La certificazione unica 2017

Scadenza e novità per l’ex CUD

Fedele Santomauro Economia, lavoro & fisco
Andria - venerdì 03 marzo 2017
© n.c.

La Certificazione Unica ( ex-CUD) è la dichiarazione cumulativa dei redditi di lavoro autonomo, dipendente, da pensione e assimilati con la quale i sostituti d’imposta ossia il datore di lavoro o l’Ente pensionistico riepilogano tutti i redditi corrisposti nell’arco di un anno solare. Nella Certificazione Unica 2017 trovano inoltre posto anche i compensi dei contribuenti minimiforfettari e titolari di partita IVA agevolata, anche se esenti dal versamento della ritenuta d’acconto.

La Certificazione Unica si compone di due modelli:

Modello CU sintetico: da consegnare ai dipendenti, equiparati e assimilati, nonché ai lavoratori autonomi. Questo modello viene consegnato in duplice copia con le relative istruzioni al contribuente e una copia rimane come ricevuta di avvenuta consegna al sostituto d’imposta.

Modello CU ordinario: da trasmettere all’Agenzia delle Entrate e contiene informazioni utili al Fisco per il 730 precompilato e per effettuare controlli d’ufficio accertamenti in tempi rapidi.

La prima grande novità della Certificazione Unica 2017 riguarda le date di scadenza, infatti varia la data storica di fine febbraio per la consegna del modello da parte del sostituto. Per il 2017 infatti la consegna della Certificazione Unica è stata spostata al 31marzo.

Le informazioni contenute nell’  CU2017  dovranno essere inviate al Fisco entro il 7 marzo ai fini della dichiarazione dei redditi 2017, sia per i dovuti controlli che per predisporre i modelli UNICO e 730 precompilati.

Altra novità del modello CU 2017 il ritorno del campo dedicato alla detassazione dei premi produttività (aliquota al 10%) mentre sono state eliminate dalla sezione assistenza fiscale 730 le caselle relative all’imposta sostitutiva sui premi di produttività.

 Una nuova sezione del nuovo modello CU2017 è la Certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi che dovrà essere compilata dall'azienda che si è avvalsa di lavoratori autonomi, quindi collaboratori anche a progetto o occasionali o professionisti con partita IVA, nel corso del 2016.

Queste aziende sono tenute a certificare ufficialmente i corrispettivi pagati a lavoratori autonomi, collaboratori e professionisti per ogni singola collaborazione o prestazione professionale ricevuta e devono essere indicati i seguenti dati:

  1. - Compensi lordi corrisposti al lavoratore autonomo distinguendo tra somme non soggette a ritenuta, imponibili, le ritenute operate in acconto e a titolo di imposta, gli addizionali regionali e comunali.
  2. - Contributi previdenziali dei lavoratori autonomi che sono a carico di chi ha richiesto la prestazione o la collaborazione e pagato i corrispettivi. In questa sezione va indicata anche la quota dei contributi a carico del lavoratore autonomo.
  3. - Dati su rimborsi spesa e ritenute restituite.
  4. - Somme corrisposte al lavoratore autonomo in caso di fallimento indicando le somme erogate prima del fallimento aziendale, oppure  le somme corrisposte dal curatore fallimentare o dal commissario a seguito di liquidazione coatta amministrata.

In caso la  certificazione unica 2017 venga omessa oppure  inviata in ritardo o in modo errato le sanzioni previste sono davvero pesanti.

Per ogni certificazione omessa,  tardiva o errata è prevista una sanzione di 100 euro con un massimo di 50,000 euro per ogni sostituto di imposta.

La sanzione non si applica se la trasmissione è effettuata o rettificata entro i 5 giorni successivi alla scadenza, cioè entro il 12 marzo 2017,  mentre se trasmessa entro 60 giorni dal termine previsto, la sanzione è ridotta a un terzo, pari a 33,33 euro per singola certificazione con un limite massimo di 20.000 euro per anno e per sostituto d’imposta.

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