Relativismo ignorante

Forse un nuovo secolo catastrofico è alle porte se non svegliamo e mobilitiamo le coscienze a difesa della dignità della persona e del suo inestimabile valore

Geremia Acri Ho un debole per i deboli
Andria - venerdì 03 marzo 2017
© n.c.

Per quanto feroci, le barbarie dei campi di concentramento nazisti o dei massacri delle foibe durante la seconda guerra mondiale non sono state né il principio né la fine delle offese alla dignità umana. Se guardiamo tutta la storia, la realtà è la stessa, tanti uomini e donne di qualsiasi razza, di qualunque area geografica, di qualsivoglia lingua sono stati costretti prima a scendere nel limbo del purgatorio di un’ideologia, di un sistema, di un gruppo xenofobo, poi nell’inferno della violenza, del sopruso, del genocidio.

Il 18 Febbraio u.s. il leder della Lega Nord Salvini politico italiano e parlamentare europeo, a Recco, in provincia di Genova, affermava che: «Ci vuole una pulizia di massa anche in Italia. Una pulizia via per via, quartiere per quartiere, con le maniere forti se serve. Perché ci sono interi pezzi d’Italia fuori controllo. Non vedo l’ora una volta al governo di controllare i confini come si faceva una volta con le navi della Marina militare: pulizia e pattugliatori in mare».

Esternazioni politiche che indignano ma non stupiscono, se si ripercorre il crescendo salviniano, da quello «stop all’invasione di migranti o gli italiani si faranno giustizia da soli» dello scorso 31 agosto (2016), alla "promessa" elettorale del 12 gennaio, «se andrò al governo li scaricherò sulle spiagge africane con una pacca sulle spalle, un sacchetto di noccioline e un gelato», oppure quando il 1 febbraio affermava «è stato arrestato, ma non basta. Castrazione chimica e poi espulsione: questa deve essere la cura».

Ma ogni occasione è buona, per il segretario del Carroccio e dei suoi seguaci, persino le discutibili palme che addobbano piazza Duomo a Milano, subito twittate con sarcasmo come l’habitat di «scimmie e cammelli e poi avremo l’Africa in Italia. I clandestini, del resto, già ci sono».

Affermazioni stomachevoli, ributtanti, nauseanti, che hanno bisogno di una presa di posizione e di denuncia da parte di tutte le Istituzioni in quanto agenzie educative di senso e di morale e di una certa politica cattolica, che la domenica o per vanità si professa cristiana. La causa però sorge da lontano dall’equilibrismo politichese da parte di ogni sigla politica e associativa, che sfocia nel buonismo insensato e stolto intellettualismo da salotto, che in questi ultimi vent’anni ha prodotto l’effetto domino dove tutto è concesso, dove tutto è dato per scontato, dove la stoltezza di rappresentanti è diventato luogo comune, in una parola “relativismo ignorante”.

Forse un nuovo secolo catastrofico è alle porte se non svegliamo e mobilitiamo le coscienze a difesa della dignità della persona e del suo inestimabile valore. La dignità esige il rispetto e la promozione di tutta la persona, nelle sue componenti materiale, etico, spirituale. Dal valore della dignità della persona discende innanzitutto quello della vita umana. Questo significa riconoscere la sacralità della vita.

La tutela e la salvaguardia della vita nella Terra dei Diritti dell’Umanità in questo tempo pieno di conflitti politici di effimero consenso, deve essere il primo punto di un programma politico democratico, a servizio della comunità umana, altrimenti il sogno Europa muore e con sé intere popolazioni. 

Ricoprire un ruolo pubblico e politico impone un grande senso di responsabilità, un forte afflato per il bene comune, una visone lungimirante, componenti necessarie per determinare percorsi di emancipazione culturale, serietà amministrativa e processi di inclusione sociale, che favoriscono uno Stato di Valori Umani rendendo così possibile ogni giorno il dialogo, il confronto, lo scontro, l’antagonismo, la competizione per una pòlis plurale attiva e partecipativa.   

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