La replica

Turbanti in memoria di Terry Calvano, la famiglia: «Al momento non c'è ancora nessun marchio»

«Se qualcuno vuole promuovere la creazione di un marchio che possa, solo lontanamente, essere associato alla nostra “Anima Bella” e alla sua lotta contro la malattia, ne parli con noi e non con la stampa»

Attualità
Andria martedì 19 novembre 2019
di la redazione
Teresa Calvano
Teresa Calvano © Fb

Ieri, la prof.ssa Giovanna Bruno ha diffuso una nota in cui annunciava l’avvenuta registrazione del marchio per la commercializzazione dei turbanti in memoria di Terry Calvano. Oggi, la smentita della famiglia: «abbiamo apprezzato l’iniziativa della prof.ssa Bruno, pur realizzando, solo oggi, che lo scorso 2 agosto fossero stati donati fondi. (Donare: dare con assoluta spontaneità, liberalità, disinteresse; regalare.)

Praticamente il contrario di vendere una ventina di turbanti realizzati a mano da me medesima.

Apprenderlo a distanza di tempo ci lascia piuttosto sgomenti. A questo proposito, ci teniamo a precisare che l’unica associazione che ha raccolto realmente fondi in questo senso è Onda d’Urto - Uniti contro il cancro Onlus; associazione di cui Terry era parte integrante. Siamo favorevoli a qualsiasi iniziativa possa sensibilizzare nei confronti di una malattia che, ahinoi, non risparmia nessuno, ma siamo altrettanto fermi nel ribadire che il nome della nostra amata Terry non può e non deve essere strumentalizzato in alcun modo.

Al momento non c'è ancora nessun marchio, quindi la notizia che sta girando non è nemmeno lontanamente realtà.

Se qualcuno, chiunque, vuole promuovere la creazione di un marchio che possa, solo lontanamente, essere associato alla nostra “Anima Bella” e alla sua lotta contro la malattia, ne parli con la famiglia e non con la stampa.

La morte, così come la vita, esige rispetto».

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I commenti degli utenti
  • Leonebiancazzurro ha scritto il 19 novembre 2019 alle 13:41 :

    Spero che arrivino le scuse alla famiglia. Assurdo Rispondi a Leonebiancazzurro

  • Dino Leonetti ha scritto il 19 novembre 2019 alle 09:59 :

    Sono incredulo. Per me questa giovane donna e la sua sofferenza sono sacre. Ma come si fa? Rispondi a Dino Leonetti