Caramelle non ne voglio più..

Mina diceva che non ne voleva più, invece alcuni ne vorrebbero una ogni 10 minuti. Ma perché?

Addolorata Carretta Dimmi cosa (e come) mangi e ti dirò chi sei
Andria - venerdì 26 maggio 2017
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Caramelle non ne voglio più..

Mina diceva che non ne voleva più, invece alcuni ne vorrebbero una ogni 10 minuti. Ma perché?

Molte persone affermano di non poter fare a meno di una dose quotidiana di dolci perché lo zucchero influenza le sostanze chimiche che fanno “stare bene” (come la serotonina e la dopamina) presenti nel cervello allo stesso modo delle sostanze stupefacenti.

Vogliamo chiamarla dipendenza dagli zuccheri, disturbo alimentare o semplicemente cattiva abitudine, esistono comunque segni che caratterizzano un utilizzo malsano degli alimenti zuccherati come perdere il controllo e ingerire quantità di dolci maggiori del previsto oppure sperimentare sintomi da astinenza quando non è possibile soddisfare la voglia quotidiana di dolce. I sintomi che caratterizzano bassi livelli di zuccheri nel sangue includono un po’ di ansia, agitazione, nervosismo e talvolta sudore freddo.

Quando l’aumento di peso non dipende da cause strettamente patologiche, potremmo ingrassare perché in noi esiste un personaggio che non è felice, è insoddisfatto. E chi non è felice ? la bambina che è in noi. Il personaggio a cui faccio riferimento è a quell’io bambino che è in noi. L’IO BAMBINO comprende quegli aspetti tipicamente infantili come la spontaneità e l’emotività nonché i comportamenti e le esperienze sperimentate durante l’infanzia. Quando è attivo lo stato dell’IO BAMBINO, ci si comporta come quando si era bambini, mettendo in atto le stesse strategie, ed essendo influenzati dalle stesse paure. Tale concetto si ritrova espresso nella teoria degli stati dell’Io di Eric Bern .

Fateci caso, chi sono coloro che mangerebbero una infinità di caramelle? I bambini! Devono finire il pacchetto, e magari le loro preferite sono le più dure da sgranocchiare , perché quel rumore, è il rumore per farci sentire che sono lì, che esistono e per invadere lo spazio degli adulti. Potrebbero essere quelle gommose, perchè morbide come una mamma che ti abbraccia e ti coccola, oppure quelle colorate che già visivamente producono al cervello allegria, data la grande gamma di tonalità che si presenta in un bel cestino di caramelle.

Notate, la prossima volta che vi affacciate ad un negozio di abbigliamento, in un salone di parrucchieri o al supermercato, vicino alla cassa sbuca il classico piattino o stand di caramelle. Tentano di addolcire e colorare la nostra vita ingrigita dalla routine e a commettere uno strappo alla regola magari acquistando un capo in più.

La caramella diventa un canale comunicativo tra noi e l’altro , la caramella ci riporta indietro alla nostra infanzia.

Ci sono caramelle dai sapori vintage ormai, ma che tutt’oggi sono le più vendute :
dalle Tabù, passando per Morositas e Fruit Joy, senza dimenticare le classiche Rossana ,meglio note come le caramelle della nonna, perché sempre a portata di bocca quando si andava a casa sua, fino alle più recenti Fruittella e Alpenliebe e le mitiche Galatine.

Spesso ce lo ricordiamo : “ Non sono più una bambina!” ma il nostro lato infantile , anche in altri ambiti , non dovrebbe spegnersi mai per mantenere vivo quell’entusiasmo che solo i bambini hanno verso la vita.

Riscoprire il piacere di giocare, senza giudicarsi, come quando si è piccoli potrebbe esser il motore che fa ripartire il nostro metabolismo e porre fine al rifugio verso cibi ipercalorici e zuccherini.

Quando si è troppo razionali, pragmatici, maturi o legati al senso di colpa , la bambina che è in noi comincia a fare i capricci e si ribella a questo sistema così rigido da noi messo in atto. La bambina che è in noi sentendosi messa da parte fa emergere prepotentemente la voglia di dolci.

Nella quotidianità quindi, bisognerebbe dare più spazio al gioco, all’avventura, alla spensieratezza e divertimento, ai codici adolescenziali della nostra anima. Esercitarci a tornare bambini, sicuramente però non trascorrendo ore intere al Candy Crush, giochino delle caramelle da spostare, allineare, eliminare, che impazza su telefonini, tablet e computer di mezzo mondo attraverso una piattaforma che non è casuale utilizzi la caramella come format visivo e attrarre milioni di followers.

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