“L’amante giapponese“

Isabel Allende – Feltrinelli Editore

Gabriella D'avanzo Libri...amoci
Andria - venerdì 20 novembre 2015
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Nel parco di alberi centenari scorrazzavano fiduciosi scoiattoli e cervi, la proprietà era anche una riserva di uccelli, in particolare di allodole. Alcune telecamere, strategicamente installate, permettevano di osservare gli animali nel loro habitat. La proprietà confinava con una bellissima baia e quando la marea era alta si poteva uscire in kajak, proprio come facevano i residenti non ancora colpiti dagli acciacchi.
In questo scenario naturale, dove si respira fino in fondo la dolce aroma dei pini e dell’alloro, prende vita questo romanzo dalle intense pagine dove passione e storia, presente e passato,  si rincorrono.

Lark House, una residenza per anziani nei pressi di San Francisco fondata a metà del 1900 per ospitare anziani meno abbienti. Era stata la residenza di un magnate del cioccolato che l’aveva donata alla città dopo la morte di sua figlia Emily e suo nipote che a quanto pare non avevano mai lasciato la residenza continuando ad ospitarla…

Lo stile inconfondibile dell’Allende accompagna  il lettore nella residenza dove a far da padroni saranno  anche due fantasmi. È proprio qui, a Lark House, che la signora Anna Belasco, pluriottantenne, affascinante colta e facoltosa, deciderà di trascorrere gli ultimi anni della sua vita. Le giornate di Alma si susseguiranno tutte uguali fino al momento in cui farà il suo ingresso Irina Bazili, una giovanissima infermiera Moldava in fuga dai tuguri dove aveva vissuto fin dalla tenera età. Irina dopo aver cambiato mille lavori ed essere passata da una città all’altra comincia a lavorare nella residenza. Affascinata dal portamento aristocratico di Alma, che la distingueva da tutti gli altri ospiti,  diventa sua  fedele segretaria  e ben presto il cinismo di Irina dovrà fare i conti anche con le  teorie sui fantasmi. L’apparente regolare susseguirsi delle giornate in struttura, ben presto, verrà interrotto, anche,  da Seth Belasco, il nipote di Alma, che si innamorerà della giovane Irina. È proprio ai due giovani che Alma inizierà a raccontare la sua vita, in particolare la sua storia d’amore clandestina con il giapponese Ichi, figlio del giardiniere dell’aristocratica dimora. Tra colpi di scena, sempre dietro l’angolo, tra passato e presente    i racconti di Alma alimentano la giovane storia d’amore tra Irina e Seth che insieme  al lettore ripercorrono tristi pagine della storia, la seconda guerra mondiale, e le sue pungenti immagini, la storia dei giapponesi deportati nei campi di concentramento, e una struggente storia d’amore che nasce in tempi sbagliati, ma al tempo stesso indistruttibile.

“…Io e Ichi abbiamo avuto un’opportunità quando eravamo molto giovani, ma io non ho osato. Non sono stata capace di rinunciare alla sicurezza e sono rimasta intrappolata nelle convenzioni…”
Lo  stile senza tempo, dell’autrice, e il travolgente racconto di Alma ricordano al lettore, in ogni pagina di questo romanzo, che le convenzioni sociali, i ricordi non si possono spegnere del tutto e che al primo soffio di vento riemergeranno più forti di prima.
“…Ci sono passioni che divampano come incendi fino a quando il destino non le soffoca con una zampata, ma anche in questi casi rimangono braci calde pronte ad ardere nuovamente non appena ritrovano l’ossigeno…”
Buona lettura!

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