L’inchiesta della Procura tranese ha visto coinvolto nuovamente l'ex assessore all'Ambiente

Vicenda rifiuti: viene archiviata la posizione del Sindaco Giorgino

Si attende ora l'interrogatorio di garanzia dei dirigenti dell'AIMERI

Cronaca
Andria mercoledì 19 febbraio 2014
di Sabino Liso
Da sx il Colonnello Castello ed il Procuratore della Repubblica di Trani, Capristo
Da sx il Colonnello Castello ed il Procuratore della Repubblica di Trani, Capristo © AndriaLive

Il secondo provvedimento restrittivo nei confronti dell'ex assessore all'Ambiente del Comune di Andria, Francesco Lotito e le misure cautelari chieste nei confronti dei vertici dell'AIMERI, circa il servizio per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in città, ha portato all'archiviazione della posizione giudiziaria del Sindaco di Andria, Nicola Giorgino da tale vicenda, cui da tempo stava indagando la Procura di Trani per alcune irregolarità circa l'appalto su Andria.

Il Procuratore della Repubblica di Trani Carlo Maria Capristo, nel corso della conferenza stampa avvenuta lunedì mattina presso il Tribunale di Trani, ha reso pubblica l'archiviazione della posizione del Primo cittadino, indagato da circa un anno e mezzo dal sostituto Procuratore Giuseppe Maralfa all'indomani dell'apertura del fascicolo d'indagine della vicenda AIMERI.

L’inchiesta della Procura tranese che vede coinvolti quattro personaggi di spicco riconducibili all'AIMERI raggiunti da ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari, potrebbe adesso riservare altre sorprese.

Si attende ora l'interrogatorio di garanzia del presidente della società Biancamano spa, Giovanni Battista Pizzimbone e dei tre dirigenti dell'AIMERI -azienda controllata dalla Biancamano- coinvolti Orazio Colimberti, dirigente dell’Area sud Italia, Luca Venturin e il responsabile Puglia, Massimo Zurli. Gli investigatori attendono infatti delle ammissioni per delle vicende, accadute nel 2011, nelle quali si contesta di aver turbato la libertà del procedimento di scelta del contraente per l'allargamento del servizio di raccolta rifiuti.

Ricordiamo, infatti che l’indagine dei Carabinieri partì all’indomani dell'attentato dinamitardo subito, nel marzo del 2011, proprio dall’ex assessore comunale Lotito presso il suo negozio di mobili in via Puccini e che ha portato -a seguito di intercettazioni ambientali e telefoniche- al coinvolgimento di un dirigente dell'ATO della Bat, di due dipendenti del Comune di Andria e di un sorvegliante dell'AIMERI.

Una vicenda giudiziaria alquanto complessa, tenuto conto che con i giudici della Procura tranese stanno collaborando anche i colleghi di Monza, che seguono il filone d'indagine legato alla Soc. Sangalli sotto inchiesta per corruzione in appalti analoghi proprio in Lombardia e Lazio oltreché Puglia.
Anche in questo caso, è bene ribadirlo e sottolinearlo stiamo parlando di una indagine giudiziaria che si sviluppa praticamente ben oltre i confini della provincia lombarda.

E' di ieri mattina la notizia che i finanzieri del Comando provinciale di Milano hanno arrestato Raffaele Cantalupo, vicesindaco e assessore all'Ambiente del Comune di Cologno Monzese e l'assessore all'Edilizia privata e pubblica, Maurizio Diaco. Per loro l'accusa è di aver ricevuto dai Sangalli una mazzetta da 50 mila euro, quale acconto dei 300 mila pattuiti, per favorire l'impresa monzese nell'affidamento dell'appalto.

Si comprende bene, quindi, come è stato affermato in Procura a Trani, potrebbero aversi nuovi sviluppi in questa intricata vicenda che getta una luce ancor più sinistra sul sistema degli appalti dei rifiuti urbani.

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I commenti degli utenti
  • bloody mary ha scritto il 19 febbraio 2014 alle 21:41 :

    Per il momento è stata archiviata la sua posizione.....staremo a vedere in seguito cos’altro ci riserverà questa indagine....mi sa che a Lotito non lo mollano per il momento e che continueranno a torchiarlo, poi vedremo, altro che archiviata!!! Rispondi a bloody mary