Memorie e Folklore

Poesie, racconti, canzoni popolari, filastrocche, motti, soprannomi.

Dimm a cià si figghie i t doik a cià assmmigghie.


Dimmi a chi sei figlio e ti dico a chi assomigli.

Ce si figghie au stèss koin a da fé u stèss skoim.


Se sei figlio di un cane devi abbaiare allo stesso modo.

Ce bell vu paraie, l'ùss i la pèdde t'avvà delàie.


Se vuoi sembrare bello, devi soffrire e l'osso e la pelle ti devono dolere.

Mazz i panèll amboirn I figghie bèll, panèll senza mazz amboirn Ie figghie pazz.


Con la mazza e il pane si educano bene i figli, il pane senza mazza fa diventare i figli pazzi, cioè viziati.

Krèst proim I foice i pou l'akkokie.


Dio prima crea gli uomini e poi li unisce. Questo per se due persone stanno insieme devono avere sempre in comune.

Na volt a pedìun na mboice moil a nsciùn.


Una volta per ciascuno non fa male a nessuno. Se il lavoro viene diviso in parti uguali non pesa tanto.

Kèdd ka s mbicce rèst mbçcioit.


Chi s'impiccia resta impicciato.

p nu soin t mbìcce, i p nu nàun t spicce.


Con un si t'impicci, con un no ti liberi dai pasticci.

La fodd foice nasce l fegghie cekoite.


La fretta fa nascere i figli ciechi. Un lavoro fatto in fretta non può mai essere preciso.

Da nu mbrioik put avaie na stizz d mirr…


Da un ubriaco si può avere un po' di vino, mentre chi si dichiara amico, nelle difficoltà, ti gira le spalle.

Ci lass la via vèkkie i pigghie la via nouv, soip ci làss i nan soip ci trouv.


Chi lascia la via vecchia e s'incammina per una via nuova, sa che cosa lascia ma non sa che cosa trova.

Passoit u Sand, passoit la fest.


Passato il santo, passata la festa. Certamente se le condizioni che ci obbligavano ad agire in un dato modo non ci sono più, ci dobbiamo ritenere liberi da ogni impegno.

P d'akkmigghiè na nour i na sroug nan avast nu lnzoul; p d'akkmigghiè na mamm i na figghie iaie assé peur nu fazzlètt.


Per coprire una nuora e una suocera non basta un lenzuolo; per coprire una mamma e una figlia è sufficiente un fazzoletto. Chi non conosce la proverbiale lotta sempre aperta tra nuora e suocera

T’tt u m’nn iè cumm’a casst


Tutto il mondo è come casa tua

C’ vu bbein au vend a’dà vlà moil a l’ukkie


Se vuoi bene alla pancia vuoi male all’occhio. Se ci tieni a riempirti lo stomaco, devi sacrificare l’estetica.

C’ vu gabbè u vciòin àlzt sbbt la matòin.


Se vuoi sbrigare le tue cose prima del vicino di casa, alzati presto al mattino.

Fèmmna rtroit fèmmna salvoit


Donna di retti costumi, riservata, amante della casa, è una donna salvata.

Nu capédd d fèmmn toirr nu vastmend.


Un cappello di donna tira un bastimento. Quanto vale una donna!

S voul asconn u saul p la ràkn


Si vuole nascondere il sole con un telone. Si dice così quando si vuole nascondere ciò che è di pubblico dominio.

Sind i nnut


Ascolta e prendi nota se vuoi imparare.

U p’ir voul u suzz


Ognuno va col suo simile

I’ng u carr ca kamoin


Ungi il carro di grasso così cammina velocemente.

U sazie nan grait a u dscèun


Chi è sazio non crede a chi è digiuno.

L fégghie t’affléggin, u maroit kwann t’abbrazz, t stràzz.


I figli ti affliggono, il marito quando ti abbraccia ti maltratta. Chi ci rimette è sempre la donna.

Teu sunn a na cord i joi abball a na gamm.


Tu suoni con una sola corda ed io ballo con una sola gamba. Ti ripago con la stessa moneta.

Nasc’t i mort reit la port.


Nascita e morte sono dietro la porta. Non le puoi prevedere.

Ci iéss da la cois, iéss dalla port du paravois.


Chi esce dalla casa, esce dalla porta del paradiso.

Spart rkkézz ca advind pavridd.


Dividendo la ricchezza si diventa poveri.

Ci cchiù tein cchiù voul.


Chi più è ricco, più vuole guadagnare.

A mangè vein u gst, a paghè vein u dsgst.


A mangiare si prova gusto, a pagare disgusto.

Krest l f’ic i u diavl l’accocchie


Dio fa nascere gli uomini e il diavolo li unisce.

U monc fèss vé nnànd, port la kràuce i ava kandé


Il monaco sciocco va avanti, porta la croce e deve cantare. Sono sempre gli sciocchi che pagano per tutti.

La fèmmn d quarand’ann ogni matoin s trouv nu dann.


La donna di quarant’anni ogni mattina si alza da letto con un male nuovo.

U midc stédie i u mal’it mour.


Il medico studia e il malato muore.

U megghie amoic’ la megghia ptroit


Dal miglior amico il danno più grande.

L’ommn stè sott au cappìdd


L’uomo sta sotto il cappello. Vuol dire che l’uomo si giudica dall’intelligenza che ha in testa e non dall’apparenza.

Métt i mange


Paga la tua quota e mangia con gli altri.

Ce sc’peut ngill mbacce t vein


Chi sputa in cielo, lo sputo gli ritorna sul viso. E’ come dire “chi la fa l’aspetti”.

Ià nu ce fèrr


E’ vispo, bolle come il citrato effervescente.

U mnn ià tanda bèll, tanda capr i tanda crvèll.


Il mondo è bello, ha tante teste e tanti cervelli.

Ommn avvsoit mizz salvoit.


Uomo avvisato, mezzo salvato.

Kwann t truvv ind au ball ad abballé


Quando ti trovi in ballo devi ballare. Se ti trovi impelagato in una impresa, devi cercare di portarla a termine.

Vark vann i vasmind vènn.


Barche vanno e bastimenti vengono. Quando ascoltiamo cose poco credibili e dubitiamo della sincerità di chi parla, allora il migliore commento è quello riportato.

R mangé a la vlanz nan iégn la panz.


Il mangiare misurato fa rimanere a pancia vuota.

Moina pènd sorta tènd.


Mano lavoratrice, sorte contraria. Quanto più si vuole essere ligi al proprio dovere, tanto più s.i corre il rischio di essere incolpati ingiustamente.

Na moina al’iva l'olt i totti' ddou alavn la fàcce.


Una mano lava l'altra e tutte e due lavano il viso. Tu favorisci me, io aiuto te; insieme si possono fare cose più grandi.

U timb s’in ttt l moil


Il tempo guarisce tutti i mali.

Midk pietòus, piaga verminòus.


Il medico pietoso fa andare in cancrena la piaga. Bisogna essere duri se la nostra severità può giovare agli altri.

Kwann u pròis sté chioin tann t vein la kakarèdd.


Quando il pitale è pieno allora si aggiunge la diarrea. Questo ci ricorda un altro proverbio che dice: «A cavaI morsicato non mancano mosche».

R nnòur sò dogg d kkour


Le nuore sono causa di dolori di cuore.

L'anm a Krist i la rob a ci aspètt.


L'anima bisogna darla a Dio, ma la roba a chi tocca. Praticamente: «Ad ognuno il suo».

Airr mors Pidd i iousc’ s send u fidd.


Ieri mori Pietro e oggi si sente la puzza del cadavere. Si dice cosi quando si vuole portare in discussione qualcosa che è già stata conclusa.

E' bell a fé l'art du gradàss: mangé, véiv i sciòi a la spass.


E' bella l'arte dello sfaccendato: mangiare, bere e andare a spasso.

Ognideun pènz p dédd ka krest pénz p ttt.


Ognuno pensi per sè, perchè Dio pensa a tutti.

Ciaciònn nan zoip la kiazz.


Ciacionna, ovvero Giovanna, non sa dove si trovi la piazza. Questa Giovanna era una persona molto anziana che era sempre vissuta nel paese e conosceva tutto e tutti. Dire perciò che Giovanna non conosce la piazza, è una assurdità. Il detto è ripetuto quando si vuole burlare una persona che finge di non conoscere un posto noto a tutti.

Krist vàit i prvvàit.


Dio vede e provvede.

Kwand iai u prtàun tand iai u cndràun.


In base alla grossezza del portone, si adoperano i chiodi adatti. Ad ogni male il giusto rimedio.

R fimmn n sàpn iun kiù du diàvl.


Le donne danno dei punti al diavolo. Non c'è commento.

Fé la kwaròil a la kort d I zingr.


Fare la querela al tribunale degli zingari. E' come dire perdere tutte le cause, perchè non c'è un tribunale per gli zingari.

La pròima fatòik s scètt, la sikònd s'akkogghie, la tèrz s stéup.


Il primo lavoro si getta, il secondo si raccoglie, il terzo si conserva. Questo proverbio non vuole sfiduciare nessuno, perchè ci consiglia a persistere in un lavoro anche se i primi risultati non sono soddisfacenti. I risultati positivi verranno in seguito.

Ci rroit d vnardòi, chiange u sapt, la dmenc i u lndòi.


Chi ride di venerdi, piange il sabato, la domenica e il lunedi.

Krist l'avv nzgnàl’it tiu gavitaténn.


Dio li ha segnalati e tu guardatene. Si dice cosi quando qualamo ha una imperfezione fisica o i capelli rossi per cui, essendo diverso dagli altri, è segnato da Dio, ha virtù diverse dal normale e conviene stargli alla larga.

Vèi au patèut nan njoi au sapèut


Va' dal patito, non andare dal dotto. Quando si ha bisogno di consigli, conviene rivolgersi a chi ha avuto un guaio simile al nostro e non a chi è saggio.

Adia trois u sàul na ndrois u dlàur.


Dove entra il sole non entra il medico.

Ng mang nu sold p d'arrvé a la loir.


Ci manca un soldo per arrivare alla lira. Ma per arrivare a guadagnarselo quel soldo! E’ la storia di Pulcinella che il detto ricorda. Infatti Pulcinella per un soldo “perdeva le migliori mangiate” e così capita ancora a noi che, per una piccola cifra, vediamo sfumare le migliori occasioni per progredire.

Fing ka sté l'ànm ind au kùrp sté sprànz.


Finché c'è vita, c'è speranza.

Sciòi da Roud a Ploit.


Andare da Erode a Pilato. Essere sbattuti da un posto all'altro.

Fé kumma la gattI d marz.


Comportarsi come la gatta nel mese di marzo. Si dice cosi a quelle ragazze che ad ogni costo vogliono trovare un marito e si lamentano come fa la gatta nel mese di marzo, quando cioè è in amore.

U svirkie romb u kvirkie.


Il soverchio rompe il coperchio. Il troppo storpia.

La ciair s stréusc i la prcissiàun na ngamoin.


La cera si consuma ma la processione non cammina. Per dire che il tempo passa ma non si conclude molto

Mangé p la bndziaun du Poip.


Mangiare proprio quando suona mezzogiorno e anche il Papa si mette a tavola e benedice coloro che si accingono a pranzare.

L pccoit d l’attoin l kiangin l fégghie.


I peccati del padre li piangono i figli.

Megghie n'amoice ka cind ducoit.


E' meglio avere un amico che cento ducati.

La bsciòi vé nnànd i la vrtòit vein appirs.


La bugia va avanti, la verità viene dietro.

Tand la port attrn attrn, k'azzòpp.


Tanto gira attorno attorno che ci cade. Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino

Sté a llium d frnzèdd.


E' ancora all'inizio di un lavoro, perchè si vedono solo le foglioline, ma 'non ancora il frutto.

Ce vé ku zupp zppkòisc.


Chi va con lo zoppo impara a zoppicare.

Kangé l’ucchie p la kaut.


Cambiare l'occhio con la coda. Commettere, quindi, un errore grosso.

S soip addià s nasce i na nz soip adddià s mòur.


Si sa dove si nasce ma non si sa dove si muore.

Nsceun nasce ambaroit.


Nessuno sa fare bene tutto dall'inizio. Bisogna dare tempo al tempo.

Ci nasç tnn na mbut mroi kwàdrt.


Chi nasce tondo non può morire quadrato. E' difficile cambiarti il carattere di una persona

La figghie é mmìut i la mamm la ndènn.


La figlia è muta e la mamma la capisce. Non seno necessarie molte parole tra due persone che si amano o che sono affini di carattere.

Tali padr, tali figghe.


Il figlio somiglia al padre.

La mala nttoit i la figga fèmmn.


Trascorrere una brutta nottata e avere una figlia femmina. Si usa il detto per constatare un esito negativo in un'impresa in cui ci eravamo adoperati molto.

Na nz pigghien ci na nz’àssmmègghin.


Due persone non si uniscono se non si somigliano.

pazz i pccerìll Die l'aiut.


I pazzi e i bambini sono aiutati da Dio.

Zoita bagnoit, zoita affrtnoit


Sposa bagnata, sposa fortunata

La migghioir d l’olt é semb mmègghie.


La moglie dell'altro è sempre migliore della tua. Ciò che appartiene agli altri è considerato sempre migliore di ciò che abbiamo.

Sand Rkkàrd é amand du frstirr.


San Riccardo è protettore dei forestieri. Si dice cosi quando i forestieri in paese trovano sistemazione, mentre un paesano è disoccupato.

Allegr d kiazz, trvl d kois.


Allegro in piazza, sempre nervoso in casa. E' detto di colui che quando sta con gli amici ride e scherza, mentre quando è in famiglia è sempre insoddisfatto e brontola in continuazione.

La vekkie nan vloiv mrò p d’ambarè


La vecchia non voleva morire per imparare.

Akwa sand a l murt


Acqua santa ai morti. Si dice così quando si vogliono prendere delle precauzioni ormai inutile per qualche cosa che non si può più riparare.

U bsciard avà tnài na bbouna memòri.


Il bugiardo deve avere buona memoria per non contraddirsi quando parla.

U spavind voil p ccìnd.


Lo spavento vale per cento. Uno spavento che ci ha colpiti direttamente vale più di cento esortazioni.

Abbasce ka vinn.


Riduci il prezzo della merce così vendi prima.

Kwann cchiù pecc soim, cchiù megghie paròim.


Di meno siamo meglio stiamo

Ce vu vé, i ce na mbù mànn.


Se vuoi vai, se non vuoi manda. Se vuoi raggiungere uno scopo, datti da fare personalmente, perché se incarichi gli altri non approderai a nulla.

U diavl i l’akwa sand.


Il diavolo e l’acqua santa. Ci opposti si incontrano.

La troppa kmdènz port a la mala krianz.


L’eccessiva confidenza porta a conseguenze spiacevoli.

Mazz i panèll amboirn I figghie bèll, panèll senza mazz amboirn Ie figghie pazz.


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