“Scavare” nel passato per guardare al futuro

Gli studenti di diverse Università italiane e straniere si sono confrontati con la "pratica" di uno scavo, riportando alla luce tanti strati del nostro passato che ci proiettano al futuro

Lucia M. M. Olivieri Universo Scuol@
Andria - venerdì 13 maggio 2016
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Ho vissuto un'esperienza di grande rilievo scientifico, oltre che emozionale: negli scorsi giorni, infatti, ho toccato con mano quanto possa essere gratificante per gli studenti universitari uscire dalle aule dei Dipartimenti per ritrovare sul campo ciò che fino ad allora avevano solo guardato sui libri.

Si è conclusa, infatti, oggi la seconda campagna internazionale di scavo archeologico, presso il cosiddetto “Eremo di San Nicola” a San Marco in Lamis, sul Gargano: un’opportunità formativa gratuita e di alto livello per studenti universitari che ha offerto la possibilità di apprendere tecniche e metodologia di uno scavo archeologico, ma anche di sperimentare l'attività di team working in un contesto internazionale. Iniziata lo scorso 2 maggio, ha visto la partecipazione di studenti italiani di diverse Università e di studenti americani del John Felice Center di Roma, sede italiana della Loyola University di Chicago.
L’iniziativa rientra nell’ambito del Progetto nazionale FIRB-Futuro in Ricerca 2010 "Spazi sacri e percorsi identitari. Testi di fondazione, iconografia, culto e tradizioni nei santuari cristiani italiani fra Tarda Antichità e Medioevo", che vede, sotto il coordinamento dell’Ateneo di Bari (responsabile scientifico e coordinatore nazionale Laura Carnevale, Dipartimento di Studi Umanistici), la collaborazione di altre Unità di Ricerca: Università "Kore" di Enna (responsabile scientifico Daniela Patti); Università di Padova (responsabile scientifico Chiara Cremonesi); Sapienza Università di Roma (responsabile scientifico Tessa Canella). 

Gli studenti, in questi 15 giorni, si sono confrontati non solo con la "pratica" di uno scavo, riportando alla luce tanti strati del nostro passato che ci proiettano al futuro: un futuro che vuole vedere il Gargano e il nostro territorio ancora al centro dell'attenzione internazionale, con un'azione di marketing territoriale profonda. I ragazzi, infatti, oltre allo scavo in un posto "del cuore", un eremo immerso nella natura, hanno potuto visitare anche il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo, bene UNESCO, e l'Abbazia di Pulsano, riportando nei loro luoghi di origine tutta la bellezza della nostra storia.

Un bene come il santuario di San Matteo a San Marco in Lamis, infatti, come anche i numerosi santuari disseminati ovunque in Puglia, non attirano più soltanto i devoti, ma anche, laddove vengano attuate intelligenti politiche di musealizzazione e apertura alla ricerca, turisti che riconoscono il valore culturale profondo di queste ancore della nostra civiltà.

Ben vengano, dunque, azioni di diffusione che vedono anche la partecipazione di tanti studenti, anche delle scuole superiori, magari in percorsi di alternanza-lavoro, che opportunamente guidati scoprano la bellezza del nostro patrimonio.

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