Comunicazione telematica per i medici entro il 31 gennaio 2016

Il contribuente può comunicare il diniego all’ Agenzia senza perdere la detrazione

Fedele Santomauro Economia, lavoro & fisco
Andria - venerdì 22 gennaio 2016
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I medici e gli operatori di settore autorizzati alla trasmissione dei dati sanitari, avranno 15 giorni in più per soddisfare l’adempimento. La proroga della scadenza, attualmente prevista il 31 gennaio, sarebbe indispensabile anche per la Cna, che parla di “numerose e pesanti criticità emerse in tutto il territorio nazionale durante il normale lavoro dei soggetti intermediari incaricati delle operazioni”. Il differimento richiede un ulteriore intervento del Mef; secondo indiscrezioni concederà 15 giorni in più rispetto all’originaria scadenza, spostando quindi il termine al 15 febbraio.  

Il primo invio dei dati entro il 31 gennaio 2016 riguarderà scontrini e fatture dell’intero anno 2015. A titolo esemplificativo i medici e odontoiatri devono comunicare i dati relativi alle seguenti prestazioni:        

–spese per prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale esclusi gli interventi di chirurgia estetica;                                                                                                                                                        
 – visite mediche generiche e specialistiche o prestazioni diagnostiche e strumentali;                                        
– prestazioni chirurgiche ad esclusione della chirurgia estetica;                                                                         
–interventi di chirurgia estetica ambulatoriali o ospedalieri,                                                                              
–certificazioni mediche;                                                                                                                                
– altre spese sanitarie non comprese nell’elenco.

Per ciascuna spesa o rimborso, i dati da comunicare sul Sistema Tessera Sanitaria sono:                           
a) codice fiscale del contribuente o del familiare a carico cui si riferisce la spesa o il rimborso;                
b) codice fiscale o partita IVA e cognome e nome o denominazione del soggetto che ha emesso il documento fiscale (scontrino o fattura);                                                                                                       
c) data del documento fiscale che attesta la spesa;                                                                                        
d) tipologia della spesa;                                                                                                                                 
e) importo della spesa o del rimborso;                                                                                                                
f) data del rimborso.  

La tipologia di spesa dovrà essere indicata in base ad una apposita codifica prevista dal software di gestione dell’adempimento.                                                                                                              
Sanzioni: si prevede la sanzione di 100 euro per ogni comunicazione omessa, fino ad un massimo di 50.000 euro.                                

Il 730 precompilato diventa più corposo, in quanto i contribuenti riscontreranno nel modello 2016 anche le spese sostenute per la frequenza di corsi universitari, le spese funebri e la prima rata delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici. Al fine gli operatori di settore dovranno comunicare i dati all’amministrazione finanziaria entro il 28 febbraio di ogni anno, con riferimento agli oneri sostenuti dal contribuente nell’anno solare precedente. Qualcuno non ha ancora digerito la prima 'fase' del modello 730 precompilato, ma volenti o nolenti bisogna guardare avanti, al secondo step della 'precompilata italiana':  infatti, le Entrate assieme al Garante Privacy hanno avviato la procedura per la raccolta dei dati relativi alle spese sanitarie che dal prossimo anno saranno inserite direttamente nella dichiarazione dei redditi.                                                             

Il cittadino,dunque, ora può sempre opporsi all’ inserimento di tutte o di alcune delle spese sanitarie. Motivo più comune di tale opposizione riguarda il diritto alla riservatezza che un soggetto a carico di altri potrebbe vantare. Può opporsi al trattamento delle proprie spese sanitarie (o di alcune di esse) ogni cittadino che abbia compiuto almeno 16 anni di età oppure, in caso contrario, il suo tutore o rappresentante legale.                                                                                                                           
Qualunque sia la modalità con cui il cittadino si oppone alla trasmissione al fisco delle spese sanitarie o dei rimborsi eventualmente ricevuti,ciò non impedisce la successiva possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali previste dalla legge per tali oneri.                                                                                            
In ogni caso, ai fini della tutela della privacy, i dati sulle spese mediche potranno essere utilizzati soltanto per la compilazione del 730 precompilato e in forma aggregata, previa autorizzazione del contribuente. Nel provvedimento specifico (prot. 103408/2015) vengono fornite le indicazioni per l’utilizzo dei dati delle spese sanitarie, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi indicata, a decorrere dal 2016, dopo la consultazione con il Garante per la privacy (provvedimento 30/07/2015 n. 451) e il dicastero dell’economia e delle finanze.          
                                                        
Tutto scinde dalla facoltà di volontà del cittadino: si può sempre decidere di non rendere disponibili i dati alle entrate o chiedere a chi eroga il servizio (dal farmacista al medico) di non trasmettere i dati ovvero:    
-scontrini fiscali  per spese sanitarie,                                                                                                       
-ticket per l'acquisto di farmaci (anche omeopatici) e per le prestazioni fornite dal SSN: oltre queste informazioni, saranno inserite nel 730 precompilato anche i dispositivi medici e i servizi delle farmacie come ad esempio il test per la glicemia. Detraibili anche i farmaci ad uso veterinario e le cure termali.                                                                                                                                  
Per chi si rivolge a medici privati con spese al di fuori del percorso della tessera sanitaria, rimane comunque la possibilità di inserire ulteriori spese, integrando e modificando la precompilata.               

Il tutto è possibile, ovviamente, grazie alla tessera sanitaria, attraverso la quale le spese entreranno nel database gestito dal MEF.

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