Dolore toracico

Cause, diagnosi ed esami strumentali da eseguire

Domenico Di Noia La salute del cuore
Andria - lunedì 27 marzo 2017
© n.c.

E’ uno dei più frequenti sintomi riportati dai pazienti che si presentano in PS o nel Dipartimento di Emergenza-Accettazione (DEA). La diagnosi di dolore toracico risulta spesso difficoltosa perché altri organi (strutture intratoraciche quali l’esofago, la pleura, l’aorta, l’arteria polmonare, l’albero tracheobronchiale, il diaframma, il mediastino, ma in via riflessa anche organi extratoracici come lo stomaco, il duodeno, il pancreas e la colecisti, nonché tessuti del collo e della parete toracica, compresa la cute, i muscoli, il rachide, le articolazioni condrocostali e la mammella) possono dare origine ad una sintomatologia dolorosa per molti aspetti simile all’angina o all’infarto. Si definisce dolore toracico qualsiasi dolore che, anteriormente, si collochi tra la base del naso e l’ombelico, e, posteriormente, tra la nuca e la 12a vertebra e che non abbia causa traumatica o chiaramente identificabile che lo sottenda. L’anamnesi ( la storia di malattia coronarica documentata;  l’età, poiché con il suo aumentare cresce la prevalenza di malattia coronarica;  i fattori di rischio, ovvero la familiarità per evento ischemico)  e le caratteristiche del dolore rappresentano il primo strumento per il riconoscimento della sua possibile origine ischemica.

Il dolore toracico ha molte possibili cause.

CAUSE CARDIACHE

 Angina e  Infarto cardiaco:  Dolore di tipo gravativo, indicato come un senso di oppressione toracica, specialmente durante uno sforzo o anche a riposo dovuto all’ischemia miocardica (riduzione dell’afflusso di sangue e quindi  di ossigeno al cuore per un’improvviso restringimento delle coronarie) irradiato alle spalle e/o ad entrambe le braccia o al braccio sinistro, al collo (senso di costrizione) e/o alla mandibola  e associato a sudorazione e astenia (senso di spossatezza), della durata di circa 15-20 minuti (nell’angina) o prolungato  (infarto). Dissezione  (rottura) aortica: Questa condizione coinvolge l’aorta, l’arteria principale che trasporta il sangue  ricco di ossigeno dal cuore   a tutte le parti del corpo.  Pericardite: Questa condizione è dovuta ad un’infiammazione della membrana che circonda il cuore (pericardio), di solito provoca un dolore acuto che peggiora quando si respira e che
spesso è  simile a quello causato dall’infarto cardiaco.

ALTRE CAUSE

Gastrite/Reflusso gastrico/ernia iatale. Calcoli biliari o infiammazione della colecisti o del pancreas. Costocondrite: (Infiammazione delle cartilagini che uniscono le costole allo sterno). Dolori muscolari.  Fratture costali (Una frattura costale può causare dolore al petto). Embolia polmonare: è l'ostruzione acuta (completa o parziale) di uno o più rami dell'arteria polmonare, da parte di materiale embolico proveniente dalla circolazione venosa sistemica. Se tale ostruzione è causata da materiale trombotico viene definita più precisamente col termine tromboembolia polmonare (TEP). Si manifesta con dolore toracico oppressivo, difficoltà respiratorie,  palpitazioni. I casi più gravi possono portare al collasso, bassa pressione sanguigna e alla morte improvvisa.   Pleurite: Dolore di tipo sordo (profondo) ed intensificato dalla inspirazione e dalla tosse che insorge quando la membrana che ricopre i polmoni (pleura) si infiamma. Pneumotorace: Con il termine pneumotorace si indica la penetrazione di aria all’interno della cavità pleurica, spazio che  è compreso tra la pleura viscerale (quella che riveste il polmone) e quella parietale (che riveste dall’interno la parete toracica). Tale situazione provoca il collasso parziale o totale del polmone che, come tale, si “sgonfia” afflosciandosi all’interno del torace e rendendo difficoltosa, quando non addirittura impossibile, l’attività respiratoria. Si manifesta con dolore improvviso acuto trafittivo localizzato più frequentemente alla spalla dal lato del polmone colpito, ma talora interessante tutto il torace o l’addome, dispnea (difficoltà respiratoria) molto variabile per intensità. Nei casi piu’ gravi puo’ esordire con insufficienza circolatoria grave ( shock) ed arresto cardiocircolatorio. Attacco di panico: Spesso attacchi di panico acuti si possono associare a dolore toracico, battito cardiaco accelerato (tachicardia), accelerata frequenza respiratoria (tachipnea), sudorazione profusa, sensazione di fame d’aria (dispnea), nausea, vertigini e paura di morire.

LA DIAGNOSI DI ISCHEMIA MIOCARDICA (ANGINA-INFARTO)

Per una corretta diagnosi sono necessari: ANAMNESI; ESAME FISICO; ECG;  ECOCARDIOGRAMMA 2D COLOR-DOPPLED, MARKER DI NECROSI.

Nel caso in cui ECG, ECOCARDIOGRAFIA BIDIMENSIONALE COLOR-DOPPLER (Questa metodica può evidenziare o escludere anormalità della motilità parietale in pazienti con dolore toracico.) e MARKER DI NECROSI ( Al momento, tra i biomarcatori impiegati come supporto per stabilire una giusta diagnosi e per il monitoraggio in casi di sospetta sindrome coronarica  il piu’ affidabile è la Troponina I, che tende ad aumentare in positivo quando il paziente è affetto da danno cardiaco, con la tendenza a rimanere elevato anche per due settimane. Con l’aumento della Troponina nelle ore seguenti all’episodio di dolore toracico, si può effettuare la diagnosi di infarto)  non escludano un dolore toracico di origine cardiaca è consigliato il ricovero presso un Reparto di Cardiologia dove verrà proseguito l’iter diagnostico secondo i protocolli in uso. Per le altre patologie che causano dolore toracico, un accurato esame clinico, unitamente all’esecuzione degli accertamenti sopra menzionati, garantirà l’accuratezza e la velocità diagnostica necessarie. 

 

ESAMI STRUMENTALI  DA ESEGUIRE DURANTE IL RICOVERO PER LA DIAGNOSI DI ISCHEMIA MIOCARDICA

 

ECOCARDIOGRAFIA CON STRESS FISICO: Un ecocardiogramma basale permette l'acquisizione delle immagini del cuore prima che venga effettuato lo sforzo. Questa è la valutazione basale alla quale il medico fa riferimento. A questo punto il paziente inizia ad eseguire lo sforzo fisico (sulla cyclette, sul tappeto rotante o sul lettoergometro) fino a raggiungere una intensità massima. All'apice dello sforzo il paziente interrompe e si sdraia velocemente sul lettino dove il medico esegue una nuova ecografia ed acquisisce delle immagini, nelle proiezioni usuali, che vengono paragonate con quelle basali. SCINTIGRAFIA MIOCARDICA:  è un esame diagnostico di medicina nucleare, che permette di conoscere lo stato di salute delle coronarie e l'irrorazione del miocardio. Trattandosi di una tecnica di medicina nucleare, richiede l'iniezione di radiofarmaci, ovvero sostanze contenenti isotopi radioattivi. Una volta nell'organismo, questi radiofarmaci vengono rintracciati mediante un apposito strumento di rilevazione, che fornisce delle immagini molto chiare e significative. La scintigrafia miocardica prevede due momenti: in una prima fase, viene analizzato il cuore mentre è sottoposto a uno sforzo e, in una seconda fase, viene osservato il cuore mentre è lasciato a riposo. In vista dell'esame, è necessario attenersi ad alcune importanti indicazioni, le quali verranno esposte dal medico durante una visita precedente. Durante o in seguito ad una scintigrafia miocardica è possibile che insorgano alcune complicanze, tuttavia si tratta di eventualità alquanto rare. RISONANZA MAGNETICA CARDIACA O CARDIO RM: è un sofisticato esame di diagnostica strumentale che, utilizzando la tecnologia RM, permette di studiare in modo approfondito tutte le strutture cardiache e, in particolare, il miocardio (la parte muscolare del cuore), il suo movimento, la sua perfusione e la sua vitalità. Per la sua corretta esecuzione e interpretazione è necessario un team di specialisti composto da tecnico radiologo, medico radiologo e cardiologo, tutti con competenze specifiche. Per eseguirlo si utilizzano campi elettromagnetici non dannosi per il paziente. La risonanza magnetica cuore viene solitamente richiesta da uno specialista cardiologo o cardiochirurgo .TAC CARDIACA MULTISTRATO: permette di esplorare con maggiore precisione le coronarie e la cavità cardiaca.  PET  CORONARICA: consente la valutazione dello stato funzionale del miocardio danneggiato da ischemia. L’analisi qualitativa delle immagini di distribuzione del radiofarmaco nel tessuto miocardico consente di evidenziare territori del cuore ischemici (diagnosi differenziale tra ischemia, esiti d’infarto e tessuto miocardico normale) e valutare l’effetto della terapia coronaroattiva o delle procedure di rivasdcolarizzazione (PTCA, by-pass). CORONAROGRAFIA: è una metodica che consente di visualizzare direttamente le arterie (arterie coronariche) che distribuiscono il sangue ai tessuti che costituiscono il cuore. Presupposto indispensabile alla sua esecuzione è l’introduzione nel corpo di cateteri attraverso i quali si inietta a livello delle coronarie una sostanza ( mezzo di contrasto) che consente di visualizzare le arterie stesse. La coronarografia viene effettuata in ambiente apposito, che viene denominato Laboratorio di Emodinamica, e in condizioni di sterilità. 

Il cuore dell’uomo è un grande enigma che le persone più esperte del mondo non hanno ancora risolto.

Bonaventure d'Argonne, L'educazione, 1691

Altri articoli
Gli articoli più letti