Perché piazza Catuma ha questo nome?

L'origine del nome della piazza andriese

Antonella Casucci Impara l'Arte e...
Andria - venerdì 21 giugno 2013
©

Una delle piazze più antiche e rappresentative della nostra città è Piazza Vittorio Emanuele II, più comunemente nota come piazza Catuma. In realtà, è proprio questo toponimo quello maggiormente diffuso e da sempre utilizzato dalla cittadinanza per indicare la suddetta piazza, tanto che, in alcuni casi, si ignora perfino  l’intitolazione della stessa a Vittorio Emanuele II.

Un aneddoto riferitomi piuttosto recentemente racconta di un cittadino “forestiero” (non andriese) che giunto in città, dopo aver chiesto ad un andriese indicazioni per raggiungere Piazza Vittorio Emanuele, si sentì rispondere da costui che non conosceva tale piazza; solo dopo l’aggiunta di dettagli riguardanti la posizione centrale e le vie attigue alla piazza, il cittadino del luogo, quasi magicamente illuminato, esclamò con stupore fanciullesco: “Ma quella è Piazza Catuma!”.

Ovviamente si tratta di un caso limite che però conferma, simpaticamente, quanto suddetto.
Ma perché questo nome, “Catuma”? Qual è il suo significato e da quanto tempo è denominata così?
Lo studioso Giuseppe Ceci nella prefazione al testo di padre Nicolò Vaccina intitolato Andria le sue vie e i suoi monumenti, del 1911, dice così: "A chi entrava in città dalla porta del Castello si offriva la vasta spianata della Catuma in fondo alla quale sorgeva la chiesa maggiore e accanto ad essa il castello feudale." Ma nulla sull’origine del nome.
Tutte le fonti, però, concordano sull’antichità di tale piazza e sulla sua funzione rappresentativa, soprattutto nei secoli passati, considerando che su essa si affacciavano il Palazzo Ducale simbolo del potere temporale e il Palazzo Vescovile simbolo del potere spirituale.

Certamente, la presenza di questi edifici assume oggi una valenza diversa rispetto al passato; tuttavia, la piazza, importante snodo tra le vie principali che a raggiera portano nel borgo antico e nei quartieri fuori dalle antiche mura, dimostra una vocazione pubblica che dal passato, già sede di fiere di bestiame, di mercati e luogo di contrattazione bracciantile, permane fino ad oggi in quanto sede di spettacoli all’aperto, concerti e da qualche anno punto di ritrovo per i giovani e non solo, dopo la ristrutturazione in chiave moderna avvenuta tra il 2005 e il 2006.

Ma torniamo all’origine del nome. Uno stralcio contenuto in Andria nel 1° millennio, del D’Azzeo, pubblicato nel 1938, riporta così: "Nel bel mezzo di Andria attuale c'è una piazza, che è la più ricca e la più illustre ed è anche la più antica, la quale si chiama «Piazza Catuma». Tutti l'ammirano e tutti la chiamano così quotidianamente da secoli immemorabili, e nessuno ne capisce il significato. [Forse] la parola «catuma» viene dal latino «catumeum», che si traduce «catumeo» ... specie di focaccia adoperata nei sacrifici pagani, in cui entrava una porzione di carne tagliata dalla testa della vittima."

Questo stralcio si rivela importante per diversi motivi: prima di tutto dimostra che nel 1938 gli storici locali non si spiegavano ancora il motivo di tale denominazione e che, inoltre, non si sapeva precisamente da quando il largo fosse stato chiamato in siffatta maniera.

Certamente risulta interessante apprendere che, in epoca altomedievale, prima che il cristianesimo divenisse religione di stato, su quel largo tanto importante per la città si eseguissero riti pagani così come effettivamente si evince da questo seguente stralcio del 1842, tratto da Storia della Città di Andria di Riccardo D'Urso: “Di fatto questo vasto spiazzo, chiamato volgarmente Catuma, ripete il suo nome dalla voce latina Hecatombe, significando quel luogo destinato ai sagrifizii, e propriamente sagrifizio di cento vittime. Questa, come narrasi, fu quella piazza, dove i nostri sventurati maggiori offrivano vittime ai falsi Numi. Quindi n’è venuta la voce Ecatoma, Catumba, Catuma.”

Ora, che l’origine del nome sia da attribuire ad una sorta di focaccia che accompagnava i riti pagani o che derivi dalla voce latina ecatombe, come testimonierebbe la più antica fonte letteraria analizzata, sembra comunque confermata l’ipotesi di un’origine comunque riconducibile al periodo pre-cristiano, se non fosse che una fonte non documentata riporta: ”Piazza Vittorio Emanuele, già piazza Catuma, così chiamata perché sotto di essa vi sono delle catacombe”.
Considerando che Andria è ricca di cunicoli sotterranei, e che l’ipotesi delle catacombe non può essere del tutto scartata, quale sarà la verità?

 

 

 

Sitografia: andriarte
 

Altri articoli
Gli articoli più letti