Il Fiamme Gialle andriese ha parlato ai nostri microfoni dopo la Coppa del Mondo a squadre

Francesco Fortunato dopo Taican: «Orgoglioso del risultato. Ora testa agli Europei di Berlino»

«In Cina ho affrontato sicuramente la gara più tosta della mia vita»

Altri Sport
Andria giovedì 17 maggio 2018
di Antonio Ventola
Francesco Fortunato
Francesco Fortunato © FIDAL COLOMBO/FIDAL

Smaltito il jet lag e con un risultato importantissimo nelle gambe, Francesco Fortunato si è concesso ai nostri microfoni dopo l'argento di squadra ai Campionati del Mondo a squadre tenutisi a Taican lo scorso 6 maggio.

«La stagione nel complesso è iniziata bene - ha esordito il marciatore andriese - Dopo il personale ed il titolo indoor, la gara in Portogallo non è andata come mi aspettavo, ma da quella sconfitta ho costruito il risultato della Coppa del Mondo a squadre».

Una gara tostissima in Oriente. L'umidità ha fatto da padrona e la gara si è rivelata più ardua del previsto, ma: «Reo della brutta esperienza in Portogallo ero pronto ad affrontare una gara ancora più difficile e così è stato. Il nono posto gratifica i sacrifici dell'allenamento, ma anche quelli fatti in gara. Sicuramente è stata la prova più dura della mia carriera, anche e soprattutto per via delle condizioni climatiche. Ho avuto momenti di crisi, ma la voglia di aiutare la squadra a conquistare una medaglia mi hanno aiutato a venirne fuori. Voglio fare tesoro di questa esperienza, dato che mi ha aiutato a conoscere meglio i miei limiti e a superarli».

E tra qualche mese sarà tempo di Europei. A Berlino Francesco vestirà nuovamente la maglia della Nazionale: «Sicuramente è l'appuntamento più importante e preparerò la gara come lo scorso anno a Roccaraso con tutta la mia squadra. In Cina ho centrato la qualificazione per un contesto più alla nostra portata. Nonostante però io sia arrivato terzo in Cina tra gli europei, non vuol dire che gareggerò per il bronzo. Conosco bene i miei avversari e ce ne sono alcuni più forti di me, ma sulla linea di partenza mi giocherò le mie carte con tanta voglia di dar tutto. Primato? Sicuramente sarei contento di batterlo, ma non voglio limitare il mio obiettivo in termini cronometrici, perché la posizione al traguardo è sempre più importante».

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