Farinelli tra leggenda e sacrificio

Molti testi collocano la sua nascita a Napoli, ma a Napoli lui ci andò per studiare canto

Agnese Paola Festa MusicaLmente
Andria - venerdì 27 maggio 2016
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Nel 1737 la regina di Spagna Elisabetta Farnese chiamò a corte il leggendario Farinelli, all’apice della sua carriera, perché con il suo canto sollevasse il morale del sovrano Filippo V, ormai piegato dalla depressione e dalla malinconia.

Farinelli restò in Spagna per 27 anni, fino alla morte di Ferdinando VI, poiché la sua voce e con le frequenze del suo canto, aveva “curato” Filippo V, dedicandosi completamente a lui.
Inizialmente i castrati comparvero solo nella musica da chiesa poiché le donne non potevano cantare in chiesa (Mulier absit a choro), ma in realtà queste voci affascinarono molti compositori dalla fine del cinquecento fino a tutto il periodo Barocco. I bambini castrati, tra gli otto e i dieci anni, furono migliaia, operati in pessime condizioni igieniche e senza anestesia. Si scrive che “si creavano angeli”, forse perché la mortalità era altissima!

Carlo Broschi, detto Farinelli, nasce ad Andria il 24 gennaio del 1705 e Riccardo (suo alterego, fratello maggiore e compositore) decide per lui la castrazione.
Sì, Farinelli è andriese. Molti testi collocano la sua nascita a Napoli (Andria allora era nel Regno di Napoli) ma a Napoli lui ci andò per studiare canto.
E’ stato uno dei quattro castrati più famosi del ‘700 e pagati del mondo, rispettato da chiunque e amato da donne e uomini. Una infanzia negata, una vita da adulto difficile e fortunata allo tempo ed una morte, a Bologna nel1782, in piena solitudine.

Un pioniere della musicoterapia? Una leggenda? Una voce sublime non di uomo non di donna e nemmeno più di un bambino.
Sì, di un bambino. Sacrificato nel corpo, nella mente ad anni di studio e di disciplina per diventare un “fenomeno” con la sua voce limpida, agile e acutissima di usignolo.

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