Presso la sala consiliare di Palazzo di Città

Nello stemma della Città, la storia della sua comunità

Questa sera sarà presentato il lavoro realizzato dall'ing. Riccardo Ruotolo sullo stemma della nostra municipalità

Attualità
Andria venerdì 10 maggio 2013
di la Redazione
Stemma della Città di Andria
Stemma della Città di Andria © Riccardo Ruotolo

Questa sera, alle ore 19,00 sarà presentato alla comunità cittadina -presso la sala consigliare di Palazzo di Città- una minuziosa ricerca sulla storia dello "Stemma della Città di Andria", un opera voluta fortemente dal Sindaco Nicola Giorgino e dal Presidente del Consiglio comunale, Nicola Marmo.

Per quanti interverranno sarà possibile ricevere una copia del libro, a fronte di una libera donazione che, come stabilito in Conferenza dei capigruppo, sarà devoluta alla “Casa di Accoglienza S. Maria Goretti”, considerata luogo naturale per l’esercizio costante della carità nella Città  in considerazione dell’attuale particolare momento.
 

Autore di questo attento lavoro è l'ing. Riccardo Ruotolo che in attesa della presentazione ufficiale di questa sera, ci ha permesso di pubblicare una brevissima introduzione su questa particolare ricerca, nata con l'intento di "fornire degli spunti perché la Città potesse tornare ad avere uno stemma rispettoso della sua storia e dei fondamentali principi dell’Araldica civica".

"L’attuale stemma stilizzato della città di Andria è al di fuori di ogni canone araldico ed ha appiattito la raffigurazione cancellando elementi storici e significativi.
Ci si può chiedere: oggi quale valore ha l’Araldica? Si può vivere senza la sua presenza? La risposta è ovvia: certo che si può vivere senza Araldica, certo che l’Araldica nel tram-tram della vita quotidiana non ha alcun peso, alcuna utilità.
A questo punto, allora, potremmo convenire che, ad esempio, avere una bandiera non aiuta a vivere meglio ; avere nella Chiesa Cattedrale un dipinto di Tuccio D’Andria non aiuta a tirare avanti in periodo di crisi: la maggioranza degli andriesi non sa chi è e che cosa ha fatto Tuccio D’Andria e il non sapere non è motivo di costrizione alla loro vita.

Ritengo che non bisogna ragionare in questo modo: la storia va rispettata, studiata e compresa nel suo grande valore di vita, perché in ogni suo evento o simbolo è racchiusa la cultura di una comunità. È stata questa la convinzione che mi ha fatto da stimolo alla richiesta di Nino Marmo e, configurandosi il tutto come un lavoro di ricerca in biblioteca, in archivio e sui muri della Città, mi ha trovato subito disponibile perché sono queste le cose che amo.
Il Dott. Nino Marmo mi ha fornito fotocopie di diversi documenti del 1929 riguardanti lo Stemma di Andria contenuti in una cartella dell’Archivio Storico del nostro Comune e così è cominciata la mia ricerca.
Mi sono subito imbattuto in un documento che si è rivelato essenziale, anzi, di forte stimolo, soprattutto quando in esso ho letto che nel 1929 il Podestà Pasquale Cafaro, autore del documento, si era posto lo stesso problema che oggi aveva sollecitato il Presidente Marmo ad invogliarmi ad approfondire e fare ricerca sull’argomento. Il Cafaro sosteneva che “lo stemma quale ugualmente risulta anche nell’uso ufficiale …..è evidente deformazione di quello originario” e che “è opportuno e doveroso ripristinare quello in uso deformatosi ingiustamente da poco più di un secolo”.

Il documento del Cafaro descrive sinteticamente gli antichi stemmi della città, ancora rintracciabili nel 1929 e invia le sue considerazioni e la sua richiesta al “Capo del Governo – Consulta Araldica” per ottenere autorizzazione a variare lo stemma della Città ritornando alla raffigurazione antica.
Nella ricerca presentata con questo lavoro ho operato cercando prima di tutto di rintracciare gli stemmi storici di cui il Cafaro aveva fatto una breve descrizione, poi ho setacciato quasi a tappeto la Città ed ho approfondito lo studio dei documenti ufficiali del nostro Archivio Storico . Tutti gli stemmi rintracciati sono stati fotografati e sono riportati e catalogati in questo lavoro con la lettera S che ha il significato di Stemma, anche quando si tratta solo di uno scritto o un diritto di segreteria. Certo non ho la presunzione di aver documentato tutti gli stemmi presenti in vari posti della Città e in tanti documenti, anche perché, come ciascun lettore potrà verificare, ci sono stemmi che per decenni sono stati “sotto i nostri occhi” e non abbiamo fatto caso alla loro esistenza.
A partire dalle prime pagine di questo mio lavoro, il documento del Podestà Cafaro fa da guida per la ricerca degli Stemmi antichi, ricerca che poi si sviluppa autonomamente cercando di coprire 150 anni di sviluppo del “marchio” della Città di Andria.
In ultimo, condividendo in pieno la volontà del Dott. Nino Marmo, che è anche la mia e di moltissimi andriesi, circa la non adeguatezza dell’attuale raffigurazione dello Stemma della nostra Città, si propone l’adozione di un nuovo disegno dello Stemma, rispettoso della nostra storia ed anche dell’Araldica.
Nell’illustrazione dei vari stemmi mi sono, a volte, “lasciato andare a raccontare la storia” del perché è nato quello Stemma, quale la sua importanza, 17 quale la famiglia antica che ha inserito nelle sue insegne gli elementi più significativi dello Stemma della Città: il leone rampante ed il ramo di quercia.
I simboli ed i colori che l’attuale Stemma di Andria ha perduto, sono importanti per la nostra Città perché rappresentano fasi storiche, quasi manifesto della storia cittadina e contrassegno d’identità:
“D’AZZURRO, AL LEONE CORONATO ALL’ANTICA D’ORO, LAMPASSATO DI ROSSO, RAMPANTE AD UN RAMO DI QUERCIA RECISO, AL NATURALE, CIRCONDATO DA RAMI DI QUERCIA E ALLORO ANNODATI DA UN NASTRO DAI COLORI NAZIONALI, IL TUTTO CIMATO DALLA CORONA DI CITTÀ”.
Riccardo Ruotolo

 

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I commenti degli utenti
  • G G ha scritto il 05 settembre 2013 alle 09:22 :

    E se qualcuno fuori Andria ne volesse acquistare una copia? Rispondi a G G