiotta. Le Comunali dello scorso 31 maggio non potevano non rappresentare il banchetto ideale a cui sedersi per spolpare le residue speranze di noi cittadini, fagocitati, puntualmente ed irrimediabilmente, dalla macchina infernale di famelici politici assetati di potere. Fin qui, niente di nuovo, vi chiederete, chi ci casca più. E, invece, ammetto di esser caduto, ingenuamente, ancora una volta, in trappola, impigliato in una ragnatela di ipocrisia, risucchiato dalle sabbie mobili della correttezza umana, bassifondi  bazzicati da gente d’onore, luogo dal quale, ahimè, non sono più riuscito a risalire.

Eppure, questa, è una sensazione che avrei dovuto conoscere al meglio. In fondo, Dio ha voluto così, ha pianificato la mia vita, ponendomi di fronte una sfida dietro l’altra, una fatica sempre più grande. Certo, i miei nonni non potevano immaginare quanto fosse stato inutile pagare quella tassa di successione, Intestare una casa al proprio nipote è motivo di orgoglio e soddisfazione, il lascito di una vita, un regalo per sciogliere i legami di un mutuo e scacciare qualsiasi tipo di difficoltà. Ma quando le difficoltà sono motorie e ti impediscono di salire sessantaquattro gradini, mbè, allora cominci ad abituarti a quei bassifondi e a chiederti se sia effettivamente giusto sprecare sudore per avvalersi del diritto inalienabile di raggiungere facilmente il proprio divano.

Basterebbe poco, in fondo, bisognerebbe destinare le spese superflue della nostra amministrazione alla costruzione di un montacarichi. Non parlo nemmeno di ascensore eh, sarebbe troppo pretenzioso desiderarlo e troppo dispendioso sognarlo. Oh, sia ben chiaro, non sono né giudice né avvocato, lungi da me l’idea di esprimere commenti faziosi ma l’esigenza a cui il Sottoscritto quotidianamente va incontro trascende l’appartenenza politica e tange i confini della leale coerenza. Una società civile si definisce tale non solo quando appoggia favorevolmente la raccolta differenziata; uno Stato Sociale non interpella i sindacati solo per far rispettare i diritti dei lavoratori; una popolazione onesta antepone la salute di un disabile a quella dell’ambiente.

L’eminente Nicola Giorgino, il progressista Michele Coratella e l’intellettuale Sabino Fortunato hanno cercato, attraverso loro emissari da quattro soldi, di convincermi circa la bontà del loro progetto politico, ma io ho preferito investire il mio tempo nell’ottimizzazione delle idee, opinioni che mi mettono dalla parte della ragione, la ragione di chi ha la piena consapevolezza di essere involontariamente nato e cresciuto nella comunità andriese e spero che almeno questo non si trasformi in un ennesimo disagio.

Altri articoli
Gli articoli più letti