Il cuore delle donne

La prevenzione cardiovascolare declinata anche al femminile

Domenico Di Noia La salute del cuore
Andria - venerdì 28 aprile 2017
© n.c.

Il 22 aprile si è celebrata la Seconda giornata nazionale della salute della donna. In questa occasione il ministro Lorenzin ha ribadito che è necessario: “Riconoscere la medicina di genere per mettere al centro la salute femminile. La parola d’ordine è prevenzione”. In occasione della giornata che celebra la salute al femminile si sono tenuti incontri, eventi, dibattiti e soprattutto screening gratuiti e informazioni alle donne in oltre 150 strutture sanitarie su tutto il territorio nazionale. La Seconda giornata nazionale della salute della donna, ricorre in occasione della data di nascita di Rita Levi Montalcini.

Le malattie cardiovascolari sono la seconda causa di morte nelle donne di 45-64 anni e la terza in quelle di 25-44 anni. Solo il 57 per cento delle donne sa che le malattie cardiovascolari sono un fattore di rischio significativo per la mortalità. Sono il 51% le donne che muoiono a causa di una patologia cardiovascolare in Europa al confronto con il cancro al seno che ne uccide il 3%. Ogni anno anche in Italia, le malattie cardiovascolari e l'infarto sono la prima causa di morte nelle donne. 41% i decessi femminili, 37% i decessi maschili. Ogni anno in Italia più di una donna su 3 muore a causa di una malattia del cuore.

È necessario quindi che le donne siano informate su particolari condizioni che possono aumentare il rischio in età fertile, in gravidanza e infine, al sopraggiungere della menopausa.

Se in età fertile il cuore della donna è protetto dagli estrogeni, dopo la menopausa aumenta il rischio di incorrere in eventi cardiovascolari (infarto, ictus), favoriti dall'insorgere di ipertensione, diabete, obesità, aumento del colesterolo, dei trigliceridi e della glicemia. Gli estrogeni, riducono il colesterolo, proteggono dal diabete ed hanno un effetto benefico sul metabolismo femminile e quindi proteggono la donna da eventi cardiovascolari, ma nel momento in cui la protezione esercitata dagli estrogeni si affievolisce, dopo la menopausa, le donne si ritrovano più vulnerabili ad infarto, insufficienza cardiaca e morte cardiaca improvvisa.

La menopausa, che quindi si accompagna spesso ad incremento del colesterolo totale ed LDL e a riduzione del colesterolo HDL (quello buono), è frequentemente associata anche ad ipertensione arteriosa e ad un maggior sviluppo di diabete mellito che è un fattore di rischio estremamente severo soprattutto nella donna, in quanto provoca la formazione della placca aterosclerotica.

Età e assenza di estrogeni sono, insieme, dunque, le principali cause di rischio per malattia cardiovascolare in post-menopausa.

Le donne, a differenza degli uomini, possono anche non avere come prima manifestazione clinica l’angina pectoris. Mentre nell’uomo si manifesta il dolore al centro del torace, che si estende anche al braccio sinistro, nelle donne i sintomi sono più confusi e più difficili da interpretare. É importante quindi cercare di non sottovalutare nessun tipo di segnale, perchè ogni piccolo cambiamento nella percezione del proprio corpo può essere un campanello d'allarme. Ecco una lista dei principali sintomi di infarto nelle donne: Caratteristiche “tipiche” dei sintomi di cardiopatia ischemica: - Pressione, bruciore, senso di costrizione al centro del torace - Malessere a braccia, guance, collo, mascella, stomaco e schiena - Dispnea - Affaticabilità, sudorazione algida, nausea, debolezza. Caratteristiche “atipiche” dei sintomi di cardiopatia ischemica: - Dolore interscapolare, alla mascella o al collo - Dispnea - Sintomi simil-influenzali: nausea o vomito - Facile affaticabilità o astenia - Ansia, inappetenza, malessere. Test comunemente utilizzati per la diagnosi di coronaropatia sono considerati: ECG, esame ecocardiografico trans toracico a riposo, test ergometrico, ecocardiografia da stress ( è l’indagine che ha la maggiore capacità nel riconoscere la coronaropatia nella donna che presentano stenosi vascolari multiple), scintigrafia miocardica, angioTAC coronarica, coronarografia.

La prevenzione cardiovascolare

Ben il 75% degli eventi coronarici che colpiscono il mondo femminile potrebbero essere prevenuti con scelte di vita migliori. Infatti, i fattori di rischio cardiovascolare sono il fumo, un’alimentazione ricca di grassi, alta pressione arteriosa, diabete, grasso viscerale e sedentarietà. Ancora altri fattori di rischio sono considerati il ciclo irregolare, la menopausa precoce, le complicanze della gravidanza come diabete o ipertensione gestazionale, fino alle terapie ormonali sostitutive. Dal “Progetto cuore” dell’Istituto Superiore di Sanità è emerso che il 58% delle donne in menopausa risultano ipertese, il 51% soffre di ipercolesterolemia, il 67% è in sovrappeso o obesa, il 12% hanno il diabete. Anche la personalità e le reazioni individuali allo stress sono associati allo sviluppo della cardiopatia ischemica. Da tempo è stata segnalata una stretta connessione tra tipo di personalità, relazioni interpersonali e stato di salute. Gli individui che si mostrano aggressivi e competitivi si ammalano più facilmente e sono più spesso colpiti da infarto. Viceversa, le persone calme, non aggressive e disponibili a interpretare la realtà anche secondo la prospettiva degli altri, godono in genere di migliori condizioni di salute.

La prevenzione cardiovascolare quindi deve essere declinata anche al femminile per tutelare la salute del cuore delle donne, troppo spesso trascurato, e deve essere garantita con comportamenti di stile di vita salutari e programmi di controlli periodici.

Nell’ambito di una corretta prevenzione è estremamente importante raccomandare alle donne, soprattutto in post-menopausa, un buon controllo dei principali fattori di rischio e un corretto stile di vita: smettere di fumare (anche le “piccole” fumatrici, da 1 a 4 sigarette al giorno, hanno un rischio più del doppio di sviluppare malattia coronarica rispetto alle donne che non fumano), fare un'attività fisica regolare, avere una dieta sana e il peso sotto controllo, non soltanto per ridurre un potenziale rischio cardiovascolare già esistente, ma anche perché uno stile di vita sano può impedire ai fattori di rischio più importanti di svilupparsi. In conclusione, la probabilità di sviluppare patologie acute cardiovascolari anche nelle donne è legata alla presenza di fattori di rischio: ipertensione, dislipidemia (ipercolesterolemia), diabete, fumo, sesso e età. Una minaccia che dalle donne si rivela sottovalutata, evidentemente nell´illusione che le patologie cardiache siano a esclusivo appannaggio degli uomini. La mancata consapevolezza del rischio clinico di patologie cardiovascolari e una sintomatologia meno importante dell’ infarto espongono il cuore delle donne a rischi non meno pericolosi rispetto a quelli che riguardano gli uomini. Così, ad esempio, la mortalità per infarto continua a essere superiore nella popolazione femminile (tra il 10 e il15 per cento) rispetto a quella maschile (3/7 per cento). Per ogni donna con cancro alla mammella, sono almeno 10 le donne esposte al rischio di ammalarsi di malattie cardiovascolari.

“Accetta le stagioni del tuo cuore, come hai sempre accettato le stagioni che passano sui tuoi campi”. Khalil Gibran

Altri articoli
Gli articoli più letti