Consob sanziona BPV

L'ultimo tassello per comprovare che la banca aveva bilanci non veritieri e il prezzo delle azioni era gonfiato: ora via alle cause civili

Laura Maria Pia Tota Note su "I diritti di noi tutti"
Andria - venerdì 19 maggio 2017
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Lo scorso tre maggio, scorso la Consob ha reso noto sul suo sito di aver sanzionato Banca Popolare di Vicenza, all’esito di una lunga istruttoria, per la non correttezza di una serie di informazioni fornite al mercato negli anni 2013, 2014 e 2015.

In particolare, la Consob ha comunicato di aver comminato a Banca Popolare di Vicenza e agli ex amministratori e componenti del Collegio sindacale, una sanzione complessiva di 9,14 milioni di euro per violazioni commesse dai vertici aziendali tra l’aprile 2011 e l’aprile 2015. La Consob ha accertato che la banca vicentina ha violato le discipline in materia di regole di condotta degli intermediari nei confronti della clientela, di prospetto, di offerte al pubblico e di informazione societaria.

I comportamenti illeciti, spiega Consob nella nota che descrive il primo dei provvedimenti sanzionatori, risultano essere «frutto di scelte aziendali riconducibili, secondo i rispettivi ruoli e responsabilità ai principali livelli decisionali e di controllo interno della banca». Nel dettaglio, Consob contesta alla banca informazioni al pubblico non corrette o incomplete in merito al valore delle azioni e relativamente agli aumenti di capitale del 2013 e del 2014 e all’evoluzione della compagine sociale.

Tanto premesso, questi documenti e le relative sanzioni Consob, rappresentano l’ultimo tassello formale, oltre ai documenti già acquisiti in precedenza, inerenti le ispezioni di BCE e Banca d’Italia (anch’esse con contenuti favorevoli agli azionisti), per comprovare che la banca aveva bilanci non veritieri e il prezzo delle azioni era gonfiato.

A questo punto, dopo l’acquisizione di questa ulteriore e importante documentazione probatoria sulle condotte illegittime tenute dalla Banca negli anni passati, per tutti coloro che non hanno inteso aderire alla transazione, Confconsumatori procederà con l’avvio delle cause civili nei confronti della banca per il recupero delle somme investite nell’acquisto delle azioni.

Chi fosse interessato potrà rivolgersi alle sedi territoriali di Confconsumatori (ad Andria, alla via G. Poli 126; tel. n. 345/7361836; 324-9913773 – email: andriaconfconsuma@libero.it) che provvederà ad inserirlo nei giudizi che si andranno ad instaurare presso il Tribunale.

Ai fini della solvibilità della banca comunichiamo che è altresì ormai chiaro e delineato il procedimento di salvataggio di BPVI: esso prevede prima una fusione con Veneto, con conseguente doloroso taglio di costi (dipendenti e chiusura filiali). Cessioni di asset importanti che porteranno liquidità immediata (ad es. la quota detenuta da BPVI nel Fondo Arca, nonché rilevanti pacchetti di crediti deteriorati). Punto fondamentale sarà anche la ricapitalizzazione per 2,2 miliardi euro garantiti dallo Stato con proprie emissioni obbligazionarie. Attualmente è in corso il confronto tra la Popolare di Vicenza e le autorità europee, il Tesoro e la Bce. La BPVI quindi punta ad ottenere dalle autorità europee il via libera ad utilizzare gli aiuti di Stato già prima dell’estate, entro fine giugno.

Per avere informazioni e aggiornamenti sul Caso BPV è possibile rivolgersi direttamente alla Confconsumatori Andria alla via G. Poli 126; tel. n. 345/7361836; 324-9913773 – email: andriaconfconsuma@libero.it, ovvero alle sedi territoriali di Confconsumatori.

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