Fisco, rottamare le Cartelle esattoriali? Ecco come fare. Guida completa

Il decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale chiarisce ogni dubbio: via le sanzioni e gli interessi di mora, resta però l’aggio

Fedele Santomauro Economia, lavoro & fisco
Andria - venerdì 04 novembre 2016
© n.c.

La rottamazione cartelle Esattoriali 2017, è la possibilità prevista dalla Legge di Stabilità 2017 di poter sanare la propria situazione debitoria con il Fisco ed Equitalia (o eventuale altro Agente della riscossione) , attraverso una specie di condono o meglio una sanatoria parziale delle cartelle esattoriali, il Governo Renzi, con questa operazione “rottamazione cartelle Equitalia” spera di recuperare dai 42,5 miliardi di euro, oggetto della sanatoria, almeno 4,5 miliardi di euro, ossia, almeno il 10% e potrebbe anche essere così visto  secondo i dati ufficiali, i soggetti debitori interessati dalla rottamazione, sono per il 38,3% società, 38,2% persone fisiche ed il 23,5% sono imprese o professionisti.

 Vediamo quindi cos’è e come funziona la la rottamazione cartelle Equitalia, quali cartelle e debiti possono essere sanati in base al decreto legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Rottamazione cartelle Esattoriali 2017 cos’è?                                                                                                                

Il termine "rottamazione" rischia di essere fuorviante, perché si pagheranno comunque le somme dovute al Fisco, ma la "definizione agevolata" - questo è il termine tecnico - consentirà ai contribuenti di cancellare i debiti in esattoria, pagando solo il tributo omesso, senza applicare sanzioni, interessi, more e l’aggio di riscossione.    

Riguarda le tasse (IRPEF, IRAP, IRES), i contributi previdenziali e assistenziali (INPS e INAIL), l’IVA (esclusa la tassa sul valore aggiunto riscossa all’importazione) e le multe stradali. In tutti i casi, la cartella deve essere stata notificata entro il 31 dicembre 2015.

La cartelle interessate.                                                                                                                                                              

La sanatoria riguarda  cartelle notificate dall’Agente della riscossione, negli anni dal 2000 al  2015 per tutti i tributi per i quali la riscossione è stata affidata alla società, tranne quelli espressamente esclusi dalle norme, ossia: l'Iva sulle esportazioni; il recupero di aiuti di Stato;  i crediti derivanti da pronunce  di  condanna  della  Corte  dei conti;   le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute  a  seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna; Caso a sé le multe stradali per le quali chiaramente non potranno essere cancellate le sanzioni in quanto l’oggetto delle multe sono proprio delle “sanzioni amministrative per violazione del codice della strada”. Quindi il beneficio sarà limitato agli interessi oppure sulle maggiorazioni previste in questo caso per il tardato pagamento dalla legge di depenalizzazione del 1981. Per tutte le altre tipologie di tributi non pagati,  compresi quelli locali (Imu, Tasi), come pure per i contributi previdenziali non versati, (Inps e Inail) si potrà presentare la domanda per ottenere lo sconto.

A quanto ammonta lo sconto

I contribuenti, potrebbero avere uno sconto considerevole dall’importo indicato nella cartella di pagamento, in quanto, ci potrebbero essere risparmi anche del 30% ma ciò dipenderà anche dal tipo di imposta omessa, dalla sanzione e da quanto è vecchia la cartella. Sempre dovuti, invece gli oneri di  riscossione per Equitalia e le spese di notifica, pari al forfait del 3% da calcolare sulle somme iscritte a ruolo e interessi di mora che è l'aggio di riscossione che ricordiamo aver cambiato nome a partire dall'inizio di quest'anno in onere della riscossione, ossia, il compenso che Equitalia prende per la sua ’attività di recupero. In base al decreto legge pubblicato in gazzetta Ufficiale, l'aggio di riscossione è applicato sul capitale.

Come fare richiesta di rottamazione?

Il contribuente potrà aderire alla procedura entro 90 giorni dall’entrata in vigore della norma contenuta nel D.L. 193/2016. Sebbene già efficace non è ancora operativa: per accedervi è necessario presentare entro il 22 gennaio 2017 un’apposita dichiarazione che, però, ad oggi non esiste. Equitalia ha tempo sino all’8 novembre per renderla disponibile sul proprio sito internet (ovvero 15 giorni dalla pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale, avvenuta lo scorso 24 ottobre).  Al momento della richiesta il contribuente potrà scegliere di pagare l’importo dividendolo in massimo quattro rate. Entro il 22 giugno (sei mesi dall’entrata in vigore del decreto) il concessionario della riscossione dovrà comunicare a chi ha fatto domanda l’importo complessivo dovuto al netto della sanatoria e le singole rate, con la data di scadenza di ciascuna.    

Rottamazione cartelle Equitalia: come e quando si paga?

E’ possibile pagare in un’unica soluzione oppure fino a un massimo di 4 rate, Le prime due rate saranno pari ciascuna a un terzo del dovuto, le ultime due ad un sesto. Sulle rate saranno calcolati gli interessi ma chi vuole potrà pagare in un unica soluzione. Le prime tre rate dovranno essere comunque versate entro il 15 dicembre 2017, la quarta entro il 15 marzo 2018. E’ possibile aderire alla definizione agevolata anche se c’è in corso un pagamento rateale delle cartelle esattoriali. Il contribuente in questo caso deve essere in regola con il pagamento delle rate in scadenza fra ottobre e dicembre 2016.

Le somme già versate anche a titolo di interessi di mora, non sono rimborsabili.

Per pagare il debitore può scegliere tre strade alternative:

  • mediante domiciliazione sul conto corrente eventualmente indicato dal debitore nella dichiarazione;
  • i bollettini precompilati allegati alla comunicazione di risposta inviata da Equitalia (o eventuale altro Agente della riscossione) , con la rideterminazione degli importi dovuti;
  • direttamente presso gli sportelli dell'agente della riscossione.

E chi già paga a rate?

Anche i contribuenti che hanno già attivato una procedura di rateazione con Equitalia su vecchie cartelle potranno aderire alla rottamazione. Condizione assolutamente necessaria però è che le rate in scadenza dal primo ottobre al 31 dicembre 2016 vengano pagate regolarmente. In ogni caso, però, non sarà possibile recuperare le somme già versate a titolo di sanzioni e interessi di mora, che con le nuove regole, non sarebbero state più dovute.

Quando si decade dal beneficio della rottamazione?

Saltare un pagamento o farlo in modo parziale costerà l’uscita dalla sanatoria con il ritorno del carico debitorio pieno delle vecchie cartelle. In questi casi si resterà anche esclusi da una nuova rateizzazione. 

La rinuncia alle liti e le eccezioni                                                                                                                                     

Per aderire il contribuente dovrà espressamente dichiarare di rinunciare ad eventuali procedimenti aperti davanti alle commissioni tributarie, in pratica dovrà rinunciare a potare avanti le liti relative alla cartella che sta versando.

La rottamazione blocca le nuove ipoteche                                                                                                                 

Dalla presentazione della richiesta di adesione alla definizione agevolata sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto dell’istanza. Equitalia, relativamente ai detti carichi, non potrà avviare nuove azioni esecutive né iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione della dichiarazione, e non potrà altresì proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione che non si sia ancora tenuto il primo incanto con esito positivo ovvero non sia stata presentata istanza di assegnazione ovvero non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.

EQUITALIA                                                                                                                                                                                      

Nel testo del nuovo decreto fiscale sulla Legge di Stabilità 2017, oltre alla “rottamazione” c’è l’abolizione di Equitalia, che dal 1° luglio 2017 confluirà nell’ente strumentale denominato “Agenzia delle Entrate-Riscossione”, che avrà uno statuto (previsto entro il 30 aprile 2017, attraverso specifico Decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri). L’amministratore delegato di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini, sarà nominato commissario straordinario, della nuovissima Equientrate, per la gestione della transizione. I dipendenti di Equitalia passeranno al nuovo ente dell’Agenzia delle Entrate (mantenendo il proprio contatto privatistico) o verranno ricollocati. Su questo fronte, ci sono una serie di problemi da risolvere, relativi al diverso contratto fra i lavoratori di Equitalia, che non sono dipendenti pubblici, e quelli dell’Agenzia delle Entrate, che invece lo sono. È prevista, per i passaggio da un ente all’altro: “apposita procedura di selezione e verifica delle competenze in coerenza con i principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità”.

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