Canone Rai, come chiedere il rimborso

Tutto quel che c'è da sapere

Laura Maria Pia Tota Note su "I diritti di noi tutti"
Andria - venerdì 16 settembre 2016
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L’Agenzia delle Entrate, qualche giorno fa, a fronte delle numerose segnalazioni e richieste da parte dei contribuenti sulle modalità di rimborso del canone di abbonamento alla televisione per uso privato pagato mediante addebito sulle fatture per la fornitura di energia elettrica, ma non dovuto, ha fornito le istruzioni che seguono:

Possono chiedere il rimborso del canone pagato e non dovuto il titolare del contratto di fornitura di energia elettrica, o gli eredi o gli intermediati abilitati.

Per chiedere il rimborso va utilizzato il modello disponibile sul sito internet dell'Agenzia (www.agenziaentrate.gov.it) e su quello della Rai (www.canone.rai.it).

Come presentare l’istanza ed i codici da inserire

L’istanza può essere presentata in via telematica dal titolare dell’utenza elettrica, dai suoi eredi o dagli intermediari abilitati, mediante la specifica applicazione web.

Inoltre,  l'istanza di rimborso può essere presentata, insieme ad un valido documento di riconoscimento, a mezzo del servizio postale con raccomandata al seguente indirizzo: Agenzia delle entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

Nell’istanza di rimborso va indicato, tra l’altro, il motivo della richiesta, riportando una delle seguenti causali:

  • il richiedente o un altro componente della sua famiglia anagrafica è in possesso dei requisiti di esenzione relativi ai cittadini che hanno compiuto il 75° anno di età con reddito complessivo familiare non superiore a 6.713,98 euro ed è stata presentata l’apposita dichiarazione sostitutiva (codice 1);
  • il richiedente o un altro componente della sua famiglia anagrafica è esente per effetto di convenzioni internazionali (ad esempio, diplomatici e militari stranieri) ed è stata presentata l’apposita dichiarazione sostitutiva (codice 2); 
  • il richiedente ha pagato il canone mediante addebito sulle fatture per energia elettrica, e lui stesso o un altro componente della sua famiglia anagrafica ha pagato anche con altre modalità, ad esempio mediante addebito sulla pensione (codice 3);
  • il richiedente ha pagato il canone mediante addebito sulle fatture per energia elettrica e lo stesso è stato pagato anche mediante addebito sulle fatture relative ad un’utenza elettrica intestata ad un altro componente della stessa famiglia anagrafica (codice 4);
  • il richiedente ha presentato la dichiarazione sostitutiva di non detenzione di apparecchi televisivi da parte propria e dei componenti della sua famiglia anagrafica (codice 5).

È, infine, possibile indicare una motivazione diversa dalle precedenti, indicando il codice 6 e riassumendo sinteticamente il motivo della richiesta nell’apposito spazio del modello.

I rimborsi sono effettuati dalle imprese elettriche mediante accredito sulla prima fattura utile, oppure con altre modalità, sempre che le stesse assicurino l’effettiva erogazione entro 45 giorni dalla ricezione, da parte delle stesse imprese elettriche, delle informazioni utili all’effettuazione del rimborso, trasmesse dall’Agenzia delle Entrate. Nel caso in cui il rimborso da erogare a cura delle imprese elettriche non vada a buon fine, lo stesso sarà pagato direttamente dall’Agenzia delle entrate (Comunicazione del’Ag. Entrate, sul sito www.agenziaentrate.gov.it).

Maggiori informazioni sono reperibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate o su quelo della RAI (www.canonerai.it).

In caso di dubbi, l’Associazione Confconsumatori di Andria è disponibile a fornire spiegazioni sulle modalità di rimborso del canone RAI (ad Andria, la sede è in via G. Poli 126 – tel.: 324-9913773; email: andriaconfconsuma@libero.it)

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