Le dichiarazioni del tecnico della Fidelis dopo la gara persa contro la Juve Stabia

Fidelis, Papagni: «Siamo calati a livello psicologico dopo un primo tempo in equilibrio»

«Mercato? Non è il momento per pensarci. Ci sono altri tre punti a disposizione»

Calcio
Andria domenica 24 dicembre 2017
di Antonio Ventola
Aldo Papagni, allenatore Fidelis Andria
Aldo Papagni, allenatore Fidelis Andria © Vincenzo Fasanella/Andrialive

Altra importante battuta d'arresto per la Fidelis Andria, che festeggerà il Natale non di certo al massimo della felicità. La sconfitta meritata contro la Juve Stabia decreta un pessimo inizio di girone di ritorno e soprattutto evidenzia quelli che sono i limiti tecnici e soprattutto psicologici della squadra.

Aldo Papagni nel post partita si è concentrato proprio sull'incapacità di mantenere un equilibrio per tutti i novanta minuti: «Nel primo tempo c'è stato equilibrio tra le squadre e noi abbiamo sfiorato la rete in qualche occasione, ma siamo stati ingenui poi sul goal subito. Poi la Juve Stabia ha ampiamente meritato la vittoria. Il secondo goal ci ha colpito a livello psicologico e questo ha dato un altro aspetto alla gara, che già affrontavamo senza due giocatori importanti perché squalificati e con un Quinto a mezzo servizio, dato che era riuscito a recuperare all'ultimo momento. Fa male, ma purtroppo il calcio è anche questo».

Sabato si torna al Degli Ulivi dopo due trasferte di seguito. Di fronte un avversario non di certo abbordabile: «Le prossime saranno tutte partite difficili. Non affronteremo dirette concorrenti alla salvezza e per questo dovremo riuscire a venirne fuori con più punti possibili. Dal punto di vista psicologico non siamo nelle migliori condizioni, ma cercheremo di recuperare al meglio per affrontare al massimo questo girone di ritorno già dal match contro il Siracusa».

Infine sulla prossima finestra di mercato: «La società sa che bisogna intervenire a gennaio, ma al momento personalmente non ci sto pensando. Abbiamo altri tre punti a disposizione in questo 2017 e non possiamo permetterci di pensare ad altro».

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