Gambe in forma

Riconoscere fin dai primi sintomi delle vene varicose permette di evitare le conseguenze peggiori che sono associate a questo disturbo

Domenico Di Noia La salute del cuore
Andria - venerdì 03 marzo 2017
© n.c.

Nel sistema circolatorio, Il sangue dal cuore  viene spinto verso l'estremità periferiche con un movimento simile a quello di una pompa attraverso tubi chiamati arterie. Una volta arrivato in periferia, per il viaggio di ritorno al cuore il sangue percorre piccoli tubi chiamati vene, che corrono in senso inverso. Le vene hanno all'interno delle valvole, che si richiudono dopo il passaggio del sangue, impedendone il reflusso.

Quando le vene si ammalano, la chiusura automatica di queste valvole viene a mancare e il sangue ritorna verso la periferia. La perdita di elasticità della parete venosa e la distruzione delle valvole è causa dell’insufficienza venosa cronica e porta alla formazione di varici.

Il segno più classico è la comparsa di vasi bluastri e molli sotto la pelle, soprattutto delle gambe, dovuti al ristagno di sangue. I sintomi più comuni sono gonfiore (edema) ai piedi e alle caviglie, senso di pesantezza e calore alle gambe, formicolii, crampi, prurito e dolori, soprattutto di notte. I disturbi tendono a peggiorare nel corso della giornata, quando si sta per parecchio tempo in piedi e nelle giornate calde.

L’ingrossamento delle vene può interessare anche altre parti del corpo, per esempio il plesso anale, con la formazione di emorroidi.

Questa condizione  aumenta di molto la possibilità che la vena si infiammi (flebite), o che peggio il sangue dentro coaguli (trombosi venosa), con alto rischio di complicanze quali l’embolia polmonare. Le caratteristiche cliniche della malattia venosa cronica comprendono dolore agli arti, gonfiore e dermatite da stasi o ulcere. Prurito, gambe senza riposo, e crampi notturni sono sintomi comuni. Le donne sono  particolarmente condizionate dal problema estetico causato  dalle varici che segnano in modo vistoso la cute.

Riconoscere fin dai primi sintomi delle vene varicose permette di evitare le conseguenze peggiori che sono associate a questo disturbo. Si stima che circa il 30% delle donne possa sviluppare una o più varici nel corso della vita, ma il problema colpisce anche una percentuale non trascurabile di uomini (17% circa).

La formazione delle varici non è improvvisa, ma avviene sempre in modo graduale. I primi sintomi che ci possono far sospettare la formazione di varici è la comparsa di sottili strisce bluastre sottopelle. Man mano che il problema di aggrava, queste venature diventano più evidenti, il colore si scurisce ulteriormente fino alla comparsa di veri e propri agglomerati venosi simili a cordoni aggrovigliati di color violaceo.

Cause e fattori predisponenti

 

Le reali cause che portano a una dilatazione delle vene degli arti inferiori non sono state ancora definite. Vi sono però vari fattori predisponenti: lavoro in stazione eretta (soprattutto se svolto in ambiente caldo), alterazioni congenite delle vene, sesso femminile, età compresa tra i 30 e i 50 anni, obesità, stitichezza, sedentarietà, tabagismo, predisposizione familiare, lunghi periodi di immobilità, interventi chirurgici alle gambe;  ingessatura alla gamba.

L’importanza della prevenzione

La prevenzione è di fondamentale importanza.

Per esempio, nel caso di lavori che richiedono a lungo la posizione eretta o la posizione seduta (il cambio di posizione incoraggia il flusso sanguigno), si può interrompere la posizione immobile sollevandosi sulle punte dei piedi, oppure le donne possono indossare calze a compressione graduata che facilitano il ritorno venoso. E’ in ogni modo opportuno  usare scarpe comode, a pianta larga, con tre o quattro centimetri di tacco (le scarpe basse obbligano i muscoli della gamba a lavorare di più, preservando l'integrità delle vene) ed  evitare di  indossare abiti troppo aderenti, come pantaloni, intimo troppo stretto, cinture (questo tipo di abbigliamento ostacola il circolo del sangue, mettendo in evidenza le vene varicose). Bisogna evitare di esporsi per lunghi periodi al sole (è necessario mantenere le gambe al fresco e per quanto possibile bagnate. Non è opportuno, anzi dannoso, ricoprirle con asciugamani o altro.  Passeggiare nell’acqua è utilissimo, poiché si associano l’azione antigravitazionale del fluido e gli effetti favorevoli dell’idromassaggio dolce e del fresco),  o fare bagni molto caldi (rimanere a lungo in ambienti troppo caldi favorisce la vasodilatazione). Evitare di fumare: il fumo aumenta il rischio di insufficienza venosa, specie nei soggetti predisposti. Al contrario è utile nel periodo estivo indossare abiti freschi e larghi e calzature comode non troppo basse, né troppo alte, che offrano una adeguata stabilità all’appoggio plantare e non esercitino compressioni anomale sulla cute.


AlimentazioneIn gravidanza la prevenzione della comparsa delle varici è basata su: controllo del peso, utilizzo di calze elastiche a compressione graduata, regolazione dell’alvo, dieta alimentare, drenaggio posturale (rialzo di 10 cm ai piedi del letto realizzando un piano inclinato. Questo accorgimento costituisce un buon rimedio per contrastare il ristagno di sangue nei capillari  che è  segno distintivo di insufficienza venosa e vene varicose), esercizio fisico moderato: passeggiate, cyclette. E’ importante ricordare che, a partire dal  terzo trimestre di gestazione, è aumentato il rischio di tromboflebite soprattutto nelle donne che hanno già presentato trombosi delle vene profonde, o embolia polmonare, o episodi trombotici cerebrovascolari.

Le varici però si possono prevenire anche con lo stile di vita corretto, specie a tavola, previlegiando un'alimentazione ricca di frutta e verdura che, oltre a favorire il controllo del peso, fornisce anche vitamine e bioflavonoidi ad azione antiossidante che preservano l'integrità dei vasi.  Nella dieta, non dovrebbe mancare mai uno dei seguenti alimenti: cereali integrali, frutta, germi di grano, tuorlo d’uovo, verdure a foglia larga che contengono vitamina E. Altrettanto importanti sono la vitamina A, contenuta nella carne bianca, latticini non stagionati, uova e fegato e la vitamina C, presente nelle arance, limoni, mandarini, kiwi, ribes, ananas, more, e fra le verdure i pomodori . Frutta e verdura sono anche ricchi di beta-carotene e carotenoidi, sostanze precursori della vitamina A, ma anche di  flavonoidi che sono indispensabili al buon funzionamento del circolo venoso.  Vanno inseriti nel “piano dietetico” pesce grasso (salmone, tonno, sgombri, sardine), oli vegetali (olio di noci, extravergine di oliva, l’olio di colza, di soia e di semi di girasole) da consumarsi crudi.  Ancora, uva, pere, nespole, melone, anguria, pesche, mele, carciofo, sedano, melanzana, cavolfiore, porro, asparago, aglio e cipolla che hanno azione diuretica, cioè che esplicano un’azione drenante, per contrastare edemi e gonfiori. Inoltre è bene bere acqua che sia ricca di potassio.

È invece necessario non eccedere con: spezie  come il peperoncino rosso, la paprica, il pepe nero e la senape che stimolano l’infiammazione delle pareti delle vene e la possibile dilatazione; alimenti che fanno aumentare il colesterolo LDL (“cattivo”) come insaccati, frutti di mare, carni rosse, latte intero e derivati, peraltro più nocivi sulla circolazione arteriosa; i dolci; l’alcool; cibi troppo salati, ovvero acciughe, aringhe, tutto il pesce affumicato e gli insaccati che favoriscono la ritenzione idrica, il gonfiore e dilatazione delle vene; pasti abbondanti.  L’eccesso di peso, perché i chili di troppo facilitano il ristagno e la stasi del sangue, il cui flusso verso il muscolo cardiaco diviene  così più lento. Il controllo del peso è indispensabile per gestire le vene varicose, minimizzando il rischio di una degenerazione dei sintomi.

Infine sono da tenere a mente ancora due raccomandazioni: Cuocere i cibi in modo semplice, alla piastra, in padella, al forno limitando invece le fritture. Regolare l’intestino e/o risolvere la stipsi (stitichezza) che può essere causa di  insufficienza venosa. Praticare esercizio fisico e sport regolare, utilissimo accorgimento per favorire la circolazione sanguigna. Si raccomanda di evitare sport che richiedono scatti o movimenti bruschi (es. tennis o jogging); piuttosto, preferire sport come il nuoto o puntare sulle lunghe camminate di buon passo.  Docce con acqua fredda sulle gambe  dopo un bagno caldo possono essere usate come “ginnastica vascolare”
 

Trattamento

La terapia delle varici è inizialmente conservativa, con l’adozione di uno stile di vita più sano e la somministrazione di principi attivi in grado di diminuire i sintomi più fastidiosi, come il senso di pesantezza alle gambe, i crampi notturni e il prurito alle gambe. In alcuni casi, si può ricorrere alla chirurgia (stripping della vena grande safena). Una sonda, detta stripper, viene fatta avanzare fino all’origine della vena; questa sarà poi sfilata dall’alto verso il basso. In alternativa si può ricorrere alla   scleroterapia che è definita anche terapia sclerosante delle vene varicose. Questa metodica consiste nella cura delle varici mediante l'iniezione all'interno della vena varicosa di una sostanza farmaceutica che provoca una reazione infiammatoria a livello della parete interna della vena stessa. La scleroterapia non è un trattamento definitivo. Spesso, nel corso degli anni i pazienti devono sottoporsi a dei "ritocchi" o a delle nuove sedute che contribuiscono a tenere sotto controllo il problema. Nonostante le iniezioni il trattamento non è doloroso; spesso l'unico fastidio è dato dalla fascia elastica che dopo qualche giorno può essere efficacemente sostituita da una calza elastica della II^ classe di compressione.  In base al tipo di vena o di vene da trattare viene stabilito il numero delle sedute. La scleroterapia non può essere effettuata nei pazienti che presentano spiccate allergie a farmaci, nei pazienti reduci da una recente flebite o una trombosi venosa profonda e nelle pazienti in gravidanza. Per il rischio di varicoflebite le pazienti in trattamento con anticoncezionali orali (pillola anticoncezionale) dovrebbero sospendere il trattamento almeno due mesi prima di sottoporsi alla scleroterapia. Dopo il trattamento nelle sedi di iniezione possono comparire delle piccole ecchimosi dovute ad un lieve stravaso di sangue in sede sottocutanea.  Queste piccole macchie in genere scompaiono nel giro di due o tre settimane. Anche le reazioni allergiche al farmaco utilizzato per la scleroterapia sono molto rare tuttavia è opportuno che i soggetti tendenzialmente allergici informino  il medico prima di effettuare il trattamento.

La scleroterapia inoltre si è dimostrata efficace nel trattamento delle piccole vene varicose ricorrenti che possono insorgere anche diversi anni dopo un intervento chirurgico di stripping. La maggior parte delle pazienti che effettuano un trattamento scleroterapico lo fanno principalmente per motivi estetici. Per questo è necessario rivolgersi solo a medici qualificati e che siano particolarmente esperti nel trattamento delle vene varicose. Negli ultimi anni, però, si è sviluppato un nuovo trattamento delle vene varicose: la schiuma sclerosante. Si tratta dell’iniezione di una particolare schiuma (somiglia a una schiuma da barba) nella vena malata. L’iniezione di schiuma sclerosante si effettua sotto la guida ecografica. Mediante questo trattamento con schiuma sclerosante è oggi possibile trattare molti dei pazienti che in passato potevano essere trattati solo con l’intervento chirurgico. Altra possibilità di cura è il trattamento laser endovenoso (E.L.T.), una procedura mini-invasiva effettuata in ambito ambulatoriale; la tecnica sfrutta l’energia sviluppata da un apparecchio laser rilasciata da una piccola fibra ottica inserita in vena e guidata ecograficamente.

Un cenno infine va a un’altra tecnica mini-invasiva, il trattamento con radiofrequenza; lo si effettua inserendo nella vena varicosa un sottile catetere che viene collegato a un generatore di radiofrequenza esterno; la produzione della radiofrequenza determina una temperatura di circa 120 °C che, trasmessa alla punta del catetere con cicli di 20 secondi circa, riscalda e contrae il collagene presente nella parte della vena causando la chiusura della vena stessa.

“Una bella donna non è colei di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella il cui aspetto complessivo è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti.”

(Lucio Anneo Seneca)

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