I meravigliosi poteri dell'autunno

Fare ordine fuori (e quindi dentro…) di noi

Enza Porro Interior & design
Andria - venerdì 30 settembre 2016
© n.c.

Lo so! Sono una voce fuori dal coro in materia di meteoropatia, ma a me… l’autunno mette gioia piuttosto che tristezza. Fresco, vento, pioggia, sole offuscato dalle nubi… Quanti di voi odiano le tipiche perturbazioni atmosferiche che accompagnano la fine dell’estate? Sarà perché innamorata della natura in tutte le sue manifestazioni, o per la mia naturale predisposizione all’introspezione, ma per me è esattamente il contrario: adoro questa stagione e i suoi mutamenti repentini… adoro i suoi colori caldi e sfavillanti e mai uguali a sé stessi… adoro il senso di quiete e pacatezza cui ci costringe l’autunno, e lo stato di raccoglimento in cui ci induce. E’ quasi come se Madre Natura, raccogliendo le proprie forze per prepararsi adeguatamente all’inverno, facesse un ultimo grande sforzo prima di acquietarsi e prepararsi al letargo.

Se solo riuscissimo ad essere più obiettivi circa ciò che l’autunno porta con sé, riusciremmo a trarre beneficio da aspetti spesso e a torto considerati negativi. Riusciremmo ad esempio a:

- legittimare il cambio d’umore che inevitabilmente segue il termine delle vacanze, trasformandolo in uno stimolo al cambiamento;

- farci contagiare amabilmente dalle  meravigliose nuances che virano dal giallo all’arancio, dall’ocra al rosso, dal rame al marrone, ecc. , scoprendo in esse una vivacità e persino un dinamismo insospettabile per chiunque abbia sinora amato solo il verde dell’estate;

- riportare la “noia” ad una delle sue accezioni più sublimi, considerandola cioè come la madre della creatività;

- ecc.

E’ questo un periodo di grande trasformazione per la Terra e per i suoi abitanti, segnato dal favoloso fenomeno astronomico dell’equinozio d’autunno che, nel segnare il passaggio dalla luce dell’estate alle tenebre dell’inverno, trova il suo perfetto punto di equilibrio fra le parti opposte: giorno e notte, caldo e freddo, luce e buio, ecc. Nella filosofia orientale tutto ciò viene ricondotto al tipico avvicendarsi delle forze “yang” e “yin”, che proprio nel mutamento stagionale raggiunge il suo apice creandocondizione di armonia e benessere. Non è un caso ad esempio se, osservando il Tao, si può notare che la linea di demarcazione fra gli opposti (bianco-nero, caldo-freddo, maschile-femminile, ecc.) non è perfettamente verticale, bensì ha la stessa “inclinazione”dell’asse terrestre e cioè di circa 22,5°.

Allo stesso modo, anche il nostro corpo percepisce un’energia nuova, diversa: è la cosiddetta “Energia Terra” che si raccoglie e si concentra per prepararsi al gelo invernale. In maniera astuta, il nostro corpo si autoregola compensando il freddo esterno con una maggior produzione di calore, e caricandosi quindi di energia riscaldante.

Ancora, stessa cosa avviene per i luoghi che in fondo sono, anch’essi, dei veri e propri organismi viventi: ogni habitat nasce, cresce e si sviluppa, infatti, in sintonia con chi lo abita e col contesto generale ed universale della Natura in cui si trova immerso. E proprio come avviene nel nostro corpo, si potrebbe dire che anche i luoghi cambiano lentamente ma attivamente la loro polarità. Noi possiamo contrastare o assecondare, all’interno dei luoghi in cui trascorriamo la nostra esistenza,  il processo di cambiamento già in atto all’esterno, seguendo il comportamento della natura e cogliendo l’occasione per disfarci del superfluo, puntando all’essenziale e al concreto, e concentrando le energie per evitare che si disperdano inutilmente.

Ma cosa vuol dire davvero, al di là del banale seppur necessario cambio di stagione, assecondare l’arrivo dell’autunno in casa? Come beneficiare degli spunti di rinnovamento per dare nuova energia al nostro habitat?

Disfarci delle cose inutili e ingombranti, ad esempio, ha il potere di dissolvere l’energia stagnante, e di sprigionarne di nuova, più frizzante e vitale. In maniera più o meno consapevole, nel corso della nostra vita e di quella dei luoghi in cui viviamo, tendiamo ad accumulare oggetti vecchi, rotti, oppure ricevuti in dono ma non affini alla nostra personalità, o ancora oggetti da noi stessi acquistati senza troppo convincimento e quindi sepolti fra mille altre cianfrusaglie  senza che abbiano mai svolto la loro funzione. Cantine, garage, ripostigli, ma più semplicemente anche armadi, mobili e cassetti diventano dei veri e propri raccoglitori insalubri, capaci di assorbire e sottrarci vitali energie, nella vana illusione di poter (in un giorno che, realisticamente, non arriverà mai) finalmente utilizzarli.

Cosa succede dentro di noi e nelle nostre case quando questo comportamento si reitera nel tempo? Si va incontro ad una sorta di letargìa, che può provocare stanchezza e spossatezza, a volte asfissìa e senso di claustrofobia, addirittura di rigetto nei confronti dei luoghi che li conservano, anche se occultati alla nostra vista. Pur se lontani da casa, rimaniamo infatti strettamente connessi col nostro territorio, e cioè con lo spazio nel quale la nostra personalità può davvero, e finalmente, esprimersi in tutta la sua veridicità senza che alcun condizionamento esterno possa influenzarlo.  E’ per questo che organizzare armoniosamente il proprio ambiente è forse l’unico e reale modo per permetterci di vivere in uno stato di benessere per tutto l’anno, condizione e sensazione che spesso ed erroneamente noi cerchiamo solo nei periodi e nei luoghi di vacanza, illudendoci di portar via con noi un effimero e passeggero stato di grazia.

Ci viene in aiuto una pratica innovativa messa a punto in Inghilterra e subito mutuata in America e poi diffusa in tuto il mondo, ma che affonda le sue radici addirittura nelle antiche pratiche di purificazione dei luoghi dei nostri più antichi progenitori, sia in Oriente che in Occidente. Si tratta del cosiddetto “decluttering” o space clearing”, la cui etimologia porta subito al significato letterale (e cioè rispettivamente, eliminazione del disordine e pulizia degli spazi), ma che in realtà è molto, ma molto di più! Si tratta di un vero e proprio processo che ha il potere di ripulire non solo lo spazio fisico e l’involucro che ci accoglie ma anche, e soprattutto, quello mentale e psichico di colui che le compie, liberandolo dal “disordine emotivo”.

Ogni oggetto che conserviamo nelle nostre case influisce su di noi attraverso le frequenze da esso emesse, e con ciascuno di noi entra in relazione in maniera differente a causa dei legami e delle connessioni emotive che ci legano ad esso. In altre parole, ciascun oggetto possiede un significato simbolico che è diverso da persona a persona. Riuscire ad eliminare definitivamente tutto ciò che abbassa i nostri livelli energetici non è cosa da poco: con un atteggiamento a volte masochista tendiamo comunque a conservare cose che producono effetti negativi nella nostra psiche, ma da cui comunque non riusciamo a staccarci. Ci vuole impegno e costanza, consapevolezza e volontà di far davvero spazio al nuovo per rimettere ordine dentro e fuori di noi. Spesso questo vuol dire affrontare le proprie emozioni decidendo di dare nuovo slancio alla propria vita, aprendo  con coraggio nuove vie verso nuove energie.

Volete saperne di più?! Volete imparare a “bonificare” davvero e in contemporanea gli spazi e la mente? Tenetevi allora in contatto col mio Studio-LaVoratorio al Piano Matto: ben presto daremo il benvenuto all’Autunno con un breve workshop formativo che vi darà preziosi elementi da testare poi in autonomia presso le vostre case. Vi garantisco che vi sorprenderete nello scoprire la potenzialità di queste semplici ma efficacissime tecniche del “repulisti”, cui quasi sicuramente non avevate mai sinora pensato! Seguite dunque i seguenti passi:

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Ringrazio sin d’ora chi vorrà contribuire alla divulgazione, e intanto…

Felice Autunno a tutti Voi! 

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