Giù le mani dall’artista

La storia di Giuseppe, l’artista che continua a immortalare il Castel del Monte nelle sue mille sfaccettature e angolazioni

Adriana Versi Il Visitatore
Andria - venerdì 10 gennaio 2014
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“La regione Puglia dichiara il proprio territorio ospitale verso tutte le forme artistiche in strada e favorisce la libertà di espressione in linea con il dettaglio costituzionale”. (legge reg. 25 agosto 2003).

Tra una manciata di retorica e una voluta nota di piacente nostalgia, “giù le mani” è l’espressione che rimane più appropriata a preservare tutto ciò che rappresenta la sintesi di un percorso che a ragione ha fatto la sua storia. E come non includervi quella che ha accompagnato, negli ultimi quindici anni, la storia infinita che da secoli contraddistingue il nostro amato Castel del Monte, la storia di Giuseppe, l’artista che continua a immortalarlo nelle sue mille sfaccettature e angolazioni.

Ovattato in una coltre nebbiosa e rarefatta, esaltato dal rosso dei papaveri, incorniciato dall’immenso di un campo di grano, imbiancato con le rocce da una neve già fugace, ritoccato dal sole giallo oro della Puglia, in compagnia degli unici Trulli o imponente e solitario a fianco di un pino maestro. Come l’effetto di un rimbalzo, spunta nelle più svariate miniature, e infine intravisto o incupito dalla notte, con il suo lato oscuro e avvolto dal mistero, che ognuno vede e crede come meglio vuole. Come una foto che rimane nella mente dell’artista, di sicuro un po’ più a lungo di uno scatto.

Con tavolozza, acquerelli, cavalletto e la sua indole stravagante, potrebbe essere tra le migliaia d’artisti che affollano animosi ogni angolo di mondo, dove l’arte è ammirata e soprattutto percepita fuori dall’ordinario concetto di rappresentatività. E se l’immagine prodotta è in armonia perfetta con paesaggi o circondari, meno che una palma al polo nord, ne valorizza senz’altro l’importanza del contesto.

Ma quell’angolo di mondo, e non si sa il percome, a lui, a un certo punto, fu interdetto. La stampa locale se ne occupò ampiamente, più di un anno fa, quando Giuseppe fu travolto da un ciclone burocratico inaspettato. Un’ordinanza sindacale gli vietava d occupare suolo pubblico, a qualsiasi titolo o ragione nella località, appunto, di Castel del Monte. Come molti sanno, reagì pacificamente e tacitamente inducendo uno sciopero della fame e in una successiva manifestazione aggiunse quello della sete, sostando diversi giorni fuori al palazzo di Città. “Il Sindaco confonde l’arte con il commercio” aveva dichiarato e fatto pubblicare Giuseppe.

Oltre alla solidarietà affettiva espressagli da quanti conoscono la sua figura discreta ed emblematica al contempo, fu grazie soprattutto all’intervento di un gruppo d’insegnanti d’arte al Liceo coratino, che contribuì alla svolta di quell’assurda quanto incomprensibile decisione da parte degli Enti autorizzanti.

Dopo numerosi capitomboli morali che rischiavano di maltrattare e demolire la sua spessa dignità, oggi Giuseppe si è rimesso i “panni” con tenacia e dedizione, prendendo in prestito “quell’angolo”, ridonandogli la vita. Ha prolungato la sua presenza ben oltre la conclusione della stagione turistica, lavorando e realizzando quello che ormai sta spopolando con immagini sul web e tra gli amanti di quel Colle anche d’inverno. Un presepe esteso a ridosso del muro a secco nella zona pedonale, assemblato con centinaia di pietruzze levigate, selezionate accuratamente tra le terre della Murgia, che ben fondono la realtà dei luoghi e la stessa fantasia dell’artista, che ha pensato a un Avvento Natalizio, fra Trulli, sentieri e colline rurali. La cura dei particolari, si sa, è l’alta espressione di una passione incontrastata, avvalorata dall’importante ricchezza di personalità.

La Proloco di Andria ne ha iscritto tra i partecipanti privati, accanto a chiese e associazioni, il suo nome al concorso “presepi in piazza”, giunto già alla sedicesima edizione.
L’interpretazione di ognuno, della Nascita del proprio Cristo, rifugge ogni appartenenza ciclica o religiosa, esulando, quindi, ogni schema e congettura.

“la Puglia, una storia fatta di pietre; il presepe di Giuseppe, l’emblema del paesaggio pugliese”

“Beautiful Nativity” NJ USA

“Tòdos es màs bueno”

Questi alcuni dei tantissimi commenti lasciati nel libro dei visitatori accanto all’opera. Questa….la grande vittoria di Giuseppe!

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