No Residente, No Parking

La viabilità dei disabili

Michele Di Corato RIS (patacche e cozze)
Andria - venerdì 29 gennaio 2016
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Lo ammetto, la fototessera non era delle migliori, quel giorno avevo dormito poco e gli occhialini, poi, lasciamo stare, mi davano quell’aria da finto intellettuale. Fortunatamente, però, si trattava solo di un misero bigliettino da visita, di quelli che mostri così, tanto per, un retorico certificato che attesti la tua disabilità, giusto per non fare la coda, per evitare di percorrere chilometri nel centro storico e permetterti di parcheggiare il più vicino possibile.

Lo ammetto, l’atmosfera quella sera non era delle migliori, il caldo di una torbida estate si era dilungato fino a tarda notte, effettivamente tutti ad Andria erano un po’ provati. Sarebbe questa, forse, l’unica attenuante che mi porterebbe a giustificare l’insensato comportamento di un vigile urbano di ruolo proprio quella sera, proprio all’ingresso della ormai movimentata e viva Piazza Catuma.

Lo ammetto, qualche giorno prima avevo deciso di tagliarmi i capelli, un po’ per goliardia e un po’ per moda, avevo deciso di emulare i miei idoli, quei calciatori che, rasati completamente a zero, impartiscono al mondo intero lezioni di stile e fashion. Non sarà stata mica la mia vanità a danneggiarmi? Può essere, ma di certo l’ostacolo più grande era l’impedito ausiliario del traffico il quale, dopo aver confrontato la fototessera, invernale e dal pelo lungo, con il mio aspetto attuale, ha apertamente obiettato che si trattasse della stessa persona. Ora, che la fisiognomica di un essere umano si trasformi rapidamente nessuno lo mette in dubbio, è scientificamente provato che siamo tutti mutevoli con il passar del tempo, ma azzardiamo che se c’era qualcosa da cambiare, in quel preciso frangente, era senza dubbio il lavoro di un professionista in palese difficoltà psicosomatica.

Lo ammetto, spesso ho sfruttato la mia disabilità per ricorrere a dei vantaggi motori e, la maggior parte delle volte, i vigili sono sempre stai disponibili nei miei confronti, ma a turbarmi profondamente, in quella notte di mezza estate, era stata l’arrogante motivazione che mi impediva la regolare viabilità. ‘’Accesso riservato ai soli residenti’’ mi ripeteva l’esaltata uniforme, stillicidio di una goccia nel grande mare dell’incompetente forza dell’ordine. Tuttora non so se quella sera fosse mio diritto passare o meno, so però che era loro preciso dovere fare un distinguo, perché se è vero che siamo diversi, meritiamo di esserlo anche nelle interpretazioni regolamentari di un fantomatico codice stradale.

Lo ammetto, sono permaloso.

Ammettetelo, a volte, siete ridicoli!

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