Il fatto

Effettuata la prima ricognizione della Sacra Spina

Presenti, su invito di mons. Calabro, mons. Luigi Mansi, vescovo eletto di Andria e mons. Luigi Renna, Vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano

Attualità
Andria domenica 14 febbraio 2016
di la Redazione
Ricognizione della Sacra Spina
Ricognizione della Sacra Spina © Confalone Forografi

Ieri, sabato 13 febbraio, nel salone di rappresentanza dell’episcopio di Andria, alla presenza di sua Ecc.za mons. Raffaele Calabro, Amministratore Apostolico della diocesi, si è riunita la Commissione Speciale della Sacra Spina, presenti i canonici del Capitolo Cattedrale, i componenti della Commissione Pastorale per la Sacra Spina e i componenti della Commissione Medico Scientifica, presieduta dal dott. Antonio Riezzo.

Erano presenti, su invito di mons. Calabro, anche mons. Luigi Mansi, vescovo eletto di Andria, e mons. Luigi Renna, Vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano.

Al cospetto del notaio Paolo Porziotta, don Gianni Massaro, presidente della Commissione Speciale per la Sacra Spina, e don Gianni Agresti, presidente del Capitolo Cattedrale, hanno proceduto a far osservare a tutti i presenti l’integrità dei tre sigilli in ceralacca apposti nel 2005 e situati sotto la base su cui è fissata la teca di vetro in cui è custodita la preziosa reliquia.

Dopo che i Vescovi, il notaio, i medici e tutti gli altri presenti hanno potuto rilevare e confermare l’integrità dei sigilli, gli stessi sono stati rimossi onde procedere alla osservazione della Sacra Spina direttamente, da vicino e senza i riflessi prodotti dal vetro. Per la ricognizione ci si è avvalsi di una lente di ingrandimento. L’esame visivo è stato condotto prima dai Vescovi, poi dai medici, quindi, uno alla volta, da tutti i componenti del Capitolo e dell’intera Commissione Speciale della Sacra Spina.

Nella nota della diocesi viene evidenziato che «L’ambiente era illuminato dalla luce naturale, proveniente dalle finestre, e dalla luce elettrica artificiale, originata dal lampadario, nonché da una piccola torcia elettrica che ciascun testimone oculare ha potuto di volta in volta impugnare: nessun altro artificio è stato ritenuto utile mettere in atto da parte della stessa Commissione, quali luci ad alta intensità che, come ha spiegato il dott. Riezzo, producendo calore, avrebbero potuto compromettere l’integrità della reliquia. Neppure sono state messe in atto, per espressa e unanime scelta di tutti i componenti della Commissione Speciale, tecniche invasive di analisi della reliquia, quale quella al carbonio C14. Tecniche non invasive per lo studio della Sacra Spina, come l'uso della lampada di Wood o la tecnica di Raman, potrebbero essere usate in momenti diversi rispetto a quelli che ci vedono coinvolti in questo periodo del possibile prodigio del 2016.

Nel contempo, una registrazione video è stata effettuata da Gianni Confalone e una ricca documentazione fotografica, ad alta definizione, è stata prodotta dai fotografi Gianni Addario, Emanuele Gazzillo e Massimo Nicolamarino. Gli stessi che torneranno a fotografare la Sacra Spina il giorno 25 marzo, giorno in cui sarà pure prodotta una registrazione video ad alta definizione grazie alla dotazione tecnica dell’emittente Teledehon.
Nell’occasione della rimozione della teca di vetro, gli artigiani di “Barra Quattro”, i sigg. Antonio Barchetta e Antonio Lorusso, hanno potuto risistemare la base malferma di uno dei due angioletti in argento che sono al lato della Sacra Spina. Al termine di questa operazione, la Sacra Spina è stata nuovamente ricollocata sotto la teca di vetro e, presenti le Eccellenze mons. Calabro, mons. Mansi e mons. Renna, presenti tutti i testimoni oculari già menzionati, sono stati apposti due sigilli di ceralacca sotto la base d’argento del reliquario, su cui poggia la teca.
Il verbale di quanto accaduto è stato contestualmente redatto dal notaio Paolo Porziotta, coadiuvato dalla dott.ssa Silvana Campanile, segretaria della Commisssione Speciale per la Sacra Spina.

Giornalisti accreditati per documentare e comunicare l’evento sono stati il prof. Michele Palumbo, della “Gazzetta del Mezzogiorno”, e il prof. Paolo Farina, direttore di “Odysseo. Navigatori della conoscenza”. La documentazione fotografica e un video sono disponibili sul sito della diocesi.

Lascia il tuo commento
commenti