L’Italia non è un Paese per bambini

L’Italia non è un Paese per bambini

“Il Paese sta morendo. La politica, tutta, si dia una svegliata e faccia qualcosa. Come Forum più che ripeterlo ogni anno che passa facendo anche proposte concrete che, puntualmente, restano inascoltate non sappiamo più cosa fare”

Geremia Acri Ho un debole per i deboli
Andria - venerdì 17 marzo 2017
© n.c.

86 mila italiani in meno nel 2016, crollo delle nascite, calo bilanciato dagli immigrati. Le straniere residenti in Italia hanno avuto in media 1,95 figli nel 2016, mentre le italiane sono rimaste sul valore di 1,27 figli. Lo certifica l'Istat che mette in evidenza un altro dato: la popolazione invecchia sempre di più.

Dai dati emerge che l’Italia non è un paese per bambini. I dati Istat mostrano per il 2016 un calo delle nascite rispetto al 2015. Nel 2016 le nascite sono stimate in 474mila unità, circa 12mila in meno rispetto all'anno precedente.

Meno nascite (-2,4% in un anno). Nel 2016 le nascite sono stimate in 474mila unità, circa 12mila in meno rispetto all'anno precedente. La riduzione osservata, che a livello nazionale è pari al 2,4%, interessa tutto il territorio, con l'eccezione della Provincia di Bolzano che registra invece un incremento del 3,2%.Il numero medio di figli per donna, in calo per il sesto anno consecutivo, si assesta a 1,34. I tassi di fecondità si riducono in tutte le classi di età della madre sotto i 30 anni mentre aumentano in quelle superiori. La riduzione più accentuata si riscontra nella classe di età 25-29 anni (-6 per mille), l'incremento più rilevante è, invece, nella classe 35-39 (+2 per mille). Nel complesso, a fronte di un'età media al parto che raggiunge i 31,7 anni, la fecondità cumulata da parte di donne di 32 anni compiuti e più è ormai prossima a raggiungere quella delle donne fino a 31 anni di età (0,67 figli contro 0,68 nel 2016).

Il calo bilanciato dagli immigrati. ll saldo naturale, costituito sottraendo i decessi dal bilancio delle nascite, registra nel 2016 un valore negativo per 134mila persone. È il secondo maggior calo di sempre, superiore soltanto a quello del 2015 (-162mila), ma il valore non incide sul numero di residenti perché equivale al saldo opposto, positivo, nei flussi migratori con l'estero: +135mila persone.

Gli italiani sono 60,5 milioni. Al primo gennaio 2017 si stima che la popolazione ammonti a 60 milioni 579mila residenti, 86mila unità in meno sull'anno precedente (-1,4 per mille). I decessi sono 608mila, dopo il picco del 2015 con 648mila casi, un livello elevato, in linea con la tendenza all'aumento dovuta all'invecchiamento della popolazione. Secondo le stime relative al 2016, il calo della popolazione non si presenta in tutte le Regioni. Le due Regioni più popolose del Paese, Lazio e Lombardia, registrano un incremento del +1,3 e del +1,1 per mille rispettivamente. L'incremento relativo più consistente è quello ottenuto nella provincia autonoma di Bolzano (+6,6 per mille) mentre nella vicina Trento si arriva appena al +0,3 per mille. Sopra la media nazionale (-1,4 per mille) si collocano anche l'Emilia-Romagna (+0,2 per mille) e la Toscana, quest'ultima tuttavia con un segno negativo del -0,5 per mille.
Nelle restanti Regioni, dove la riduzione di popolazione è più intensa, si è in presenza di un quadro progressivamente caratterizzato dalla decrescita che va dal Veneto (-1,9) alla Basilicata (-5,7).

Italiani sempre più in fuga all'estero. Non si arresta la fuga all'estero degli italiani. Nel 2016, infatti, sono 115 mila i connazionali che si sono trasferiti fuori dai confini. Il numero di italiani che decidono di trasferirsi in un Paese estero cresce del 12,6% rispetto al 2015 ed è quasi triplicato in sei anni.

Gianluigi De Palo, presidente del Forum delle Associazioni Familiari, organismo che rappresenta oltre 4 milioni di famiglie italiane, commentando i dati ha dichiarato: “Il Paese sta morendo. La politica, tutta, si dia una svegliata e faccia qualcosa. Come Forum più che ripeterlo ogni anno che passa facendo anche proposte concrete che, puntualmente, restano inascoltate non sappiamo più cosa fare”.

Il presidente del Forum delle Associazioni Familiari mostra tutta la sua preoccupazione nell’apprendere i dati dell’Istat perché: “…confermano che lentamente l’Italia sta scomparendo. Se tutti gli schieramenti politici e le migliori forze del Paese non si mettono attorno un tavolo e decidono di fare squadra per combattere questo preoccupante inverno demografico non andiamo da nessuna parte…Da anni diciamo che senza un fisco a misura familiare è sempre più difficile per le famiglie mettere al mondo un figlio. Dove dobbiamo arrivare per prendere provvedimenti seri? Cosa deve ancora succedere? Non bastano questi dati? Facciamo una scommessa: il prossimo anno saremo di nuovo qui a commentare dei dati ancora peggiori di quelli di quest’anno”.

Questa l’amara e triste conclusione del Presidente del Forum: “Senza famiglie e senza figli non ci sarà mai anche una ripresa economica”.

http://www.istat.it/it/files/2017/03/Statistica-report-Indicatori-demografici_2016.pdf?title=Indicatori+demografici+-+06%2Fmar%2F2017+-+Testo+integrale+e+nota+metodologica.pdf

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