La nota

Scamarcio: «Ringrazio i 10.734 concittadini che hanno riposto fiducia nella mia persona»

«Grazie anche ai 1.011 che hanno scelto una delle liste che mi hanno sostenuto e poi hanno dirottato il proprio consenso verso un candidato Sindaco di altra parte politica: è il bello della democrazia»

Politica
Andria venerdì 25 settembre 2020
di la redazione
L'avv. Antonio Scamarcio
L'avv. Antonio Scamarcio © n.c.

«Ringrazio con profonda riconoscenza i 10.734 concittadini che hanno riposto fiducia nella mia persona e anche i 1.011 che hanno scelto una delle liste che mi hanno sostenuto e poi hanno dirottato il proprio consenso verso un candidato Sindaco di altra parte politica: è il bello della democrazia».

L’avv. Antonio Scamarcio, ex candidato Sindaco del centrodestra ad Andria, commenta con serenità l’esito del primo turno delle Amministrative.

«Gli elettori hanno sempre ragione. Hanno scelto le forze e i candidati Sindaco che andranno al ballottaggio e tutti noi dobbiamo prenderne atto senza farne un dramma – osserva l’avvocato – Ho dato quello che potevo, ma faccio una considerazione: questa consultazione andava preparata meglio. Ma non cerco colpevoli: è stata solamente una questione di tempi. Non so se il risultato finale ci avrebbe visto vincitori, ma se guardo com’è andata sono sicuro che avremmo potuto strappare agevolmente l’accesso al secondo turno».

Scamarcio aggiunge che «l’analisi numerica del voto è in corso all’interno delle 5 componenti della coalizione, ma per quanto mi riguarda il dato è palese e incontestabile».

L’ex candidato Sindaco del centrodestra si rivolge ai candidati e ai segretari e ai coordinatori dei partiti e delle “civiche” che l’hanno sostenuto. «Desidero rivolgere a ciascuno di voi il mio personale, sincero e affettuoso ringraziamento – dichiara l’avv. Scamarcio – È stata una lezione importante, della quale siamo chiamati a fare tesoro, se davvero amiamo la nostra città e vogliamo che cresca e progredisca. Lo dobbiamo a noi, lo dobbiamo ai nostri figli e alle generazioni future. Ci sarà tempo e modo per ritrovarci e per condividere una nuova progettualità. Restiamo uniti, facciamo squadra e così l’esito del voto, per quanto severo, non sarà un addio, bensì un arrivederci».

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