Quo vado?

“La prima Repubblica non si scorda mai, la prima Repubblica tu cosa ne sai. Dei quarantenni pensionati che danzavano sui prati dopo dieci anni volati all’aeronautica, e gli uscieri paraplegici saltavano, e i bidelli sordo-muti cantavano…”

Gianluana Montrone Aggiungi un posto in sala
Andria - venerdì 08 gennaio 2016
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Regia: Gennaro Nunziante
Anno: 2016
Genere: commedia
Attori: Checco Zalone, Eleonora Giovanardi, Ninni Bruschetta, Sonia Bergamasco, Lino Banfi.
Musiche: Luca Medici
Fotografia: Federico Masiero

Trama: Checco Zalone sogna sin da bambino il posto fisso e l’ottiene in quanto “predestinato”, come egli stesso dice. Come in ogni commedia che si rispetti, però, l’evento negativo non tarda a manifestarsi: la riforma delle Province costringe il protagonista a scegliere tra le dimissioni e il trasferimento. Fortunatamente, poco prima di firmare la lettera di dimissioni, incontra il Senatore Nicola Binetto (Lino Banfi) che lo avverte dei “giochetti” che fanno al Ministero per sopprimere alcuni posti fissi e lo convince a non demordere data la sacralità della sua posizione. Zalone sarà trasferito dai monti, a Lampedusa, dalla Sardegna al Polo Nord in una base italiana. In questo gelido posto incontrerà una ragazza di nome Valeria, che cambierà la sua esistenza sia dal punto di vista sentimentale che culturale.
Il film di Zalone è record di incassi già ad una settimana dalla sua prima proiezione in sala, si posiziona al quinto posto tra i film con maggiori incassi della storia del cinema italiano.
Il comico pugliese si è dedicato alla satira degli italiani che nei primi anni ’80 hanno ottenuto il tanto agognato posto fisso, permettendosi di vivere un’esistenza tranquilla e priva di problemi. La canzone finale esprime largamente il concetto: “La prima Repubblica non si scorda mai, la prima Repubblica tu cosa ne sai. Dei quarantenni pensionati che danzavano sui prati dopo dieci anni volati all’aeronautica, e gli uscieri paraplegici saltavano, e i bidelli sordo-muti cantavano…” Questa prima strofa conduce lo spettatore a riflettere su delle situazioni che non hanno fatto altro che incrementare i problemi economici del Paese. Prende in giro una categoria da sempre legata alle sue agevolazioni: equo canone, condono, mutua …

Inoltre nella pellicola sono messe in ridicolo alcune caratteristiche tipiche dell’italiano medio quali la difficoltà nel rispettare le code, nel fare la raccolta differenziata, nel non suonare il clacson allo scattare della luce verde al semaforo. Quelle caratteristiche che classificano l’italiano medio all’estero come persona incivile e che costringeranno Checco ad una sorta di “percorso di redenzione” verso il rispetto del prossimo. Il Paese estero, oltre che come Paese civile, è dipinto anche come multiculturale, aperto e rispettoso del principio di uguaglianza. Il confronto con il Bel Paese appare netto, in particolare della zona meridionale: la madre del protagonista è allibita di fronte al cambiamento del figlio che ha imparato a stirare e cucinare e si ostina a dare consigli preziosi che le donne del Sud tramandano da madre a nuora.

Satirico, vivace, allegro, tipica commedia all’italiana, voto: 7+.

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