Cani ammessi nei cinema di Milano per "Heart of a dog"

Le più belle storie d'amore e i loro protagonisti

Andria - venerdì 09 settembre 2016
© n.c.

Laurie ama definirsi una "narratrice di storie" ma possiamo etichettarla anche come artista: scrittrice, regista, musicista. Laurie Anderson, per chi non la conoscesse, è una performer a tutto tondo che non si ferma al palcoscenico ma che lavora per il teatro, i musei e persino la NASA (di cui è l'artista ufficiale). Nel 2011 muore Lolabelle, il suo rat terrier, ed è il punto di partenza di un documentario - "Heart of a dog" - che dopo più di un anno arriva finalmente in alcuni cinema italiani e per soli due giorni (13 e 14 settembre), permettendo l'ingresso dei cani in sala. Suonatrice di piano e compagna di vita, parliamo di Lolabelle ovviamente, è protagonista di un susseguirsi di ricordi e momenti immaginari, un diario di infanzia ed immagini e disegni di quelli che sono semplici sogni o messaggi poco convenzionali per arrivare al cuore di chiunque vorrà vederlo.

Qualcuno dice che senza un cane nella propria vita, non si ha provato l'esperienza di amare ed essere amati. Qualcun altro sosterrebbe che il cane -lo abbiamo sentito tante volte- è il migliore amico dell'uomo. La realtà è che di cose nella vita ne si amano tante, tutte diverse, ma è innegabile che l'incondizionato affetto non richiesto e spesso illimitato che scegliamo di donare ad un cane lascia un segno indelebile nelle più quotidiane delle esperienze. Se non altro ne sono testimoni coloro che hanno potuto far sentire la loro voce, chi tra tutti noi ha condiviso la propria esperienza col pubblico: ce ne sono innumerevoli, tra scrittori e giornalisti, registi e sognatori. Qui e lì spuntano nomi conosciuti da tutti, "Hachiko" ha attraversato interi continenti e "Marley" è diventato il metro di giudizio di molti dei nostri più discoli compagni a quattro zampe. Molti sognano cento cuccioli di dalmata nel salotto o ammirano il coraggio di Balto, il cane lupo. Qualcuno, inclusa la sottoscritta, spera di riuscire ad imbastire delle basi sufficienti di scienza e medicina per poter ricomporre un domani un personalissimo Frankenweenie.

I nomi sono tanti, troppi, e i temi ricorrenti sono i più semplici e toccanti che possano esistere: amicizia, amore, famiglia e perdita. Ma è possibile amare un cane più di quanto si possa amare una persona? Ciascuno sembra dare la propria risposta a questa domanda, come se non esistesse una risposta errata ed una corretta ma soltanto una storia da raccontare. Un punto di vista da abbracciare e comprendere. Forse in tutti questi anni ci si è affannati a trascinare una vita ignara ed innocente come quella di un cane per metterla in mostra e provare che anche un'esistenza breve come la loro può tanto. Può quanto e più di quella di molti uomini che dai pelosi compagni hanno molto da imparare, tutti ne abbiamo.

Facciamo una scelta consapevole, aprendo la nostra vita ad un cane, perchè sappiamo che questa esperienza durerà poco e dovrà essere più bella possibile. Siamo consapevoli dal principio che tanto più saremo disposti a donare, troppo più avremo da ricordare e rimpiangere quando saremo di nuovo soli. Amiamo incondizionatamente, perchè sappiamo che è il solo modo perchè anche loro facciano lo stesso: non servono soldi o grandi promesse, ma una palla e poche carezze. La vita di un cane è totalmente nelle mani di qualcun altro, così la loro felicità. Chissà che prima o poi, una storia dopo l'altra, riusciremo a comprendere quanto sia facile che tutta la nostra vita valga ogni risveglio: in fondo basta ricordarci che le carezze e l'amore funzionano anche con le persone.

Loro ci provano, a raccontarcelo. Loro, parliamo dei cani ovviamente, e dei loro fortunati padroni con una cinepresa.

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