Faustein, Mariett e i viaggi della speranza a Maria d'Ortanova

La devozione per la Madonna "​Saup a r Criuc"

Vincenzo D'Avanzo Una foto, una storia
Andria - venerdì 26 maggio 2017
© n.c.

"Saup a r Criuc" la devozione per la Madonna era molto sentita tanto che il mese di Maggio il quartiere diventava una chiesa a cielo aperto: in ogni strada sorgevano altarini intorno ai quali si riunivano le persone della zona per il rosario serale. Gli altarini si arricchivano durante il mese di fiori, candele, piante che ciascuno portava da casa, anche per un pizzico di concorrenza con gli altari del vicinato. Il parroco poi passava durante il mese dai diversi altarini accompagnando in processione la statuetta della Madonna che veniva ospitata per una sera secondo un calendario precostituito.

La fede semplice dei fedeli faceva sì che a queste iniziative si attribuisse un valore scaramantico che i sacerdoti facevano fatica a scongiurare. Proprio alle spalle della chiesa delle Croci per anni si svolse una specie di gara tra la Madonna di Pompei e la Madonna dell’Altomare. Vivevano una accanto all’altra Faustein i Mariett, la prima vedova di guerra la seconda felicemente sposata a u scarpoir. Faustein era assai devota alla Madonna di Pompei: ogni sera in casa recitava il rosario, era attenta alle celebrazioni della supplica alla Madonna di Pompei, sia a maggio che ad ottobre, e organizzava i pellegrinaggi a Pompei. A tal fine faceva anche raccolta di elemosine e con queste realizzò all’interno della chiesa l’altare dedicato alla Madonna e fu festa grande quando riuscì a sostituire il quadro con una bella statua della Madonna del Rosario. Mariett scelse la Madonna più facile, quella dell’Altomare, che ad Andria poteva contare su una marea di devoti. Tuttavia il santuario non era la sua parrocchia e quindi nulla poteva in termini concreti. Ecco che si diffonde la voce che in quel di Ortanova la Madonna dell’Altomare si è scelta una supplente sulla terra, una certa Maria (detta appunto d’Ortanova) che non faceva miracoli ma riusciva ad ottenerli, che non indovinava ma riusciva ad avere l’ispirazione giusta, che non era psicologa ma capiva i tormenti delle persone: insomma una persona tuttofare ma sempre per nome e per conto della Madonna. Mariett allora si mise a organizzare i “viaggi della speranza”: ogni mattina due o più macchine a noleggio (allora le macchine non erano diffuse e con il traino non era facile, specie perché le donne ci andavano spesso di nascosto dal marito, quindi dovevano stare per mezzogiorno a casa) partivano alla volta di Ortanova per chiedere il responso di Maria (quella terrena). Il marito di Mariett prendeva le prenotazioni stando sempre presente a casa dove faceva u scarpoir. Per questo egli era diventato l’enciclopedia dei malanni di Andria e qualche volta bastava poco per agevolare l’iscrizione nell’elenco in caso di particolare urgenza. Anche Maria d’Ortanova non rifiutava le offerte, che dovevano essere così copiose se si permise di costruire anche una chiesa dedicata alla Madonna. Perché intorno alle devozioni debba girare sempre del denaro è cosa che non capisco ancora oggi.

Il parroco delle Croci si barcamenava tra Faustein i Mariett senza prendere posizione, anche se era evidente che aveva in particolare simpatia Faustein che sembrava più ortodossa. Ma un giorno accadde l’imponderabile. Il parroco era solito portare la comunione ai malati in forma solenne: un chierichetto che suonava il campanello, il sacrestano dietro con “l’ombrello per viatico” e due fedeli che lo affiancavano. Il campanello serviva ad avvisare i fedeli del passaggio della Eucarestia e molti uscivano sull’uscio di casa e si inginocchiavano, si facevano il segno della croce e si inchinavano. Capitò quella mattina che questa piccola processione passasse davanti alla casa di Mariett proprio mentre questa stava assegnando i posti nelle macchine e nella confusione non si accorse della processione, quindi, non si fermò al passaggio della Eucarestia. Il sacerdote la richiamò ad alta voce e da allora le tolse il saluto, che allora aveva il senso della scomunica.

Le quotazioni di Mariett crollarono definitivamente quando capitò un incidente più grave. Da Maria di Ortanova andava la varia umanità: la ragazza per chiedere se doveva trovare marito o se in procinto di sposarsi se il matrimonio sarebbe andato bene, il malato se doveva guarire, chi doveva fare un acquisto importante se sarebbe stato conveniente o se l’affare sarebbe andato a buon fine. Ecco che a un contadino viene prospettata la possibilità di comprare un pezzo di terreno abbasc a u calvarie. Il mediatore lo decanta come adatto per l’orto soprattutto perché attraversato dal canalone. L’acquirente ha dei dubbi perché si sente troppo la puzza di fogna e nota nel canalone i liquami, ma il mediatore lo convince argomentando che usando quell’acqua per innaffiare non avrebbe avuto bisogno del concime. Il contadino sembrava essersi convinto e ne parlò in casa. La moglie manifestò anche lei dei dubbi e disse al marito di prendersi qualche giorno per decidere. All’insaputa del marito il giorno dopo andò da Faustein per sentire il suo parere, ma questa se ne lavò le mani: “mic andvoin ioie, vè a cherra vann”, disse con acida ironia. La poveretta non ci pensò due volte e andò a prenotare una visita urgente ad Ortanova. Dopo tre giorni si mise in viaggio con il gruppo. Durante il viaggio chiese alle altre donne se le facevano la cortesia di farla parlare per prima, “quann Mareie ste fresck” e quindi “put addvnè meggh”. Permesso accordato. Quando fu al cospetto della santona espose il fatto e la supplente della Madonna rispose con l’accento foggiano: “ogni lassoit è pers”. La signora sorrise e appena tornata in Andria a pranzo disse al marito: “uagnà, ogni lassoit è pers, accatt”. E il poveretto accattè.

Preso dall’euforia il contadino si mise al lavoro: dissodò con la zappa il terreno, lo rivoltò per ossigenarlo e alla fine ci piantò le melanzane. Crescevano bene e anche abbastanza veloci, tanto che lui se ne vantava con gli amici. Le innaffiava spesso “p r quartoir” lasciando passare anche i galleggianti, buon concime. Quando si avvicinò la maturazione portò un mediatore riuscendo a fare un buon prezzo perché le melanzane erano belle e grosse. Il mediatore disse però che avrebbe pagato a raccolto avvenuto perché qui intorno c’è gente poco raccomandabile (allora) e non vorrei che…..

Il poveretto cominciò a fare la guardia alle melanzane. Ma i ladri in agguato non erano le persone che abitavano intorno ma le nuvole del cielo: due giorni prima del raccolto un violento acquazzone fa straripare il canalone “i la chiain” devasta tutto l’orto, per fortuna si salvò lui che ebbe la prontezza di spirito di abbandonare la bicicletta e scappare a piedi. Pianse il poveretto e tornò a casa lentamente. La moglie, temendo che il marito la rimproverasse per aver dato il suo consenso si lasciò sfuggire che aveva consultato Maria d’Ortanova. Il marito non se lo fece ripetere “i la tavlscè bella bella”. Chiaramente la notizia si diffuse e i viaggi ad Ortanova diminuirono drasticamente.

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