“Ma o sole, tu spiri vivente /tu brilli per me in mezzo al cielo”

Poesia di Carlo Levi, scritta il 23 Marzo 1934, durante il periodo della sua prima carcerazione

Michele Chieppa Tensionevolutiva
Andria - venerdì 23 settembre 2016
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Poesia di Carlo Levi, scritta il 23 Marzo 1934, durante il periodo della sua prima carcerazione.

Pochi istanti ancor d'inchiostro:
profittane finché puoi
se a tacere t'annoi
in questa vita da chiostro.
Nuvole bianche, son vostro
portatemi dunque con voi.
Quest'oggi che non chiede un poi
mi ha tutto l'aspetto di un mostro.
Fissati si vive al passato
privi di vita presente:
vecchiezza, chi a te consente
è come chi qui sta serrato.
Meccanicamente imparato
ripete suo gesto e non sente:
ricorda soltanto e risente
il sole che è tramontato.
Ma o sole, tu spiri vivente
tu brilli per me in mezzo al cielo.

 

“Ma o sole, tu spiri vivente /tu brilli per me in mezzo al cielo”. Questa poesia, scritta da Carlo Levi il 23 Marzo 1934, trasmette la voglia e il coraggio di trovare sempre qualcosa per cui vale la pena lottare;  citando Jovanotti : “Una ragione per vivere per sollevare le palpebre e non restare a compiangermi”. In“Tensione Evolutiva”, Jovanottiincarna e parafrasa il significato di questa poesia di Levi che non perde la sua fiducia nel futuro perché sa che qualunque cosa gli possa succedere, anche la più brutta, il suo Sole e il suo Cielo staranno sempre lì; gli basterà alzare lo sguardo ed eccolo sempre lì fermo. Possono esserci notti intramontabili nelle quali può nascere la disperazione e l’illusione nera che il sole decida di non sorgere, notti che sembrano lunghe anni. Ma non c’è notte che tenga, non esiste notte più forte del giorno.

Dobbiamo solo capire qual è il nostro Cielo e, soprattutto, chi è il nostro Sole.

“Fissati si vive al passato” errore che spesso commettiamo,  però la soluzione Levi c’è la dà in una sola parola di due caratteri: “ma”, un preposizione che ha una potenza incredibile, capace di capovolgere tutto il malessere, tutto il disagio e tutto lo sconforto in speranza.

 “Ma o sole tu spiri vivente / tu brilli per me in mezzo al cielo”.

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