I legami che pesano più della bilancia

Esistono relazioni a due, amicizie, rapporti di lavoro che spesso si nutrono di angoscia, frustrazione scambiate a vicenda e che rallentano il nostro metabolismo

Addolorata Carretta Dimmi cosa (e come) mangi e ti dirò chi sei
Andria - venerdì 14 ottobre 2016
© n.c.

E se non fosse solo il cibo a farci ingrassare ma chi ci sta intorno? E se ad appesantirci fossero le persone che frequentiamo?

Questa potrebbe essere una ipotesi quando non c’è altra disfunzione organica a farci ingrassare.

Esistono relazioni a due, amicizie, rapporti di lavoro che spesso si nutrono di angoscia, frustrazione scambiate a vicenda e che rallentano il nostro metabolismo.

Eventi della vita possono definirsi come eventi ingrassanti, soprattutto quando questi eventi defiscono la persona in un ruolo ben preciso: moglie, mamma, capoufficio o comunque ruoli stabili e  che richiamano a certe responsabilità che pesano, per appunto.

La stabilità, la routine, potrebbe farci ingrassare e quando si è fin troppo stabili e ancorati al proprio ruolo arriva poi la voglia di evadere. Come? Mangiando, ovviamente.

Le relazioni pesanti sono quelle in cui vince la pigrizia, le dipendenze emotive, la ricerca continua di sicurezza negli altri, e quando si trovano i propri simili è la fine per la nostra forma fisica.

La peggior nemica è la rassegnazione che ci fa dire: “ tanto deve andare così”.

Non esiste una dieta per le persone pesanti, esiste un nutrirsi di rapporti positivi, concedersi sane trasgressioni (come vedersi con un capo diverso che mai avremmo indossato). Limitando la vitalità si accumula il grasso. Il contesto circostante è responsabile del nostro aumento di peso. La famiglia troppo chiusa nel suo nucleo potrebbe frenare la nostra evoluzione, gli amici che non accettano di vederci cambiare ci fanno ingrassare perché pur di non deluderli noi ci stagniamo con loro. (pensate a quante amicizie storiche distrutte dopo che uno dei due si fidanza: è un classico).

Il nostro partner e il ruolo di bravo genitore, questo annullarsi per l’altro di conseguenza ci appesantisce. Quanti fardelli portiamo, e quanti non ci competono! Solo chi sa conservare autonomia e non si appoggia totalmente nei rapporti resta in perfetta forma e armonia con se stesso.

Basterebbe una novità nella nostra vita a rianimarci, ad allargare i nostri pensieri ed a non omologarci alla massa. Anche dire qualche no potrebbe snellire non solo la silhouette ma anche la nostra mente e il nostro senso di colpa. Pensare che anche noi avremmo qualche diritto e non solo gli altri. I no in più che diciamo potrebbero tutelarci dalle persone che ci risucchiano energie.

“Se non espandi le tue capacità, si espande il tuo corpo” scrive Morelli nelle sue riviste che personalmente trovo veritiere sotto diversi fronti.

I rapporti con gli altri sono lo specchio della nostra immagine, ma non sempre ciò che riflette giova alla nostra salute. Si pensi ad una mamma in balia ai capricci dei figli e i loro bisogni, ad un partner che ci chiede sostegno di continuo o ad un capo che ci vuole precisi e perfetti e noi ci nutriamo delle aspettative che hanno queste persone.

Prima di dare un’accelerata al nostro metabolismo, diamola alla nostra vita.

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