Milioni di serrature non riescono a tenermi chiuso il cuore

"Queste sbarre possono dividere i nostri corpi dalla libertà ma non possono dividere 2 cuori composti da un battito solo”

Michele Chieppa Tensionevolutiva
Andria - venerdì 19 maggio 2017
© n.c.

«Penso che in questa settimana avremo modo di fare molte nuove conoscenze! E questo mi attira molto! Mi piacerebbe navigare con la testa ... fuori da queste 4 mura tramite le esperienze che ci raccontano le persone al di fuori di queste 4 mura! Perché chi nasce libero non può morire prigioniero! E queste sbarre possono dividere i nostri corpi dalla libertà ma non possono dividere 2 cuori composti da un battito solo». (Pensiero di un ragazzo minorenne detenuto all’IPM Fornelli di Bari riscritto fedelmente dall'originale riportato su un foglio di carta stropicciato)

Queste righe urlano al mondo il bisogno di sancire un nuovo inizio. Un inizio nel modo di pensare ai detenuti, o a chi per loro, in modo diverso, partendo dall’uomo, dal cuore che pulsa al suo interno. Lo stesso cuore batte in ognuno di noi e allo stesso modo spinto da quei sentimenti universali che tutti noi proviamo. Questo pensiero vuole dire basta, Vuole essere l’inizio dell’abbattimento di pre-giudizi che non portano alla crescita ma portano il soggetto detenuto ad identificarsi in un “io” deviante. È a questo punto che opera la stigmatizzazione, impadronendosi del fuorviante e facendogli credere di non avere altra scelta. Ebbene sì, siamo noi che togliamo loro la scelta di poter cambiare, noi non diamo la possibilità di percorrere altre vie, noi che ogni giorno alimentiamo lo stigma che genera nell’individuo la consapevolezza di non potere più tornare indietro.

Tornare indietro è possibile, invece, in una dinamica nella quale si vuol guardare al domani con più fiducia in se stessi, credendo fermamente che un “io” diverso è possibile.

I ragazzi hanno bisogno di sperare nell’uomo e non possono, e non devono, nutrirsi di tipizzazioni che il mondo esterno gratuitamente riversa contro di loro.

La limitazione della libertà o gli errori commessi non devono essere causa di differenza.

Mi piacerebbe vivere in una società che si impegni a costruire più ponti, piuttosto che impegnarsi ad abbatterli, e questo può avvenire solo se partiamo dal nostro “io”.

“queste sbarre possono dividere i nostri corpi dalla libertà ma non possono dividere 2 cuori composti da un battito solo”

Jovanotti canta: “eppure, eppure, eppure, milioni di serrature non riescono a tenermi chiuso il cuore”.

Quali sono le nostre sbarre? Cosa limita la nostra libertà e felicità? Le nostre serrature hanno la forza di tenerci chiusi in noi stessi, oppure la tensione per il prossimo è più forte dei nostri pre-costrutti?

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