Verso una guerra mondiale per l’acqua

“Mille bambini muoiono ogni giorno a causa di malattie collegate all’acqua; milioni di persone consumano acqua inquinata”

Geremia Acri Ho un debole per i deboli
Andria - venerdì 10 marzo 2017
© n.c.

Papa Francesco è intervenuto, con un suo discorso, il 24 febbraio 2017, alla sessione conclusiva del seminario: “Il diritto umano all’acqua: uno studio interdisciplinare sul ruolo centrale delle politiche pubbliche nella gestione dell’acqua e dei servizi ambientali”, tenutosi in Vaticano dal 23 al 24 febbraio, u.s., che ha riunito, diversi, studiosi e specialisti. Papa Francesco ha usato toni importanti per far “prendere coscienza del bisogno di acqua e del suo valore essenziale per il bene dell’umanità”.

“Io mi domando se, in mezzo a questa terza guerra mondiale a pezzetti che stiamo vivendo, non stiamo andando verso la grande guerra mondiale per l’acqua”.

È stato un forte richiamo, da parte del Papa, affinché all’acqua venga data “la centralità che merita nell’ambito delle politiche pubbliche”.

Bergoglio rileva che il diritto all’acqua implica anche il dovere a tutelare questa risorsa naturale. “In tal senso, ogni Stato è chiamato a concretizzare, anche con strumenti giuridici, quanto indicato dalle Risoluzioni approvate dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2010 sul diritto umano all’acqua potabile e all’igiene”.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 28 luglio del 2010, ha approvato una risoluzione che riconosce l'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari come diritti umani fondamentali. La risoluzione fu accolta con grande soddisfazione dai movimenti internazionali in difesa dell'acqua e degli altri beni comuni, perché costituisce un passo determinante per affrontare il problema della scarsità delle risorse idriche e per svincolare l'acqua dalle logiche del mercato. Da questa storica data l’accesso all’acqua potabile è entrato a far parte ufficialmente della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo

Il Papa cita, nel suo discorso, le cifre che l’Onu rivela: “Mille bambini muoiono ogni giorno a causa di malattie collegate all’acqua; milioni di persone consumano acqua inquinata”. Dati allarmanti e "molto gravi", per questo, Bergoglio, rivolge un accorato appello per: “frenare e invertire questa situazione…è urgente prendere coscienza del bisogno di acqua e del suo valore essenziale per il bene dell’umanità”.

Il rispetto dell’acqua è conditio sine qua non per l’esercizio degli altri diritti umani, solo rispettando il diritto e l’accesso all’acqua, come diritto fondamentale, è possibile porre le basi per difendere e salvaguardare gli altri diritti.

Da queste considerazione finali, Francesco, afferma che: “dare all’acqua il posto che le corrisponde è necessaria una cultura della cura…e promuovere una cultura dell’incontro, in cui si uniscano in una causa comune tutte le forze necessarie di scienziati e imprenditori, governanti e politici”.

Unità di intendi e di forze in modo che non saranno più voci isolate o di singoli, ma il grido, di tanti bambini, di tanti esseri umani, che reclamano attenzione; cura e desiderio di dissetarsi alla fonte di un bene naturale che è di tutti.

Papa Francesco, l’uomo venuto dalla fine del mondo che con il suo stile, con la sua tenerezza e dolcezza, sta cercando di cambiare il mondo, affinché l’umanità intera faccia passi energici volti a fermare la mano e l’azione di tanti personaggi senza scrupoli.

L’auspicio del Papa è che il lavoro di persone coscienziose possa contribuire a rafforzare la convinzione che la madre terra, casa comune: “sia più abitabile e più solidale, più curata, una casa dove nessuno venga scartato né escluso, ma dove tutti godiamo dei beni necessari per vivere e crescere in dignità. E non dimentichiamo i dati, le cifre delle Nazioni Unite. Non dimentichiamo che ogni giorno mille bambini - ogni giorno! – muoiono per malattie connesse con l’acqua”.

Altri articoli
Gli articoli più letti