Garanzia Giovani: speranza o truffa?

​Un labile appiglio per i lavoratori moderni

Michele Di Corato RIS (patacche e cozze)
Andria - giovedì 25 agosto 2016
© n.c.

Lo scopo del progetto è, senza dubbio, nobile. Garanzia Giovani permette, infatti, di creare posti di lavoro per ragazzi in cerca di occupazione, ne agevola l’inserimento in una società caratterizzata, negli ultimi anni, da un ostracismo che ne impedisce l’evoluzione, una manodopera soggiogata da raccomandazioni, idee soffocate sul nascere, una fuga di cervelli che, specie qui al sud, non trovano più posto.

Eppure le premesse, dicevamo, lasciavano ben sperare. I numeri parlavano chiaro: 450 euro mensili, 40 ore di lavoro settimanale, per sei mesi. Una sorta di tirocinio, insomma, un do ut des per il quale l’azienda non tirasse fuori nulla, ed il ragazzo in questione venisse impegnato in qualcosa che lo formasse per il futuro, uno spiraglio di luce su cui piantare un seme, un fiore che nessuno poteva immaginare desse vita al più becero sfruttamento.

Secondo l'assessore al Lavoro e alla Formazione Sebastiano Leo "Dall'ultimo report di monitoraggio di Garanzia Giovani in Puglia, sono circa 4500 i giovani avviati a misura di politica attiva per il lavoro nell'ambito del programma Garanzia Giovani. Tra questi, sono 3100 quelli avviati a tirocinio. Inoltre, dopo essere stati presi in carico dai servizi pubblici per l'impiego, altri 1800 circa tra ragazze e ragazzi sono stati assunti a tempo indeterminato".

Tutto vero, se non fosse che le lungaggini burocratiche a cui questi piccoli uomini devono andare incontro dilatano il tempo e l’astinenza di chi deve fare i conti con spese sempre più ingenti. La Regione Puglia assicura che questi fondi sono stati stanziati e che tutti, prima o poi, percepiranno quanto stabilito, ma è un dato di fatto che, oggi, il malcontento del circondario sia lievitato sensibilmente.

Gia, perché proprio ad Andria, sono tanti i giovani che si sono affidati a questa innovativa quanto effimera tipologia di emancipazione sociale. In fondo, una paga di appena 2,50 l’ora è più che dignitosa se si pensa alle innumerevoli retribuzioni in nero delle nostre zone. Peccato, però, che molti partecipanti al progetto non percepiscano un soldo da mesi e mesi.

Fra gli esempi più vergognosi, c’è Domenico, impiegato da oltre un anno, tra domande d’assunzione e iter amministrativo, in un’azienda di telefonia e obbligato a presentare, invano, ogni 30 giorni, firme del suo tutor all’Inps, l’ente previdenziale.

Machiavelli ha scritto: “Chi vuol esser lieto sia, del domani non v’è certezza”, e, sicuramente, vivere alla giornata è l’unica arma di chi viene quotidianamente difeso da Istituzioni incapaci di garantire sogni o desideri.

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