Vita da Cani

Sentimenti profanati da atti vandalici che hanno distrutto una lapide, anfratta memoria di un amico a quattro zampe

Michele Di Corato RIS (patacche e cozze)
Andria - venerdì 23 dicembre 2016
© n.c.

Che la vita dei cani, soprattutto quelli randagi, sia costellata da mille difficoltà è un dato di fatto trasformatosi in motto popolare, ma che, persino alla loro morte, debbano scontrarsi con la cattiveria umana ci sembra davvero inopportuno, crudele e gratuito. Lo diciamo subito, Iron non era un cane randagio, era un boxer sbavoso che amava divertirsi e divertire. Dopo 13 anni di onorata carriera canina, Iron lascia questo mondo e il suo padrone, Pietro. Un legame inscindibile, il loro, un ricordo da conservare gelosamente nella proprietà di famiglia, un terreno agricolo adibito a cimitero.

"Buonanotte Anima mia, ora spengo la luce e così sia", una citazione, una canzone di Lucio Dalla, epitaffio di due amori consumatisi come la cera di una candela. Peccato che, in via Giovanni Gentile, ad Andria, i sentimenti siano stati profanati da atti vandalici che hanno distrutto una lapide, anfratta memoria di un amico a quattro zampe.

Troppo distante Acquaviva, è lì che si trova l'unico cimitero autorizzato della Puglia. Pietro non pretende di riavere Iron, chiede solo il rispetto dell'Amministrazione, sempre silente da questo punto di vista, il rispetto delle emozioni, e, perchè no, anche il rispetto della morte. Già, anche i cani sono circondati da affetti e dar loro degna sepoltura significherebbe crescere eticamente come società civile, con diritti e doveri per persone e animali.

Questione di museruola, insomma, è obbligatorio indossarla, che lo si faccia poi, per legge o per poca coscienza, è tutto da appurare.

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