World War Z

Regia: Marc Forster. Interpreti: Brad Pitt, Daniella Kertesz

Andria - venerdì 12 luglio 2013
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USA, Malta (2013), durata 115

Generati dalla diffusione di un virus proveniente dalla Corea del Sud, gli zombie hanno invaso ogni angolo della terra e sembra che ormai l'intero genere umano sia destinato ad estinguersi. Gerry Lane, ex-impiegato alle Nazioni Unite, viene incaricato di indagare sull'origine del virus per trovare un possibile rimedio.

Incursione cinematografica nel filone orrorifico-zombesco camuffata da disaster-movie (il furbissimo trailer è in effetti fuorviante) 'World War Z' è un film che si diverte a confonderci, dando l'impressione di saltare da un genere all'altro; in realtà i cliché del sottogenere zombie ci sono tutti. E sicuramente impressiona per i suoi portentosi effetti speciali e lo stile registico che rappresenta scene di massa spettacolari con un iperrealismo mai visto prima.

Le sequenze serratissime mutuate dal genere action, il velocissimo montaggio, lo score e la fotografia vengono ottimizzati al meglio per costruire ed ottenere quell'effetto catartico che il pubblico si aspetta da uno spettacolo di questo genere; un effetto che però sembra vaporizzarsi al primo apparire dei titoli di coda.

Con “World War Z” il filone zombie, perdendo ormai quel carattere di critica sociale dei primi originalissimi lavori - la lezione romeriana appare uno sbiadito ricordo che si perde nella notte dei tempi (e dei morti viventi!) - fa definitivamente ingresso nel mainstream, nella logica della grande produzione hollywoodiana, il blockbuster preconfezionato e destinato a tutta la famiglia, dove anche il colore vivido del sangue viene edulcorato e i non-morti sembrano personaggi virtuali usciti dalla PlayStation.

Si eviti di riflettere su certi snodi narrativi e sulla banalissima ed improbabile soluzione finale: siamo di fronte ad un prodotto destinato all'entertainment che esige il suo happy-end, che scivola via per due ore divertendo e impressionando quanto basta e che, grazie al turbinio degli effetti digitali, al ritmo elevato senza cali di tensione e all'altissimo tasso di spettacolarità visiva, soddisfa ampiamente le aspettative.

Tuttavia l'horror graffiante che turba, che scava profondamente nelle nostre coscienze e che mette a soqquadro le convenzioni sociali è ben altra cosa. Questo è cinema che non ha nemmeno il coraggio di rivelare la propria vera natura e identità.

 

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