Prevenzione delle malattie cardiovascolari

Per una corretta prevenzione, innanzitutto è bene iniziare da un buon rapporto con il proprio medico di base

Domenico Di Noia La salute del cuore
Andria - venerdì 24 febbraio 2017
© n.c.

Sono considerate malattie cardiovascolari tutte le patologie del cuore e dei vasi sanguigni.

Le malattie cardiovascolari (Cardiopatia ischemica: infarto miocardico, angina pectoris, morte cardiaca improvvisa. Ictus cerebrale, aneurismi aortici, malattia vascolare periferica.) sono la principale causa di mortalità e invalidità nei Paesi industrializzati.

Ogni anno in Italia muoiono circa 243 mila persone per malattie cardiovascolari.  Negli uomini la mortalità è trascurabile fino all’età dei 40 anni, emerge fra i 40 e i 50 anni e poi cresce in modo esponenziale con l’età. Nelle donne il fenomeno si manifesta a partire dai 50-60 anni e cresce rapidamente. Agli accidenti cerebrovascolari è attribuibile circa il 28% dei decessi dovuti alle malattie del sistema circolatorio. L’ictus è un’affezione grave, associata ad alta letalità che, se non fatale, provoca invalidità permanente.

Una delle principali cause dell'insorgere delle malattie cardiovascolari è l'aterosclerosi. Il termine aterosclerosi significa, letteralmente, indurimento delle arterie. L'aterosclerosi è una patologia generalizzata che può coinvolgere le arterie in diverse aree dell'organismo: conduce all'infarto se è localizzata a livello cardiaco, all'ictus se localizzata a livello cerebrale, alla claudicatio intermittens agli arti inferiori.

I determinanti delle malattie cardiovascolari sono chiamati “fattori di rischio”, alcuni non sono modificabili: sesso, ereditarietà, età. Altri sono modificabili: fumo, alimentazione, sedentarietà, ipertensione, obesità, colesterolemia elevata, diabete mellito.

Per una corretta prevenzione, innanzitutto è bene iniziare da un buon rapporto con il proprio medico di base. Insieme a lui sarà fortemente consigliabile ricostruire la storia clinica della propria famiglia in modo da analizzare le probabilità che si possa andare incontro alle stesse problematiche dei propri parenti stretti, come malattie cardiovascolari, ictus, diabete, ipertensione, ipercolesterolemia.

Alla base della prevenzione è importante:  

una corretta alimentazione: di tutti i tipi, privi di grassi e ricchi di vitamine, minerali e fibre. Aumentare il consumo di legumi, come fagioli, piselli, ceci, fave e lenticchie. I legumi rappresentano una fonte preziosa di proteine e sono privi di grasso: per questo possono sostituire la carne. Aumentare il consumo di pesce. L’effetto protettivo è dovuto al tipo di grassi contenuti nel pesce (omega-3) che riducono il rischio di malattie cardiovascolari. Mangiare pesce due o tre volte alla settimana.  Privilegiare gli oli vegetali, in particolare l’olio extra-vergine di oliva e gli oli di semi (di mais, di girasole), limitando il consumo di grassi di origine animale come il burro, il lardo, lo strutto e la panna, che contengono elevate quantità di grassi saturi. Ricordare che gli oli hanno un alto valore energetico. Privilegiare le carni magre, come pollo e tacchino (senza pelle), vitello e coniglio, limitando il consumo di carni rosse e grasse, come maiale, oca, anatra. È buona norma eliminare il grasso visibile e non raccogliere il grasso di cottura. È preferibile la cottura alla griglia, alla piastra o al vapore, limitando tutti i piatti che necessitano di salse ricche di grassi.

Non consumare carne tutti i giorni. Limitare il consumo di insaccati, come salsicce, wurstel, salame, mortadella. Preferire i salumi magri, come prosciutto crudo, speck, bresaola, ricordando comunque che possiedono un alto contenuto di sale. Limitare il consumo di formaggi, preferire i formaggi freschi a basso contenuto di grassi (come la ricotta di mucca). I formaggi non vanno mangiati alla fine del pasto, ma vanno considerati sostitutivi della carne o del pesce. Ridurre il consumo di dolci, perché questi alimenti sono ricchi di grassi e zuccheri. Preferire i dolci fatti in casa, purché preparati con grassi vegetali e in quantità moderate. Limitare il consumo di dolci di produzione industriale. Privilegiare gli alimenti ricchi di amido, come pane, pasta, patate, polenta, cercando di utilizzare prodotti integrali ricchi di fibre. Questi alimenti hanno un alto valore energetico ma non contengono elevate quantità di grasso. Limitare pasta, pane e riso in caso di sovrappeso o obesità. Limitare il consumo di cibi con elevato contenuto di colesterolo, come le uova, a non più di due volte a settimana. Fanno parte di questa categoria anche le frattaglie (cervello, fegatini, rognone). Limitare il consumo di sale, perché aumenta la pressione arteriosa. Ridurre il sale aggiunto agli alimenti sia durante la cottura che prima del consumo, sostituendolo con spezie ed erbe aromatiche. Prestare attenzione al sale contenuto nei cibi confezionati (formaggi, pane, cibi in scatola, insaccati, alimenti conservati sotto sale, sott’olio o in salamoia). Limitare l’uso di bevande zuccherate, preferendo spremute e succhi di frutta non zuccherati. Controllare il consumo di bevande alcoliche: non più di 2-3 bicchieri di vino al giorno per gli uomini e 1-2 per le donne, tenendo conto che una lattina di birra o un bicchierino di liquore possono sostituire un bicchiere di vino. Vino e birra, consumati durante il pasto purché in quantità moderata, possono ridurre il rischio di infarto e ictus. L’alcol aumenta la pressione arteriosa e danneggia il fegato. Pertanto non è indicato in coloro che hanno la pressione elevata. Ricordare che l’alcol interferisce con i farmaci e può provocare effetti indesiderati.

Eliminare i fattori di rischio: fumo, alimentazione, sedentarietà, ipertensione, obesità, colesterolemia elevata, diabete mellito.

Eseguire dei controlli preventivi periodici: Visita cardiologica ed elettrocardiogramma, esame del sangue e delle urine. In casi particolari sarà necessario sottoporsi a Ecocardiogramma 2d color-doppler , Holter, test da sforzo, Scintigrafia miocardica, Coronarografia.

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