Avrebbe turbato la libertà del procedimento di scelta del contraente per l'allargamento del servizio di raccolta rifiuti

Appalto Aimeri: secondo arresto per l’ex assessore Lotito

Sotto inchiesta l'appalto rifiuti al Comune di Andria nell'anno 2011

Politica
Andria lunedì 17 febbraio 2014
di la redazione
Aimeri
Aimeri © n.c.

Scatta anche nei confronti dell'ex assessore all'Ambiente del Comune di Andria, Francesco Lotito, la misura cautelare restrittiva nell'inchiesta che vede coinvolti i vertici dell'AIMERI, una delle imprese leader in Italia nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti, i cui vertici erano da tempo indagati dalla Procura di Trani per alcune irregolarità in merito all'appalto su Andria.

Una nuova, pesante tegola giudiziaria, si abbatte quindi sull'amministrazione di centro-destra che regge le sorti amministrative a Palazzo San Francesco. 

L’inchiesta della procura tranese vede coinvolte anche quattro persone raggiunte da ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari: il presidente della società Biancamano spa, Giovanni Battista Pizzimbone e tre dirigenti Aimeri azienda controllata dalla Biancamano. I tre sono: Orazio Colimberti, dirigente dell’Area sud Italia, Luca Venturin e il responsabile Puglia, Massimo Zurli. 

La vicenda, risalente al 2011, vede coinvolto in prima persona Giovanni Battista Pizzimbone, patron del gruppo Biancamano Spa, che controlla l'Aimeri. Per lui l'accusa ha ottenuto dal GIP tranese la misura cautelare degli arresti ai domiciliari in quanto avrebbe turbato la libertà del procedimento di scelta del contraente (art.353 bis) per l'allargamento del servizio di raccolta rifiuti.

L’indagine dei Carabinieri è partita all’indomani di un attentato dinamitardo subito, nel marzo del 2011, proprio dall’ex assessore comunale Lotito presso il suo mobilificio ed avrebbe consentito di accertare l’esistenza di costanti e frenetici contatti tra l'amministratore pubblico e quattro dirigenti della società operante nel settore dei rifiuti finalizzati ad aggiudicarsi l’appalto per la c.d. raccolta differenziata “porta a porta” dei rifiuti solidi urbani nelle città di Andria e Canosa di Puglia, per un valore complessivo di circa 90.000.000 di euro, evento in ogni caso non verificatosi in quanto l’AIMERI non vinse l’appalto che fu invece aggiudicato alla Sangalli.

In particolare gli indagati avrebbero tentato con promesse, collusioni ad altri mezzi fraudolenti di turbare il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del predetto bando di gara.
Inoltre l'ex assessore comunale avrebbe indotto la stessa azienda privata, che già gestiva in proroga il servizio di raccolta dei rifiuti, sia ad affidare indebitamente le mansioni superiori ad un dipendente sia ad assumere a tempo determinato due netturbini.

Nel corso delle indagini sono emersi elementi di collegamento con analoga attività investigativa svolta dalla Procura della Repubblica di Monza, relativa proprio alle modalità di aggiudicazione della stessa gara di appalto ad un'altra azienda, a seguito della quale lo stesso ex assessore comunale è stato attinto da una diversa misura cautelare in carcere per il reato di corruzione.

Ma la vicenda non finisce qua. Infatti, sempre secondo le indiscrezioni circa l’ipotesi accusatoria ventilata dalla Procura tranese, sarebbero coinvolti funzionati del Comune di Andria, la cui posizione rischia di portarli ad un rinvio a giudizio.

Nel pomeriggio, riunione dei partiti e dei gruppi consiliari di opposizione. Tra gli argomenti in discussione anche la nuova vicenda giudiziaria di Palazzo di Città. 

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