“Mia nonna saluta e chiede scusa"

Fredrik Backman – Mondadori Editore

Gabriella D'avanzo Libri...amoci
Andria - venerdì 25 novembre 2016
© n.c.

La nonna è una di quelle persone che ci si porta in guerra! Avere una nonna è come avere un esercito.

“…Dicono che la nonna sia pazza, un po’ arzilla, ma in realtà è un genio. E’ soltanto un po’ fuori di testa. Faceva il medico, ha anche vinto dei premi e giornalisti hanno scritto degli articoli su di lei. Andava nei posti peggiori del mondo nel momento in cui tutti gli altri scappavano, salvava vite umane e si batteva contro il male in ogni anglo del pianeta…”

Elsa ha sette anni, quasi otto per la precisione come ama specificare lei, e non le riesce granché bene avere sette anni. Quando a scuola dicono che Elsa è “diversa“, come se questa fosse una cosa brutta, quando torna a casa con gli occhi neri e il preside le consiglia di cambiare atteggiamento perché è lei a provocare la reazione dei compagni, la nonna è al suo fianco! Le impedisce di prendersi la colpa, le impedisce di chiedere scusa, ma non le impedisce di “ fregarsene”. A scuola dicono che Elsa è molto intelligente per la sua età. Elsa lo sa bene che avere otto anni è complicato, soprattutto se a farteli pesare sono gli scherzi cattivi dei bulletti della scuola ma lei non si perde d’animo, anche perché al suo fianco c’è l’abile guerriera, sua nonna. A scuola dicono che Elsa è molto matura per la sua età, la nonna, invece, ha settantasette anni e neanche a lei riesce granché bene avere la sua età, ed è anche il suo migliore amico, il solo, e insieme loro due hanno inventato un mondo alternativo, dove, non ci sono genitori che si separano, compagni di classe che fanno scherzi cattivi, un luogo dove tutti possono essere diversi.

Una bambina con una vita movimentata, genitori separati, la mamma con il suo nuovo compagno e un fratellino o una sorellina in arrivo che Elsa chiama già “metà“ , metà appunto perché potrebbe essere o un maschio o una femmina, non si sa. Quelle della piccola Elsa sono giornate movimentate, piene di ostacoli, e per certi versi anche un po’ strane, ma nulla di preoccupante e spaventoso, perché più strana e stravagante di qualunque altra persona c’è nonna e le sue favole con strani personaggi provenienti dal mondo di “ Miamas “il paese dei quasi-svegli, con i suoi fantastici abitanti. Mentre Elsa si trova a dover fronteggiare la sua situazione instabile, la nonna si ammala e muore ma le lascia delle lettere dal contenuto misterioso. Ogni lettera è indirizzata a delle persone ed Elsa si dovrà occupare di consegnarle. Ed è così che attraverso lo sguardo ingenuo di una bambina di otto anni, anche il lettore si ritroverà catapultato nella conoscenza di personaggi strani, bizzarri che sembrano degli estranei ma possiedono un collegamento tra loro. Elsa scopre che lo strano mondo di Miamas, quello delle favole di sua nonna, esiste davvero con i suoi personaggi strani e accanto a loro imparerà che i comportamenti delle persone hanno sempre una motivazione più profonda, che l’unione fa la forza, riuscirà a far capire a mamma e a papà che ha bisogno di loro e del loro sostegno e che come tutti i bambini ha bisogno di eroi e che in fondo come diceva la nonna:” Sono le persone diverse che cambiano il mondo. Nessuna persona normale ha mai cambiato un accidente!”

Una storia sul più importante dei diritti umani, il diritto di essere diversi, a tutte le età.

“Avere una nonna è come avere un esercito. È il privilegio più grande di un nipote: sapere di avere una persona al proprio fianco sempre e comunque. Perfino quando si ha torto. Soprattutto in quel caso, in realtà. Una nonna è una spada e uno scudo, è un tipo di amore tutto speciale!”.

Buona lettura!

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