Colpo di …coda

Ovvero, gli avanzi del giorno prima

Adriana Versi Il Visitatore
Andria - venerdì 01 aprile 2016
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Chissà, forse proprio l’ultimo delle migliaia di avventori, in quella coda già alle luci della ribalta prima ancora che la giornata di pasquetta volgesse alla fine sospirante, avrà pensato bene di alleggerire la sua lunga attesa, sfumacchiando in fretta una sigaretta, lasciata poi a metà nel prestigioso portacicche, perché giunto il suo turno all’ingresso del bel Maniero Ottagonale.

Chissà, forse ben più rilassato, c’è stato chi ha pensato di rifocillarsi con la birra e far merenda addirittura con la pasta al forno per ammazzare il tempo e pure Biancaneve, che non è riuscita, poverina, a spazzare via proprio tutto, perché i nani sporcaccioni, saranno stati più di sette.
Senza dubbio l’interessante Mostra dello studioso Fibonacci, ospitata in quattro delle sale del castello, inaugurata pochi giorni prima, ha contribuito con la sua importanza a tanto flusso migratorio. Che non è la madre di quei “mostri” che hanno sapientemente manomesso gli I PAD con cui s’interagisce tra calcoli, opere e teorie, cancellandone il programma principale, tentando autoscatti in barba ai dipinti di De Chirico, Gruccione e loro colleghi illustri.

Sicuramente la splendida signora con le amiche in gita, avrebbe preferito un paio di chili d’Arte d’arrangiarsi, potendo spendere appena un euro a persona, cosciente che la visita completa non le sarebbe stata consentita. E pensando al mercato del suo paesino, contrattava per una spesa onesta.
Nemmeno per Pomodoro, ovviamente Arnaldo, ci fu sconto lo scorso anno, quando il biglietto d’ingresso lievitò a dieci euro rispetto ai cinque dei tempi più profani. Anche questa stagione, fino a novembre, toccherà rifondere fino a otto euro, per l’acquisto di cavoli e capre inclusi. È bene che le signore del “tipo” in questione, ne siano informate.

Ad ogni modo ci consola sapere che l’alta professionalità delle guide, di ogni ordine e partito, che si occupano delle visite al Sito, sa e saprà adeguatamente  rispondere alle esigenze di visitatori che richiederanno chiarimenti sulla connessione esistente tra il senso della mostra e la storia del Maniero stesso. A detta degli addetti, per stare invece, alla restante parte del pubblico, bisognerà semplicemente studiare bene le Crociate.

Nonostante tutto ciò, e tirando le somme che mai sono pari, e i dovuti sospiri di sollievo, nessun accadimento grave è stato registrato, tranne che lenote di chi non ha più ritrovato la vettura, rubata mesi fa, quando c’era calma piatta. Le forze dell’ordine erano presenti nei giorni di punta e hanno garantito. Probabilmente l’avvertita mancanza passata ha sollecitato un saldo guard rail.

Nulla da eccepire durante una qualsiasi e tranquilla passeggiata. I lavori di rinnovamento sembrerebbero ultimati. Piazzale ben rifinito con messa in posa di aiuole fiorite. Insistenti strutture in ferro primeggiano ovunque, ma senza inutili cartelloni. Orizzonti paesaggistici schiariti grazie allo sfoltimento di molti pini, ma molti sfoltiti da smaltire ancora. Info Point a quasi un anno, sul o al punto di partenza. Illuminazione notturna suggestiva e soprattutto delicata, come i fari delicati sistemati sulla strada. L’insieme annuncia evoluzione e armonia. Non fosse altro, però, per quei sedili bianchi di cemento a forma di “robiola” che spiccano allegri e disinvolti come su una collina di marzapane. Però poi non si notano se ci si siede tutti insieme rispettando l’allegria.

Bene, con gioia attenderemo Wonder Women!
Sarà in grado di sfidare i nostri misteri medievali sfoderando i suoi poteri?
Ci accontenteremo di un peut pourri di emozioni.
Come sempre.

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