Alice attraverso lo specchio

Un momento di crescita in cui ancora una volta trionfano i buoni sentimenti

Gianluana Montrone Aggiungi un posto in sala
Andria - venerdì 10 giugno 2016
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Regia: James Bobin

Attori: Mia Wasikowska, Johnny  Deep, Anne Hathaway, Helena Bonham Carter, Sancha Baron Cohen.

Genere: fantastico, avventura

Fotografia: Stuart Dryburgh

Musiche: Danny Elfman

Alice, capitano coraggioso, ha trascorso gli ultimi anni in viaggio sulla nave del defunto padre. Al suo ritorno a casa trova una situazione tutt’altro che piacevole, in quanto la madre è stata costretta a vendere le azioni sulla nave al ricco Hamish Ascot che prova rancore nei confronti della ragazza dalla quale è stato pubblicamente rifiutato. Dopo uno scontro con la propria madre su questo argomento, Alice segue una farfalla, che riconosce essere il Brucaliffo e, attraversando uno specchio, ritorna nel Sottomondo.
La attenderanno una serie di avventure indietro nel tempo per cercare di salvare la famiglia del Cappellaio matto…

Il sequel del film di Tim Burton “Alice in Wonderland” sembrerebbe inizialmente prendere una piega femminista, ricalcando l’immagine di una giovane donna che diventa capitano per seguire quello che era il sogno del padre ed ora anche il suo.
Fortunatamente, questa situazione non è estremizzata ed il contorno sfuma verso un mondo fantastico in cui la protagonista parte per aiutare il suo amico Cappellaio matto, depresso per la morte della sua famiglia.

Orrendo e soave allo stesso tempo è il design animato. Non c’è un singolo effetto del film che risalti all’occhio, colpisca la mente o seduca lo spettatore. La scena in cui si contempla un mare di orologi da tasca penzoloni nello spazio, ognuno dei quali rappresenta una vita o un'anima morta, dovrebbe essere incredibilmente bella, spaventosa e commovente, l'idea in sé è originale, ma quello che si vede non è all’altezza delle aspettative e lascia lo spettatore piuttosto deluso.

Il motivo conduttore del viaggio psichedelico, elemento essenziale dell'opera visionaria di Lewis Carrol, viene completamente abbandonato, cosa che accadde anche per il precedente film di Burton . Non bastano gli abiti bizzarri  per ricrearne l'atmosfera. Nonostante si parli di viaggi nel tempo e cortocircuiti temporali, il tema portante non basta a ricreare l'atmosfera fantastica.
Il viaggio di Alice diventa  momento di crescita in cui ancora una volta trionfano i buoni sentimenti e ci si discosta dall'intenzione carrolliana della comprensione dell'universo mentale attraverso  l'immaginazione.
Complessivamente non all’altezza delle aspettative

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