La memoria pre-natale

Parole, suoni e stimoli, importanti durante la gravidanza

Liliana D'avanzo La rubrica delle carezze
Andria - venerdì 18 dicembre 2015
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"Prima di venire al mondo, il bambino ha vissuto nel grembo materno, cullato al ritmo del respiro, nutrito da linfe vitali, accolto nel tepore umido dell’amnios. È la violenza della nascita a far calare per sempre l’oblio sulla beatitudine trascorsa. Tuttavia la nostalgia inconsapevole di quella "pienezza" seguirà ovunque il figlio, iscritta nella memoria corporea, rivissuta nel sogno" - Condivido le parole della psicologa e psicoterapeuta Antonella Lia, in un articolo riportato sul suo blog, intitolato "Il fantasma della madre-che-contiene". 

La memoria è ciò che ci tiene connessi con la nostra storia, le nostre esperienze, i nostri apprendimenti, con le emozioni che abbiamo provato.

Molti studiosi della vita pre-natale hanno condotto una grande varietà di esperimenti per comprendere il mondo del bambino prima della nascita,  ci hanno dimostrato la capacità del bambino di ricordare.
Alla nascita i bambini riconoscono gli stimoli che gli erano stati presentati durante la gravidanza.

Fejo ha condotto un esperimento sorprendente, ha verificato che un neonato di pochi giorni se sente la voce della sua mamma ciuccia in maniera diversa e meno agitata, piuttosto che se sente la voce di una donna che non è la sua mamma. I bambini che sentono la mamma parlare loro dolcemente così come faceva quando erano nel pancione, riconoscono questa voce e si calmano sentendosi al sicuro perché individuano un pezzo di quel mondo che hanno lasciato quando sono nati.

Un’altra esperienza di condivisione importante con la mamma durante la gravidanza è la lettura ad alta voce. Il bambino prenatale ha memoria di stimoli anche molto complessi: infatti riesce persino a familiarizzare con dei brani letti ad alta voce dalle loro mamme. Gli studiosi Spencere e DeCasper fecero leggere uno stesso brano due volte al giorno nelle ultime sei settimane di gestazione ad alcune mamme. Una volta nati questi bambini fecero un esperimento sia con quello stesso brano, che con un altro dello stesso autore e con caratteristiche simili. A questo punto spero non sia difficile immaginare quale dei due brani sia stato riconosciuto da i bimbi: naturalmente quello già udito in gravidanza!

La memoria non funziona solo per le parole, le voci e i suoni, ma anche per gli stimoli; i neonati si ricordano persino di quello che la loro mamma mangiava quando era incinta di loro.
Noi sappiamo che il liquido amniotico non ha sempre lo stesso odore e sapore, ma varia a seconda di ciò che la mamma mangia, una volta fuori dall’utero si ricorderà e riconoscerà gli odori ed i sapori che ha già incontrato. Anche questa capacità di memoria è stata dimostrata da esperimenti: c’è una zona della Francia in cui si condiscono i cibi con una particolare salsina dal sapore molto deciso; se questa salsa veniva applicata al capezzolo di una mamma di questa regione della Francia, che lo aveva consumata, il suo bambino si attaccava con gusto al seno per magiare. Se la stessa procedura veniva ripetuta con una mamma di Parigi che non aveva consumato la salsina in gravidanza, il bambino si scostava subito dal seno.

Quindi,  il  bambino discrimina, ricorda e riconosce ciò che ha sperimentato nella vita prenatale.

Il bambino nella pancia vi conosce, partecipa alla vostra quotidianità e apprende molto di voi sin dalla vita prenatale e se ne ricorderà: questa è un’occasione meravigliosa.

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