Le streghe di Salem

Regia di Rob Zombie e interpreti Sheri Moon Zombie, Ken Foree, Dee Wallace, Bruce Davison, Jeffrey Daniel Phillips

Andria - venerdì 03 maggio 2013
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USA 2013 – 101 min.


Salem, Massachussets: Heidi è una ex-tossicodipendente e lavora come dj in una radio locale. Un giorno riceve una misteriosa scatola di legno contenente un disco in vinile la cui ipnotica melodia, suonata al contrario, le provoca strane sensazioni e il riemergere di un trauma legato al passato. Con grande sorpresa quel brano diventa una hit così da convincere la dj ed i suoi colleghi ad organizzare un concerto per la rock-band che lo ha composto, i Lords of Salem. Lo spettacolo comincia ma si rivela ben diverso da quanto ci si aspettava.

A dir poco deludente questa ennesima incursione di Rob Zombie nel genere horror.  Preceduto da un tamtam mediatico che ha alimentato le attese, il nuovo film del musicista statunitense non convince del tutto, segnando una battuta d'arresto (speriamo momentanea) rispetto alle sue precedenti prove registiche certamente più calibrate ed interessanti, come “La casa dei 1000 corpi” ed “Halloween – The beginning”.

La bella fotografia e le ottime intuizioni scenografiche non bastano a risollevare le sorti di un film troppo sbilanciato verso l'effetto visivo e l'elemento estetico-formale, tralasciando coerenza della storia e psicologia dei personaggi.
La presenza di Sheri Moon Zombie, compagna e interprete-feticcio del regista, si risolve nel mostrare i suoi coloratissimi tatuaggi, mentre sicuramente più interessante appare il coinvolgimento di volti di culto fra i quali Ken Foree, l'indimenticabile soldato Peter di 'Dawn of the Dead' di George A. Romero,  Meg Foster protagonista di un altro classico del genere "Essi vivono" di John Carpenter e Dee Wallace, che ha avuto diversi ruoli-chiave in classici del brivido come “Cujo”, “L'ululato”, “Critter, oltre alla fiaba fantascientifica, "E.T. l'extraterrestre" di Steven Spielberg.

Se risulta apprezzabile il tentativo di Rob Zombie di volersi distaccare dai suoi precedenti lavori, il genere demoniaco-stregonesco non sembra essere nelle sue corde: rubacchia qua e là dai classici di Polansky, Argento e Carpenter, non riuscendo a dare unità e compattezza al racconto, creando un fumoso impasto di suoni, immagini e dialoghi a tratti imbarazzante. L'effetto è un tecnicismo fine a se stesso ed un esercizio di stile che poco coinvolge, emoziona o spaventa.

Mentre ne "La casa dei 1000 corpi" erano il nihilismo, la violenza visiva e la mancanza di appigli rassicuranti a (dis)turbare lo spettatore e nel suo primo "Halloween - The Beginning" lo scavare (come neanche Carpenter aveva osato fare) nella follia della quotidianeità che si annida fra le mura domestiche, con "Le streghe di Salem" si sterza verso un horror enfatico e barocco, piuttosto epidermico e puerile.

Rob Zombie ha acquistato sicurezza dal punto di vista tecnico, ma sembra aver smarrito la freschezza e la lucidità del suo sguardo iniziale, limitandosi ad un esercizio di stile, disseminando il tutto con elementi blasfemi e provocatori, pur di suscitare ribrezzo e fastidio, tanto per non smentire la sua fama di artista maledetto. Ma anche sotto questo aspetto tutto rimane molto in superficie e, alla fine, poco incisivo. Aleggia un'atmosfera di déjà vu, appesantita da un montaggio lento e inadeguato. Più che terrore, paura o raccapriccio, soprattutto tanta noia.

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