Sapori e dissapori

Parliamo del verbo gustare come esperienza di “essere ingaggiati nel mondo” dotati di abilità sensoriali che diventano strumenti di autoconsapevolezza e autorealizzazione

Addolorata Carretta Dimmi cosa (e come) mangi e ti dirò chi sei
Andria - venerdì 04 novembre 2016
© n.c.

Si apre un nuovo scenario per questa rubrica dal titolo volutamente non casuale  “Dimmi cosa  ( e come ) mangi e ti dirò chi sei”  il cui fine è quello di evidenziare una correlazione tra la mente e l’alimentarsi, tra il cibo e la definizione di personalità e adesso propongo quella tra i sapori e il loro aspetto psicologico.

Parliamo del verbo gustare come esperienza di “essere ingaggiati nel mondo” dotati di abilità sensoriali che diventano strumenti di autoconsapevolezza e autorealizzazione.

Ad aiutarci a selezionare il cibo per evitare ciò che ci potrebbe fare male e scegliere quello che potrebbe farci bene l’evoluzione ci ha dotati del senso del gusto.

Alla Giornata Mondiale dell’alimentazione il 16 Ottobre 2013 la Dott.ssa Sarsano riporta testualmente : “ In questo caso l’ autonomia espressa dalla relazioni con il cibo: più siamo definiti, più siamo in grado di riconoscere, attraverso il gusto, i sapori che ci legano alla vita, tollerando alcuni aspetti della fame, e quindi, vuoti inevitabili dell'esistenza. Più siamo in grado di tollerare la fame più diventiamo sensibili al gusto, scegliamo e cerchiamo ciò che realmente ci piace e ci nutre senza essere schiavi delle pulsioni.”

In questo modo, il nostro atteggiamento mentale influenzerà le nostre scelte e i nostri gusti a tavola, perchè saranno le emozioni a indicarci cosa prediligere. Come sostiene, uno degli autori del libro Psicologia del gusto e delle preferenze alimentari, i sapori speziati saranno ricercati da coloro che amano avventurarsi, che sono maggiormente inclini a lasciarsi andare, quelli anticonformisti e più libertini. Dal'altro parere sono i sapori dolciastri e meno intensi, indicatori di prudenza e rigidità ai cambiamenti, che rappresenteranno il bisogno di sicurezza e un abbassamento del rischio per qualcosa di potenzialmente pericoloso.

Mangiare e Nutrirsi, non è solo un bisogno primario, ma un vero e proprio atto relazionale.

Quindi ci prepariamo , nei prossimi articoli,  ad un vero e proprio viaggio tra le papille gustative, chiedendoci come mai spesso abbiamo voglia di un determinato sapore , perché alcuni di noi prediligono il dolce e altri no, cosa c’è dietro quella voglia di dolce che sopravviene proprio nei momenti vuoti della giornata, cosa vogliamo riempire in realtà? Lo scopriremo assieme.

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