“Chiamatemi Francesco”

“Davanti a queste vittime possiamo voltarci dall’altra parte o possiamo rispondere ai criminali: - Non prendetevela con mio fratello! – “

Gianluana Montrone Aggiungi un posto in sala
Andria - venerdì 18 dicembre 2015
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Regia: Daniele Luchetti
Genere: biografico, drammatico
Attori: Rodrigo de la Serna, Sergio Hernández, Muriel Santa Ana
Anno: 2015

La storia di Jorge Mario Bergoglio nei primi anni nell’ordine dei Gesuiti si incrocia con la storia di un’Argentina oppressa dal regime dittatoriale di Jorge Rafael Videla.
È il periodo della “guerra sucia” termine con il quale è chiamata la repressione effettuata nei confronti degli oppositori del regime. Nasce in questo periodo il fenomeno dei “desaparecidos”: i soggetti che contrastavano le idee totalitarie erano spesso catturati di notte e tenuti prigionieri, di essi non si lasciava alcuna traccia (di qui il significato del termine). Durante il periodo di prigionia essi erano sottoposti a trattamenti inumani e degradanti, torturati, uccisi e le loro salme  erano gettate nell’Oceano.

Questo fenomeno, molto simile ad un campo di concentramento, è messo in evidenza nel film. Lo spettatore non può non rabbrividire a seguito del discorso di Videla che giustifica le catture come repressione di coloro che contrastano i diritti umani con atti terroristici. E il ruolo della televisione è sicuramente incisivo nelle menti della gente comune che ha paura e non si oppone alle sparizioni. Chi ha il coraggio di opporsi è destinato a subire la stessa sorte dei desaparecidos.

Il ruolo della Chiesa in questa vicenda è di indifferenza in alcune sfere gerarchiche, mentre in altre è di coraggio: Bergoglio aiuta alcune persone a nascondersi, due sacerdoti rischiano la propria vita per poter compiere la loro missione anche tra gli oppositori del regime,  “i nemici”.

Nella seconda parte della vicenda incontriamo Bergoglio nelle vesti di vescovo vicario a Buenos Aires. Ancora una volta attivo dalla parte dei più deboli: gli abitanti de las favelas che rischiano di vedere demolito quel poco che hanno per questioni legate alla politica dell’epoca.

La pellicola si avvicina molto a quella di un documentario d’inchiesta, infatti Daniele Lucchetti ha dichiarato quanto sia stato difficile per lui il punto di partenza, solo successivamente gli sarebbe balenata in testa l’idea di descrivere la giovinezza del papa piuttosto che altri periodi storici, probabilmente voleva trasmettere l’immagine di un Francesco uomo con le sue difficoltà, le sue debolezze. L’elezione papale è solo il tripudio finale di un percorso nella Chiesa, è la gioia di un intera Nazione. Immagini che tolgono il fiato e commuovono.

La scelta degli attori non è casuale, in quanto si tratta di due attori argentini. Jorge giovane è molto abile nel rappresentare un uomo forte nel prendere delle decisioni importanti. Jorge anziano si caratterizza per la sua mitezza e benevolenza, parti caratteriali che tutti conosciamo e che l’hanno reso il papa amato dalle genti.

Le scene sono girate con l’occhio del narratore esterno. È importante mettere in evidenza le scene iniziali, in cui il campo visivo si allarga e lo spettatore ha l’impressione che il protagonista della vicenda sia spiato da qualcuno. Molto forti sono le scene di tortura dei desaparecidos, in particolare quella in cui le loro salme sono buttate nell’Oceano.

L’Argentina dipinta nel film è una Nazione stravolta dalle vicende storiche che si sono susseguite, ma con la forza di voltare pagina: la forza manifestata dal giudice Alicia Oliveira, dalla donna incinta liberata e salvata, dai sacerdoti che hanno il coraggio di dire “no”.

Mi piacerebbe concludere con una frase tratta dalla storia che riassume il significato del film: “Davanti a queste vittime possiamo voltarci dall’altra parte o possiamo rispondere ai criminali: -  Non prendetevela con mio fratello! – “

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