007 Skyfall

Con Daniel Graig, Judi Dench, Ralph Fiennes, Ben Whishaw

Andria - venerdì 16 novembre 2012
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Diretto da Sam Mendes


Con Daniel Graig, Judi Dench, Ralph Fiennes, Ben Whishaw.
Prod. GB/USA – 2012

Uno strano individuo emerge dal passato di M (Judi Dench), capo della squadra di agenti operativi MI6. L'agente 007 (Daniel Craig) salvatosi miracolosamente da un’operazione ad Istanbul non esita ad attivarsi per aiutarla a liberarsi dell'astuto e pericoloso criminale che la minaccia.

Arrivato ormai alla sua 23esima avventura cinematografica, a cinquant’anni dal primo film “Agente 007, licenza di uccidere”, James Bond, nato dalla penna di Ian Fleming in questo “Skyfall” non sembra accusare i segni del tempo, né temere i mutati gusti del pubblico, riuscendo a far breccia anche nel distratto e chiassoso popolo della generazione Internet.

Mettendo da parte coerenza e verosimiglianza (caratteristiche di cui la fortunata saga cinematografica ha sempre volentieri fatto a meno) l’inossidabile agente segreto torna alla carica più ringalluzzito che mai. E già l’incipit ce lo mostra determinatissimo, in piena azione, morto e subito resuscitato. Un miracolo che solo il cinema d'azione riesce a compiere.
  
In questa nuova avventura di Bond c’è un evidente tentativo di rinverdire il personaggio, di umanizzarlo, di dargli maggiore spessore, soprattutto giocando sull’elemento  vulnerabilità. Uno 007 che, sdoganatosi dall’irritante aplomb britannico alla Roger Moore (anche se l’elemento ironico continua a rimanere sottotraccia nel tessuto narrativo) è potenzialmente più allineato alla nuova sensibilità cinematografica nolaniana de “Il cavaliere oscuro”.

Il film si avvale della mano ferma di Sam Mendes alla regia, della brillante fotografia di Roger Deakins e del montaggio frenetico di Stuart Baird. E c’è il momento che tutti i bondiani incalliti attendono: i celeberrimi titoli di testa alla 007. Così, dopo la frenetica introduzione in stille full-action, non si rimane indifferenti agli ipnotici arabeschi visivi creati da Daniel Kleinman, sostenuti dagli arrangiamenti di Thomas Newman e gli incantevoli vocalizzi di Adele.

Se l’idea era quella di fare una sorta di “puntata speciale” per festeggiare i cinquant’anni del più famoso agente cinematografico, si è colto nel segno, con una pellicola avvincente, forse a tratti un po' lenta, ma sicuramente all'altezza di molte precedenti avventure dell'eroe Fleminghiano. Ancora una volta James Bond centra il bersaglio.

 

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